| Un cammino sospeso tra incertezza e speranza, mentre la candela, la stella e la luce dell’alba indicano la strada. Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo. |
La poesia di Nikollè Loka attraversa il territorio incerto della conoscenza e dei sentimenti, là dove luce e oscurità, desiderio e paura, passione e colpa convivono senza mai separarsi completamente. Non lo so… è una meditazione intensa sull’essere umano, incapace di possedere risposte definitive ma ostinatamente impegnato a cercare una direzione.
Pier Carlo Lava
Non lo so…
di Nikollè Loka
Recensione
«Non so cosa so e cosa non so»: il verso che apre la poesia e ritorna nella sua parte centrale ne costituisce la chiave più profonda. Non è soltanto un’ammissione di incertezza, ma il riconoscimento di una condizione universale. L’essere umano crede di conoscere se stesso, i propri sentimenti e il cammino da seguire, ma spesso scopre di vivere sospeso tra consapevolezza e mistero.
Nikollè Loka traduce questa inquietudine attraverso immagini fortemente simboliche. Il ponte di fuoco può rappresentare un legame, una passione o un’esperienza dolorosa che consuma, ma dalla quale il protagonista non riesce — o forse non vuole — separarsi. Attraversarlo significa rischiare di bruciarsi; abbandonarlo vorrebbe dire rinunciare a qualcosa di essenziale.
Accanto al fuoco compare la pietra tombale, immagine della fine, del limite e della paura della perdita. Il verso «non riesco a stare senza di lui» introduce volutamente un’ambiguità: quel “lui” potrebbe indicare una persona amata, un ricordo, il dolore stesso oppure il ponte appena evocato. La poesia non chiarisce e proprio questa indeterminatezza permette a ogni lettore di riconoscervi una parte della propria esperienza.
Particolarmente efficaci sono i versi dedicati alla vista:
Vedo l’oscurità nel binocolo,vedo la luce a occhi chiusi.
Il binocolo, strumento creato per osservare più lontano, mostra paradossalmente l’oscurità. Gli occhi chiusi, invece, permettono di scorgere la luce. L’autore suggerisce così che la verità più importante non sempre si trova nella realtà visibile: a volte può essere raggiunta soltanto attraverso l’interiorità, la memoria, l’intuizione o il sentimento.
Nel cuore dell’ombra rimane però una stella, presenza discreta che veglia sul cammino. Non elimina il buio, ma impedisce che esso diventi assoluto. È una speranza che accompagna l’uomo proprio quando si lascia avvolgere dall’incertezza. Anche la ricerca di una candela lungo la strada esprime il bisogno di una luce piccola ma concreta: non una rivelazione definitiva, bensì un segnale sufficiente per compiere il passo successivo.
Nella parte conclusiva entrano in scena la luna e il sole. La luna appare nel mattino e porta con sé la dolcezza del giorno, mentre il sole arrossisce e diventa una forza capace di bruciare oppure di prendere con sé. I confini consueti si confondono: la notte incontra il giorno, la delicatezza si avvicina alla passione e la luce può trasformarsi in pericolo.
«Uno sguardo di luna è passione o colpa» racchiude uno dei nuclei più suggestivi della composizione. L’amore può essere desiderio e turbamento, conforto e ferita. La domanda non riceve risposta perché la poesia non intende sciogliere il dubbio: vuole abitarlo, osservarlo e trasformarlo in parola.
Con un linguaggio accessibile ma ricco di simboli, Nikollè Loka costruisce una poesia introspettiva nella quale gli elementi della natura diventano manifestazioni dell’anima. Il fuoco consuma, la pietra spaventa, l’ombra avvolge, la stella guida, la candela promette una fragile salvezza, la luna seduce e il sole giudica.
Non lo so… ci ricorda che l’incertezza non rappresenta necessariamente una sconfitta. Può essere, al contrario, il punto dal quale comincia ogni autentica ricerca. Non sapere significa continuare a interrogarsi; cercare una candela significa non avere ancora rinunciato alla luce.
Alessandria, Piemonte – Non lo so… di Nikollè Loka è una poesia sul dubbio, sulla ricerca interiore e sul bisogno di trovare una luce capace di orientare l’essere umano nei momenti di oscurità.
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La poesia è pubblicata nel rispetto della paternità intellettuale dell’autore. Testo poetico di Nikollè Loka. Recensione a cura di Pier Carlo Lava.
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