Il tempo può trasformarsi in una presenza dolorosa, soprattutto quando è attraversato dalla distanza, dalla solitudine e dal desiderio di qualcuno che continua a vivere nei nostri pensieri. Nella poesia “Il tempo che duole”, Niko Loka costruisce una lirica intima e malinconica, nella quale lo sguardo della persona amata diventa luce, promessa e rifugio.
Pier Carlo Lava
Il tempo che duole
di Nikolle Loka
Recensione
In “Il tempo che duole”, Nikolle Loka racconta una condizione emotiva sospesa fra il dolore del presente e la speranza riposta nel futuro. Il tempo non costituisce un semplice sfondo, ma assume una consistenza quasi fisica: è un “tempo ghiacciato”, immobile e penetrante, capace di ferire chi lo attraversa.
Fin dai primi versi emerge una delle immagini più suggestive della poesia: “Il tuo sguardo, / un fiume di luce fredda”. Lo sguardo della persona evocata possiede la forza vitale e continua di un fiume, ma la sua luce non riscalda. È una luminosità distante, forse irraggiungibile, che illumina senza cancellare completamente il senso di separazione. Il contrasto fra luce e freddo introduce immediatamente la complessità del sentimento raccontato.
A questa immagine si contrappone il crepuscolo negli occhi del poeta, simbolo di una luce interiore che si sta spegnendo. Il crepuscolo rappresenta il confine fra il giorno e la notte, ma anche fra presenza e assenza, certezza e inquietudine. Eppure il poeta non si abbandona del tutto all’oscurità: continua ad aggrapparsi a una “luce inesorabile”, espressione che suggerisce qualcosa di inevitabile e persistente. Può essere la speranza, il ricordo oppure la presenza dell’amore che, nonostante il dolore, continua a imporsi.
Nella seconda strofa lo sguardo dell’altro diventa il luogo nel quale è custodito il domani. Il futuro non è immaginato fuori dalla relazione, ma vive “nei tuoi occhi”. Proprio per questo trattiene il poeta, impedendogli forse di allontanarsi definitivamente. La persona amata viene chiamata fra i sogni, in uno spazio nel quale le distanze si riducono e ciò che nella realtà appare lontano può tornare vicino.
Nella parte conclusiva compare la luna piena, immagine tradizionalmente legata alla notte, alla contemplazione e alla solitudine. Il poeta vi posa gli occhi come se cercasse riposo, ma la luna, anziché placare completamente il tormento, sfiora e risveglia la sua solitudine. Diventa così una silenziosa interlocutrice, capace di accompagnare il poeta nel passaggio dalla veglia al sogno.
Particolarmente intensa è l’espressione finale, “nei sogni un altro io”. Nel mondo onirico sembra emergere una diversa identità: un io più libero, forse capace di vivere ciò che nella realtà gli è negato. Il sogno non rappresenta soltanto una fuga, ma anche uno spazio di trasformazione nel quale il poeta può incontrare una parte nascosta di sé.
Con versi brevi e immagini essenziali, Nikolle Loka compone una poesia delicata, dominata dal dialogo fra luce e oscurità, freddo e desiderio, solitudine e speranza. “Il tempo che duole” racconta la sofferenza dell’attesa, ma lascia accesa una possibilità: anche quando il presente appare ghiacciato, lo sguardo dell’altro può continuare a custodire un domani.
Alessandria – La poesia “Il tempo che duole” di Nikollè Loka conduce il lettore in una dimensione sospesa tra solitudine, desiderio e speranza, dove lo sguardo della persona amata custodisce la promessa del domani.
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