| Un paesaggio di luce e orizzonti aperti richiama la speranza evocata nella poesia “Il fardello dell’essere” di Maria Pellino. |
Una poesia intensa sullo smarrimento dell’anima, sulle forme della manipolazione e sulla possibilità di una rinascita autentica.
Ci sono versi che non cercano di addolcire il dolore, ma lo attraversano per restituirgli un senso. In “Il fardello dell’essere”, Maria Pellino dà voce a un’inquietudine profondamente contemporanea: quella di chi si sente distante da sé, disperso tra egoismi, illusioni e desideri che non riescono più a trasformarsi in vita vera.
Pier Carlo Lava
Recensione
La poesia si apre con un desiderio quasi misericordioso: «Vorrei sollevare l’essere / dal fardello di sentirsi / disciolto e distante da sé». È un attacco di grande forza, perché pone subito al centro non una vicenda privata, ma una condizione umana: la perdita di contatto con la propria essenza.
Maria Pellino osserva un mondo nel quale la percezione è deformata da egoismi, da alleanze fragili e da «illusioni inadeguate». Non c’è condanna gridata, ma una lucida constatazione: chi ha attraversato «tante vite in una sola» rischia di non trovare più posto, di sentirsi estraneo in una realtà che tende a semplificare, consumare e dimenticare.
L’immagine dell’anima intrappolata in un limbo pericoloso è tra le più efficaci del testo. L’anima muore ogni volta, baratta ciò che sente con un «non luogo di vuoto» e di «silenzio assordante»: ossimoro potente, che rende il rumore interiore di una solitudine senza approdo. Il baratro, qui, non è soltanto sofferenza individuale; è anche il risultato dell’arrendevolezza davanti all’ignoranza e alla manipolazione.
La parte conclusiva, tuttavia, non cede al pessimismo. La «gemma di rivoluzione» introduce una possibilità concreta di rinascita: non una rivoluzione rumorosa, ma intima, custodita, capace di aprire «azzurri cieli», luce e spazi incontaminati. È nella dimora dell’anima che possono germinare le «spore di beatitudine e speranza»: una chiusura delicata e luminosa, che affida alla coscienza personale il compito di tornare libera.
“Il fardello dell’essere” è una poesia densa, meditativa e coraggiosa. Maria Pellino, autrice di Alessandria Post e italianewspost.com, costruisce un percorso che parte dalla frattura interiore e approda alla speranza, ricordando che anche nelle stagioni più oscure può restare viva una scintilla di bellezza.
Il fardello dell’essere
© Maria Pellino
Biografia dell’autrice
Maria Pellino è autrice e collaboratrice di Alessandria Post e italianewspost.com. Nelle sue poesie affronta con sensibilità i temi dell’anima, della memoria, della fragilità umana e della speranza, trasformando l’esperienza interiore in una riflessione condivisa.
GEO: La poesia “Il fardello dell’essere” di Maria Pellino racconta lo smarrimento dell’anima tra egoismi, illusioni e manipolazione, ma lascia spazio a una possibile rinascita attraverso la luce, la bellezza e la speranza.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.
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