Orfeo che incanta gli animali (Galleria Borghese). Source: Itinerari nell'Arte
Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo.
Un genio del mosaico barocco nella Roma dei Borghese.
Pinacoteca Civica “il Guercino” di Cento 2 ottobre 2026 - 10 gennaio 2027 A cura di Paolo Di Buono e Giovanni Sassu
Nella ricorrenza dei 450 anni dalla nascita di Marcello Provenzale (Cento, 8 gennaio 1576 – Roma, 4 giugno 1639),
Cento dedica una mostra preziosa al massimo protagonista della rinascita dell’arte del mosaico tra Cinque e Seicento e figura di straordinaria rilevanza nel panorama artistico della Roma barocca.
Nel 1616, papa Paolo V Borghese riconobbe ufficialmente a Marcello Provenzale un primato assoluto nella Roma del nascente Barocco: quello di aver inventato «un nuovo modo di far mosaico assai diverso et molto più bello dell’antico». Era il sigillo pontificio su una carriera straordinaria: quella di un artista nato a Cento nel 1576 e giunto a Roma sul finire del secolo, che avrebbe trasformato per sempre il linguaggio dell’arte musiva, aprendo una stagione di splendore destinata a durare almeno due secoli.
Nel 450° anniversario della nascita, la Pinacoteca Civica “il Guercino” di Cento dedica a questo geniale artista la prima importante mostra monografica, restituendo finalmente a Provenzale il rilievo che gli spetta nella storia dell’arte italiana, ovvero quello di grande inventore tecnico dell’arte musiva, interprete della nuova spiritualità della Chiesa cattolica e raffinato esecutore di capolavori musivi d’ arte collezionistica richiesti da prestigiose famiglie romane, in particolare dalla famiglia Borghese. Con l’obiettivo di far conoscere al pubblico la complessità e l’altissimo livello della sua produzione, celebrata dai contemporanei, ma oggi poco nota al grande pubblico.
L’esposizione, curata da Francesca Cappelletti, Paolo Di Buono e Giovanni Sassu, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma, dove una prima, apprezzata mostra dossier dedicata ai capolavori in mosaico minuto da cavalletto è stata esposta con grande successo dal 17 marzo al 10 maggio 2026, approderà a Cento dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 in una veste più ampia e ricca di opere, confronti e immagini evocative.
L’iniziativa nasce dall’accordo tra il Comune di Cento e l’Associazione Imprenditori Centesi per la Cultura, con il fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e la collaborazione dell’Associazione Amici della Pinacoteca di Cento. Il Comune e l’ Associazione Imprenditori, per realizzare la mostra hanno firmato un partenariato speciale pubblico-privato, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs 36/2023, uno strumento innovativo per agevolare la collaborazione tra enti pubblici e imprenditoria.
Di questo straordinario artista, che intrattenne rapporti di stima e amicizia con grandi artisti quali Guercino, Algardi, Baglione, Ottavio Leoni, viene restituito finalmente un profilo completo attraverso la riscoperta delle sue opere geniali e innovative.
Nato in una famiglia agiata e ben inserita nella società centese, Provenzale apprese i primi rudimenti di pittura a Cento, seguendo poi a Roma il suo maestro Paolo Rossetti - anch’egli centese, già mosaicista esperto - e trovò il proprio terreno di elezione nei cantieri della Basilica di San Pietro, cuore della rinascita del mosaico già promossa da Gregorio XIII nella cappella Gregoriana dal 1578 al 1580, come linguaggio simbolico della continuità della Chiesa cattolica primitiva e della Chiesa rinnovata postridentina.
Già dal 1600 al 1602, e ancora nel 1611 e 1612, decorò con bellissime figure di angeli e santi la grande cupola michelangiolesca e la Cappella Clementina. Nel 1614 realizzò per Paolo V lo stemma Borghese nella volta della navata di San Pietro; nel 1617–1618 restaurò la celebre Navicella di Giotto, lodata da Giovanni Baglione per la perfetta fusione tra antico e moderno.
Il vertice della sua produzione si colloca, tuttavia, nei prodigiosi mosaici da cavalletto. A partire dal 1600, Provenzale sviluppò una tecnica innovativa basata su minuscole tessere vitree e sull’ uso pionieristico del cosiddetto mosaico in filato, capace di restituire con straordinaria finezza le sfumature pittoriche della luce e del colore. Questa tecnica prevedeva la fusione degli smalti in sottilissime bacchette vitree, poi tagliate in porzioni millimetriche e accostate con precisione, ottenendo passaggi tonali morbidi e sfumati, e dettagli disegnativi ben diversi dal mosaico tradizionale.
Con questa intuizione, Provenzale anticipò i futuri sviluppi del micromosaico romano del Settecento. Ne derivano opere capaci di competere con la pittura per qualità espressiva, e di superarla in una qualità che la pittura non possiede: l’incorruttibilità della materia vitrea, che trasforma il ritratto in monumento portatile e il volto sacro in oggetto eterno di meditazione e di preghiera.
Cuore della mostra è il Volto di Cristo, firmato OPUS MARCELLI, appartenuto ante 1603 al cardinale Pietro Aldobrandini, poi a Federico Zeri e oggi alla Collezione Grimaldi Fava di Cento: opera di commovente intensità spirituale, in cui il silenzio meditativo di Cristo è reso con una profondità espressiva che nessuna pittura coeva saprebbe eguagliare.
Un’ opera di fruizione devozionale, personale e intima, indimenticabile. Accanto ad esso, i capolavori conservati alla Galleria Borghese — la Madonna col Bambino (1600), l’Orfeo (1618), il Ritratto di Paolo V (1621) — e la Civetta con uccelli (1615) oggi al Museo degli Argenti di Firenze, realizzati tutti per il cardinale Scipione Borghese e per il papa Paolo V, suoi prestigiosi committenti e protettori, che riconobbero il suo geniale talento nel trasformare un’ arte antica in linguaggio nuovo, spirituale e colto.
La mostra non trascura le radici pittoriche di Provenzale, che nella sua città natale, Cento, e in particolare nella Collegiata di San Biagio, ha dipinto una pala d’ altare raffigurante la Trasfigurazione (firmata e datata 1606), da visitare in loco, e una suggestiva Orazione di Gesù nell’orto, oggi in Pinacoteca, destinata a imprimersi nella memoria del giovane Guercino. Ed è proprio dal sodalizio con Provenzale che nacque il primo dipinto del Guercino a raggiungere Roma nel 1619: Erminia soccorre Tancredi ferito, commissionato da Marcello, che gli avrebbe aperto le porte della consacrazione.
Il percorso espositivo continua con le proiezioni in altissima risoluzione dei suoi mirabili mosaici realizzati in San Pietro, alcuni da poco restaurati e per la prima volta fotografati.
Si completa con i ritratti dell’ artista, che Baglione descrive come “ huomo amorevole…d’ ottime qualità”, e con un’opera di singolare rarità, il magnifico busto funebre in bronzo custodito nel corridoio di accesso alla Basilica Collegiata di San Biagio, il suo autoritratto eseguito con incredibile perizia scultorea da Provenzale stesso un anno prima della morte, e che, come l’Orazione nell’orto, sarà restaurato per l’occasione ed esposto in mostra per la prima volta.
L’esposizione si chiude con una sezione dedicata all’eredità del micro mosaico romano nel Settecento e nell’Ottocento, illustrando la lunga fortuna di una tecnica nata dalla genialità di un artista centese.
Marcello Provenzale da Cento. Un genio del mosaico barocco nella Roma dei Borghese
Cento, Pinacoteca Civica “il Guercino”, 2 ottobre 2026 - 10 gennaio 2027
Info e orari: https://www.civicapinacotecailguercino.it/
La mostra, da un’ idea di Cristina Grimaldi Fava, è curata da Paolo Di Buono e Giovanni Sassu.
Comitato scientifico
Francesca Cappelletti
Tiziana Contri
Romeo Pio Cristofori
Paolo Di Buono
Camilla Fiore
Fausto Gozzi
Giovanni Sassu
Valeria Tassinari
Timothy Verdon
Ufficio Stampa
Artemide PR di Stefania Bertelli
stefania.bertelli@artemidepr.it
Marcello Provenzale da Cento. Un genio del mosaico barocco nella Roma dei Borghese
Cento, Pinacoteca Civica “il Guercino”, 2 ottobre 2026 - 10 gennaio 2027
Info e orari: https://www.civicapinacotecailguercino.it/
La mostra, da un’ idea di Cristina Grimaldi Fava, è curata da Paolo Di Buono e Giovanni Sassu.
Comitato scientifico
Francesca Cappelletti
Tiziana Contri
Romeo Pio Cristofori
Paolo Di Buono
Camilla Fiore
Fausto Gozzi
Giovanni Sassu
Valeria Tassinari
Timothy Verdon
Ufficio Stampa
Artemide PR di Stefania Bertelli
stefania.bertelli@artemidepr.it
A cura di Francesca Giordano
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«La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione fuggevole, l'esperimento pericoloso, il giudizio difficile.»
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