Nel farsi silenzio intorno a me
io scopro il mio silente esistere,
io movimento tra le foglie, io che respiro
io che suono il piano io che pulisco il lavandino
l’apparire del suono
io sono anch’io
io appaio al mondo
come il suono appare
(Profezia sbagliata
di un indovìno)
Questa poesia racconta l'esistenza come se esistere fosse l'apparire del suono. Da quale spazio provengono i suoni? L'autore sembra suggerirci che provengono dalla naturalezza delle proprie abitudini, e che vivere sia fin dall'inizio una sorta di abituale quotidianità con il fatto che le cose possono esserci o non essere (profezia sbagliata di un indovino). Ma sempre, che vogliano esserci o non essere, lasciano in noi un'ombra di presenza, un suono.
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L’immagine è di Alessandro Balzaretti
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