Strada verso Acqui, segnaletica assente e sicurezza a rischio: Sciaudone torna all'attacco
Segnaletica orizzontale quasi assente, automobilisti che percorrono la strada ad alta velocità e pedoni costretti ad attraversare senza strisce. È il quadro che si presenta lungo il tratto di strada verso Acqui, in particolare nella zona di Cabanette, dove la sicurezza di chi percorre la strada continua a essere una questione irrisolta.
A riportare l'attenzione sul problema è Maurizio Sciaudone, che torna sull'argomento con una nuova interpellanza, dopo le richieste già avanzate negli anni scorsi.
«Questa interpellanza fa seguito a una mia richiesta scritta nel 2024 all'assessore Serra (5 Stelle) e a un'interpellanza nel giugno 2025, alla quale è stata riscontrata la necessità di garantire la protezione degli utenti della strada, sia per chi viaggia a bordo dei veicoli, sia per chi usufruisce delle fermate dell'autobus».
Il problema, secondo Sciaudone, non riguarda soltanto la mancanza di una segnaletica adeguata. L'assenza di riferimenti chiari, soprattutto per i pedoni, aumenta infatti il rischio di incidenti e rende più difficile affrontare in sicurezza un tratto di strada già caratterizzato dal transito di veicoli a velocità sostenuta.
Per il consigliere di Fratelli d'Italia sarebbe quindi necessario intervenire rapidamente, attraverso il ripristino della segnaletica esistente o l'installazione di una nuova, accompagnando gli interventi con una maggiore attenzione alle indicazioni dei limiti di velocità.
«Bisogna capire quali misure adottare per ridurre la velocità e prevenire comportamenti pericolosi alla guida, comunicando con trasparenza i tempi e le modalità degli interventi ai cittadini».
Ma le proposte non si fermano alla segnaletica. Sciaudone indica anche la possibilità di installare un semaforo nei pressi della Scuola di Polizia, con l'obiettivo di aumentare ulteriormente la sicurezza del tratto, e di realizzare una corsia ciclabile per ridurre i rischi anche per chi percorre la strada in bicicletta.
Una serie di interventi che, secondo il consigliere, non dovrebbe più essere rimandata. E proprio sui tempi arriva la domanda conclusiva che lascia aperto il nodo principale della vicenda:
«Se doveva essere tracciata una corsia ciclabile, si sarebbe aspettato tanto tempo?».
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