Robot, l’esperto: "Quelli messi alla prova nello spazio possono aiutarci a prevenire calamità sulla Terra"
Pubblicato da Giuseppina De Biase
Robot, l’esperto: "Quelli messi alla prova nello spazio possono aiutarci a prevenire calamità sulla Terra"
Marconi (Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, Università di Bologna) all'evento di Convention Bureau Italia e AIAA: "Le tecnologie robotiche sviluppate per resistere agli ambienti estremi trovano applicazione in agricoltura, protezione civile e monitoraggio del territorio"
"Robot e droni pensati per operare in ambienti estremi, come lo spazio, portano con sé numerose ricadute anche nella vita sulla Terra, dalla prevenzione delle calamità naturali all’automazione in agricoltura, perché gli ambienti sfidanti sono molto più vicini a noi di quanto si pensi".
A dirlo è Lorenzo Marconi, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria dell'Energia dell'Università di Bologna, tra i protagonisti dell'incontro "A Dialogue on Space and Non-Space" promosso a Torino dal progetto Italian Knowledge Leaders di Convention Bureau Italia e dalla rappresentanza EMEA dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics, la più grande società tecnica aerospaziale al mondo con oltre 33.000 membri in 91 Paesi, con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention.
Gli ambiti applicativi civili per queste tecnologie, spiega Marconi, sono quindi molteplici. "Pensiamo all'agricoltura, dove cerchiamo di portare tecnologie robotiche per rendere automatiche procedure che oggi sono ancora manuali, in un ambiente estremamente variabile", racconta il professore, che cita anche il settore della protezione civile: "L'utilizzo di droni per la ricerca e il soccorso delle persone abilita un vero e proprio passo in avanti".
Secondo Marconi, disporre di ambiti spaziali su cui sperimentare alza l'asticella della ricerca e genera ricadute significative sulla Terra, in particolare rispetto al monitoraggio dei fenomeni naturali. "Questo può aiutare a prevenire le calamità", sottolinea il professore, spiegando come "la tecnologia sia chiamata a sfidarsi soprattutto sulla parte algoritmica, per gestire fattori estremamente variabili, e a dimostrare capacità di resistenza in ambienti poco amichevoli, come nel caso di terremoti o incendi".
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