Il corpo trasformato in merce: recensione di “La storia delle proprietà mobili del corpo” di Bahtiyar Hidayet

Due figure femminili camminano lungo un fiume verso un’automobile, mentre documenti abbandonati e una casa in rovina simboleggiano proprietà, disuguaglianza e tempo perduto.
Una rappresentazione simbolica del contrasto tra corpi, proprietà e immobilità nella poesia di Bahtiyar Hidayet.

Con un linguaggio volutamente crudo e un’ironia amara, Bahtiyar Hidayet trasforma una scena di voyeurismo in una riflessione sulla mercificazione del corpo, sulle disuguaglianze sociali e sull’ipocrisia del potere. Il continuo confronto tra proprietà “mobili” e “immobili” diventa il fulcro di una poesia provocatoria, nella quale persone, desideri e perfino ricordi sembrano sottoposti alle regole del possesso e del profitto.

Pier Carlo Lava

La storia delle proprietà mobili del corpo

Dopo l’incontro nel bosco,

due prostitute vengono sorprese in riva al fiume.

Nascosti tra le canne,

alcuni adolescenti

hanno gli occhi fissi sui beni mobili di queste donne.

Hanno maledetto chiunque parli—

qui, una maledizione è più dolce

delle parole più dolci.

In lontananza si sente il segnale di un’auto.

Le donne portano con sé i loro beni mobili

e camminano verso il suono del segnale.

Gli adolescenti restano immobili,

come le proprietà immobiliari.

Le donne, tuttavia,

grazie alle loro proprietà mobili,

hanno generato profitti per le loro proprietà immobiliari.

I figli di quei burocrati

che una volta portarono quelle donne

in questo bellissimo angolo

sono diventati essi stessi dei burocrati.

Quelle donne ora sono cantanti famose.

Gli adolescenti, tuttavia,

si maledicono per essere nati in questo mondo.

Il loro unico successo nella vita

è stato aver visto i beni mobili

di queste famose cantanti.

Le loro mani sono ormai coperte di calli,

e la loro felicità

è come se il fiume l’avesse spazzata via.

Nel frattempo, le loro proprietà immobiliari

sono prive di documentazione e in rovina.

Bahtiyar Hidayet – Azerbaijan

Recensione

Il titolo riprende il linguaggio freddo del diritto e dell’economia, ma lo applica alla dimensione più intima dell’essere umano. Le “proprietà mobili” sono innanzitutto i corpi delle donne, osservati, desiderati, utilizzati e infine convertiti in una possibilità di guadagno. Il corpo non appartiene più soltanto alla persona: diventa bene esposto allo sguardo altrui, strumento di scambio e capitale da amministrare.

A questa mobilità si contrappone l’immobilità degli adolescenti, nascosti tra le canne e incapaci di partecipare realmente alla vita. Essi guardano, desiderano e ricordano, ma rimangono fermi, proprio come quelle proprietà immobiliari che, molti anni dopo, risulteranno senza documenti e ridotte in rovina. Il gioco linguistico assume così un significato esistenziale: chi sembrava possedere qualcosa finisce per non possedere neppure il proprio futuro.

La poesia introduce anche una severa critica alla continuità del potere. I figli dei burocrati diventano a loro volta burocrati, perpetuando privilegi, abitudini e rapporti sociali che attraversano le generazioni senza cambiare. Le donne, invece, compiono un percorso inatteso e diventano cantanti famose. La loro trasformazione potrebbe sembrare un riscatto, ma rimane avvolta nell’ambiguità: non sappiamo quanto di quella nuova identità sia autentica libertà e quanto dipenda ancora dall’utilizzazione della loro immagine.

Il fiume è l’unico elemento naturale in movimento. Scorre accanto ai personaggi e sembra trascinare via il tempo, le occasioni e la felicità. Gli adolescenti sono diventati adulti, ma la loro vita è rimasta prigioniera di un’immagine lontana, mentre le mani coperte di calli raccontano fatica, frustrazione e desideri mai trasformati in esperienza o consapevolezza.

Bahtiyar Hidayet costruisce così una parabola grottesca sulla società del possesso, nella quale i corpi producono denaro, gli edifici cadono in rovina e il potere si eredita. Dietro la provocazione resta una domanda inquietante: che cosa possiede davvero una persona, quando persino il corpo, il desiderio e il destino vengono valutati secondo il loro rendimento economico?

Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.



Commenti