Quando il seme cade,
non sa nella sua caduta cosa ne sarà di lui,
a malapena sa
se sarà un albero o un fiore.
Sa solo di sentire
di essere così piccolo,
appena sopravvissuto
alle barriere aperte tra gli eventi.
Oh incerta conoscenza del seme,
ancora in sé racchiuso ed ebbro
di polposa acqua e dolce incoscienza,
chiuso a sé corteccia.
Ma il tempo della terra e il tenue avvicinarsi dei rizomi
in un tremolante neuronale abbraccio
a lui faranno il dono
di conoscere le sue radici.
La poesia descrive lo stato del seme, l'incerta conoscenza di ciò che deve ancora nascere, pur sapendosi racchiuso, ben confinato in una forma. Ma per realizzare la forma compiuta è necessario affidarsi alla conoscenza che gli altri elementi della natura hanno di ciò che è intorno a loro. Allo stesso modo, anche noi umani dobbiamo affidarci, per crescere, alla conoscenza racchiusa negli eco-sistemi in cui viviamo.
Alessandro Balzaretti è autore di "Le parole toccano i bordi delle foglie" (Fallone, 2026) e di "L'ecologia sognante. Guida al pensare con la natura" (Anticamente Presente, 2026).
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L’immagine è di Alessandro Balzaretti
Pubblicato da Donatella Brusati
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