Pippo Bunorrotri
Il punto di partenza di questa Poesia è lo smarrimento.
Chi si perde si muove con incertezza, ed è qui che inizia il disagio interiore del nostro Poeta.
Bunorrotri si perde nel "bosco del tempo", ha perso la bussola della vita e non ha più punti di riferimento.
Il Poeta descrive se stesso come una statua di gesso che si rompe pezzo per pezzo e come un "vecchio ritratto" sbiadito dalla fretta di ogni giorno.
Il gesso è un materiale fragile, che si sbriciola facilmente e sentirsi letteralmente "a pezzi" fa crollare ogni sua sicurezza interiore. Quando una persona si sente persa, a pezzi, la reazione inevitabile è l'inadeguatezza, il sentirsi "inadeguato", a disagio avvertendo di non essere più adatto al mondo in cui vive. Si sente "goffo" perché ogni suo movimento, pensiero o tentativo di relazionarsi risulta pesante e privo di naturalezza.
il Poeta non riesce più a riconoscersi nemmeno quando si guarda allo specchio e il
rumore del mondo esterno diventa così forte da coprire la sua stessa voce.
Con versi semplici Bunorrotri descrive il vuoto di "vivere senza riflesso".
E' questa una poesia intensa che lascia il segno. Il Poeta racconta le fragilità umane in modo molto delicato, ricordandoci che perdersi fa parte della vita.
Anche se la Poesia esprime un forte disagio, in realtà il Poeta ci lancia un messaggio profondo: solo guardando in faccia il nostro smarrimento e accettando di sentirci fuori posto, possiamo trovare la forza di ricominciare a cercarci e, finalmente, ritrovare noi stessi.
Giuseppina De Biase
El punto de partida de esta poesía es el extravío. Quien se pierde se mueve con incertidumbre, y es aquí donde comienza el malestar interior de nuestro poeta.
Bunorrotri se pierde en el "bosque del tiempo", ha perdido el rumbo en la vida y ya no tiene puntos de referencia.
El poeta se describe a sí mismo como una estatua de yeso que se rompe pieza por pieza y como un "viejo retrato" descolorido por la prisa de cada día. El yeso es un material frágil que se desmorona fácilmente, y sentirse literalmente "en pedazos" hace que se derrumbe toda su seguridad interior. Cuando una persona se siente perdida, rota, la reacción inevitable es la inadecuación, el sentirse "inadecuado", incómodo al notar que ya no encaja en el mundo en el que vive. Se siente "torpe" porque cada uno de sus movimientos, pensamientos o intentos de relacionarse resulta pesado y carente de naturalidad.
El poeta ya no logra reconocerse ni siquiera cuando se mira al espejo, y el ruido del mundo exterior se vuelve tan fuerte que tapa su propia voz. Con versos sencillos, Bunorrotri describe el vacío de "vivir sin reflejo".
Esta es una poesía intensa que deja huella. El poeta relata las fragilidades humanas de una manera muy delicada, recordándonos que perderse forma parte de la vida.
Aunque la poesía expresa un fuerte malestar, en realidad el poeta nos lanza un mensaje profundo: solo mirando de frente a nuestro extravío y aceptando sentirnos fuera de lugar, podemos encontrar la fuerza para volver a buscarnos y, finalmente, reencontrarnos.
Giuseppina De Biase
HAY DÍAS
Hay días que siento
que me he perdido
en el bosque del tiempo,
que soy una estatua de yeso
que se ha ido rompiendo
trozo a trozo en el tiempo,
que soy un retrato viejo
que se ha ido arrugando
en las prisas del tiempo.
Hay días que me siento insuficiente y torpe,
ahora, que no se
si mi voz
es mía
o del eco
del tiempo,
ya no se si escucho
mis palabras mudas,
o sin son los ruidos del mundo
los que baten en mis tímpanos,
las que escucho en mis sueños.
Me miro en el cristal del tiempo
y no me reconozco,
soy un apósito,
aunque nota a alguien a mi lado,
como si mi sombra
caminase a mi lado
sin llevarla sobre mí.
Hay días que miro
y no veo mi reflejo
en el espejo de la vida…
creo que he aprendido
a vivir sin reflejo.
Hay días extraños
que me olvido
de mi rostro…
me siento perdido
y no se
como regresar a mí.
Pippo Bunorrotri
CI SONO GIORNI
Ci sono giorni in cui mi sento
di essermi perso
nel bosco del tempo,
di essere una statua di gesso
che si è rotta
pezzo per pezzo nel corso del tempo,
di essere un vecchio ritratto
che si è andato sgualcendo
nella fretta del tempo.
Ci sono giorni in cui mi sento inadeguato e goffo,
ora che non so
se la mia voce
È mia
o dell'eco
del tempo
Non so se riesco ancora a sentire
le mie parole mute,
o se sono i rumori del mondo
quelli che battono nei miei timpani,
quelli che ascolto nei miei sogni.
Mi guardo nello specchio del tempo
e non mi riconosco,
Sono un corpo estraneo,
anche se noto qualcuno accanto a me,
come se la mia ombra
camminasse al mio fianco
senza portarla con me.
Ci sono giorni in cui guardo
e non vedo il mio riflesso
nello specchio della vita…
Penso di aver imparato
a vivere senza riflesso.
Ci sono giorni strani
in cui dimentico
il mio viso…
Mi sento perso
e non so
come ritrovare me stesso.
Pippo Bunorrotri
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