Il caldo non dà tregua. In sofferenza persone e ambienti,Gabriella Paci

Il caldo intenso non è solo fastidioso da sopportare ma anche causa di malesseri e danni alla salute e all’ambiente

Questa estate poi risulta essere forse la più calda di sempre a causa della durata prolungata delle alte temperature registrate da giugno in poi.

Perfino gli ambienti finora ritenuti “salvifici” come località di mare o di montagna hanno subito e subiscono variazioni climatiche importanti, con un danno anche agli ecosistemi .

Il caldo intenso con picchi intorno ai 40 gradi associato ad un forte tasso di umidità grava soprattutto su chi è anziano, piccolo o ha patologie, specie cardiovascolari. Gli esperti consigliano di cercare di limitare l’effetto calore ,che il corpo non riesce a regolare neppure con il sudore, bevendo molto, facendo docce, limitando uscite ed  attività fisiche tenendo chiuse imposte e porte nelle ore più calde.

Come detto anche il mare continua a surriscaldarsi: il prof Stefano Cannicci zoologo all’università di Firenze ci dice che in Toscana il Mediterraneo registra circa 6 gradi superiori alle medie stagionali e il Tirreno e il mar Ligure, sono di norma i mari più freddi del Mediterraneo mettono a rischio la sopravvivenza delle gorgonie rosse che qui avevano trovato il loro habitat.

 Il problema più grave è la diminuzione dell’ossigeno. Nell’aria la quantità di ossigeno resta sostanzialmente la stessa sia con cinque sia con quaranta gradi. nell’acqua, invece, all’aumentare della temperatura questo diminuisce sensibilmente . È lo stesso motivo per cui una bevanda gassata deve essere bevuta fredda: quando si scalda, il gas si disperde. Allo stesso tempo, il caldo accelera il metabolismo degli organismi marini, che avrebbero quindi bisogno di più ossigeno proprio mentre ne trovano meno. Anche i batteri consumano più rapidamente la materia organica, utilizzando altro ossigeno e producendo anidride carbonica.

 Le temperature eccezionali non stanno mettendo a dura prova soltanto la salute delle persone, i consumi energetici, le città e i mari ma stanno trasformando anche l'alta montagna. Il caldo persistente sta infatti modificando profondamente l'ambiente alpino: i ghiacciai arretrano, il permafrost si scioglie, aumentano i crolli di roccia e molte delle ascensioni simbolo dell'arco alpino vengono chiuse o sconsigliate per motivi di sicurezza. Una situazione che sta cambiando la stagione alpinistica e costringendo guide e appassionati a ripensare itinerari e programmi.

Abbiamo tralasciato di parlare di aridità del suolo con problemi alle coltivazioni e agli allevamenti: una situazione sempre più preoccupante

Le cause di questa accelerazione del cambiamento climatico sono senza dubbio in gran parte ascrivibili all’inquinamento e al disboscamento e l’uomo sembra essere davvero l’animale più stupido del pianeta, che non ha attenzione alla propria salvaguardia, anche tenendo conto che è l’autore dei numerosi incendi che devastano ogni zona del mondo

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