La Topolino amaranto e il ritmo delle Myricae
Ne La Topolino amaranto, la scansione dei versi — ricca di versi brevi, rime baciate o alternate rigorose e andamento di filastrocca classica — richiama da vicino lo stile di poesie come La cavalla stornella o Il carrettiere:
"Vieni via con me / sulla Topolino amaranto / si va che è un incanto..."
Il ritmo come architettura temporale
Pascoli fu uno dei più grandi innovatori della metrica italiana tra Ottocento e Novecento: pur mantenendo le forme classiche (il novenario, il decasillabo, la strofa saffica), le disgregò dall'interno usando l'enjambement, la cesura forte, l'ellissi e l'onomatopea.
Conte opera uno scavo del tutto analogo sulla parola cantata. Testi come La Topolino amaranto o Bartali poggiano su un'impalcatura ritmica in cui l'endecasillabo o il settenario pascoliano vengono sincopati dalla musica jazz. L'andamento ritmico dei brani contiani possiede la medesima cadenza dei versi pascoliani dedicati ai mezzi di trasporto, alla strada e alla vita campestre: un procedere a balzi, dove la pausa grammaticale coincide con lo stacco di battuta.
La poetica dell'ordinario e la sinestesia
La giuria del Premio Pascoli ha evidenziato come Conte, al pari del poeta romagnolo, riesca a "scoprire invisibili corrispondenze e restituire all'ordinario una nuova e sorprendente veste".
Si veda l'uso della sinestesia. Laddove Pascoli scriveva di "soffio di lampi" o "voce di tenebra azzurra", Conte risponde con "l'intelligenza degli elettricisti" o il "profilo francobollo".
Con il Premio Pascoli alla Carriera, la critica riconosce finalmente ciò che la musica di Paolo Conte suggeriva da tempo: la canzone d'autore non è una forma minore di letteratura, ma il luogo in cui la grande tradizione metrica italiana continua a battere il tempo.
Il fonosimbolismo: dalla poesia al jazz
Infine, c'è il legame con la materia sonora pura. In poesie come L'assiuolo o Il temporale, Pascoli trasforma il verso in un'eco di suoni della natura ("chiù", "sssh", "don don"). Conte compie il medesimo gesto letterario trasponendolo nella canzone: i suoi celebri scat vocali, i mormorii, i kazoo figurati e le onomatopee che popolano brani come Via con me o Sotto le stelle del jazz non sono semplici riempitivi musicali, ma la prosecuzione ideale del fonosimbolismo pascoliano. La parola smette di essere solo significato per farsi puro ritmo respiratorio.
A cura di Francesca Giordano

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"Vieni via con me / sulla Topolino amaranto / si va che è un incanto..."
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