Nepal:una tragedia che ha la mano dell'uomo

Che il riscaldamento globale danneggiasse anche i ghiacciai secolari, provocandone lo scioglimento di ampie aree, è ormai una notizia allarmante ripetuta più volte in questa estate 2026 che si è manifestata con ondate di caldo mai registrate finora.

Nessuno, tuttavia, aveva potuto immaginare e dunque prevedere il crollo di un ghiacciaio della catena himalaiana  di enorme vastità che ha riversato nel distretto nepalese di Rasuwa al confine con il Tibet,  una gigantesca colate di acqua fango e rocce che ha travolto villaggi, ponti,  strade, impianti idroelettrici e provocato la morte di circa 900 persone e oltre 4.000 dispersi.

Oltre 900 gli operai intrappolati nei tunnel delle centrali idroelettriche e c’è rischio di un’altra frana .L’intensità della colata è stata paragonata a quella della bomba atomica di Hiroscima e la sua velocità non ha dato scampo.

L’evento è classificato nella categoria delle alluvioni-lampo o flash flood che riguardano le esondazioni di corsi d’acqua in seguito a precipitazioni molto consistenti e possono essere causate anche da sisma in zone dove non piove. Il climatologo Torrigiani osserva che potrebbe teoricamente accadere anche nelle montagne dell’Italia

 

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