La fascinazione dei robot umanoidi. Quale il loro ruolo?
Gabriella Paci
Giunge notizia che un drone russo
guidato dall’A.I: abbia scelto di sua iniziativa un bersaglio uccidendo tre
persone
Il New york Times lo racconta in
un lungo reportage basato sull’esperienza di altri droni, comandanti ucraini e
membri della squadra forense che hanno esaminato i rottami dell’ordigno-
Dunque, si tratterebbe della
scelta decisionale dell’Intelligenza artificiale; solo il software avrebbe
avuto una scelta nella catena dei comandi.
Del resto, la produzione di robot umanoidi ci dice
che grazie all’Intelligenza artificiale questi non si limitano a camminare e a
parlare ma sono capaci di comprendere l’ambiente circostante, manipolare con
precisione oggetti e svolgere autonomamente compiti complessi Qualche esempio?
Sanno raccogliere e smistare oggetti regolando la presa a seconda del
materiale, posizionano pacchi con recisione assoluta sanno avvitare, montare e
imballare per le linee automobilistiche e manifatturiere
Nello sport, corrono superando ogni record umano con
una velocità di meno di 9 secondi per 100 metri, si rialzano se cadono e sono
stabili su terreni sconnessi, superando con salti e acrobazie ostacoli.
Quello che sconvolge è la loro capacità di vedere e
ragionare sull’ambiente e non solo reagire, riconoscere oltre venti emozioni
umane analizzando la voce umana e le espressioni facciali e sanno mimare e
rispondere come esseri umani; infatti, vengono usati come supporto dei servizi
domestici e interazione sociale.
E’ la Cina a guidare la rapidissima evoluzione dei
robot umanoidi con oltre 400 modelli avanzati, capaci di unire prestazioni atletiche,
supporto emotivo, e impiego industriale
I modelli più iconici sono il Tiangong Ultra di Pechino,
che ha battuto tutti i record di velocità: il UB Tech (Famigli U1) che ha
ottantotto articolazioni mobili, memoria crittografata e interazioni emotive
personalizzabili e Unitre Robotics che ha debuttato in borsa e commercializza
umanoidi economici a partire dai 3.700 euro
Emergono tuttavia domande sulla loro affidabilità,
sicurezza e gestione.
La loro forma non è mai neutra ma è una scelta
ingegneristica per determinare prestazioni e livello di rischio.
La complessità meccanica aggiunge prestazioni ma
anche punti di possibile guasto;aumentare la complessità inoltre può ridurre il
tempo di attività e questo è fondamentale nell’industria.
Condizione indispensabile di sicurezza è quando i
robot operano vicino alle persone e un’interruzione nell’alimentazione, un guasto,
un giunto dipendono dal controllo attivo dell’equilibrio e un robot di 30 kg
può costituire un serio pericolo
applicare
metodologie di valutazione del rischio come quelle descritte nell’ISO/TR
14121-2 a una funzione di prevenzione delle cadute per un robot dinamico
comporta requisiti severi. In ambienti controllati—senza scale, con dispositivi
di protezione individuale e personale addestrato—il livello minimo richiesto è
PL=c. In ambienti più complessi o pubblici, dove la gravità dell’impatto
aumenta e l’evitamento diventa improbabile, il requisito sale a PL=e, il
livello più alto definito dallo standard.
Ci si chiede se
davvero la loro sicurezza e affidabilità possono essere garantite in modo più
che soddisfacente; i robot non devono imitare gli esseri umani ma essere
strumenti gestibili e specializzati in vari settori.

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