GUIDO MIANO EDITORE NOVITÀ EDITORIALE È uscito il libro di poesie e fotografie: LUCE CHE RESTA – TI CERCO NEI GIORNI di ANGELA RAGOZZINO
Pubblicato il libro di poesie “Luce che resta – Ti cerco nei giorni” di Angela Ragozzino;
illustrato con immagini fotografiche e d’arte di Enrico Raimondo, Benedetto Scaravilli, Fabio
Recchia, Giovanni Conservo, Gustavo Delugan; prefazione di Michele Miano, nella
prestigiosa collana “Parallelismo delle Arti”, Guido Miano Editore, Milano 2026.
È una soglia silenziosa che ogni libro di poesia attraversa prima di diventare dono: è la
soglia della memoria. Luce che resta, ti cerco nei giorni nasce esattamente lì, nel punto in cui
la parola non è più soltanto espressione, ma diventa gesto di cura, di fedeltà, di presenza.
Con questo nuovo volume, Angela Ragozzino prosegue il suo cammino poetico all’interno
della collana Parallelismo delle Arti, dopo Il colore dei ricordi (2022), Voci d’anima, d’arte e di
natura (2023) e C’è ancora speranza (2025), e lo fa con un’intensità nuova, più raccolta, più
verticale, segnata dal lutto e dalla gratitudine, dalla perdita e dalla luce che continua a filtrare.
La poesia di Angela Ragozzino è sempre stata un luogo di ascolto: della natura, dei moti
interiori, delle stagioni dell’anima. In questo libro, però, l’ascolto si fa più profondo, più intimo,
perché rivolto a due presenze che non ci sono più e che pure continuano a vivere nella trama
dei giorni: la madre Rosalba e l’amica Onorina. Il volume è dedicato a loro, e a loro è affidata
la luce che resta, quella che non si spegne, quella che accompagna.
La voce e la visione: il Parallelismo delle Arti
Come nella tradizione della collana, la parola poetica dialoga con le opere d’arte:
fotografie, sculture, dipinti diventano compagni di viaggio, specchi, risonanze. Il Parallelismo
delle Arti non è un semplice accostamento estetico, ma un principio di lettura: la poesia
illumina l’immagine, l’immagine approfondisce la poesia. Così il Mamma che non c’è di
Gustavo Delugan, con le sue linee essenziali e il rosso che brucia, amplifica la lirica dedicata
alla maternità negata; il Mater Panis dello stesso artista trasforma la meditazione sulla vita
che nasce e risorge in un simbolo universale; le fotografie di Benedetto Scaravilli, Enrico
Raimondo, Marica Raucci ed Elena Caruso accompagnano le stagioni interiori dell’autrice,
come finestre aperte sul mondo naturale che tanto la ispira.
La poesia di Angela Ragozzino, già definita da Enzo Concardi come dotata di un “lirismo
della natura” che richiama gli idilli leopardiani, trova qui una nuova dimensione: la natura non
è più soltanto scenario, ma interlocutrice. È la rondine che torna e non trova il nido; è il mare
di papaveri che ondeggia come un ricordo d’infanzia; è la rosa d’inverno che sboccia come
promessa; è il raggio di luce che squarcia le nuvole e diventa segno di speranza. La natura
accompagna il lutto, lo sostiene, lo trasfigura.
Il tema della perdita: una poesia che custodisce
Molte liriche del volume sono attraversate da un dolore composto, mai gridato, sempre
affidato alla delicatezza delle immagini. In Tutto è silenzio, lo sguardo dell’autrice torna ai
luoghi della madre: «E lo sguardo va dove sedevi Tu». In L’ultima estate, la malattia e il
declino diventano un cammino condiviso, un ultimo tratto di strada percorso insieme. In Buon
viaggio… Mamma! la stagione che scivola via coincide con la fine di una vita amata: «Scivola
via l’estate… e son giorni di sole, e son giorni di nuvole grigie».
La poesia dedicata a Onorina è un commiato tenero, luminoso, fatto di ricordi estivi, di
mare, di sorrisi: un’amicizia che ha reso meno solitarie le estati dell’autrice e che ora
continua a vivere nella parola.
La natura come interlocutrice dell’anima
La natura, da sempre presente nella poesia di Angela Ragozzino, assume qui un ruolo
nuovo: non è più soltanto scenario, ma interlocutrice. È la rondine che torna e non trova il
nido; è il mare di papaveri che ondeggia come un ricordo d’infanzia; è la rosa d’inverno che
sboccia come promessa; è il raggio di luce che squarcia le nuvole e diventa segno di
speranza.
La natura accompagna il lutto, lo sostiene, lo trasfigura. È un ponte tra ciò che è stato e
ciò che continua a essere. È la voce che consola, la presenza che non abbandona.
La luce come destino
Il titolo del volume è la sua chiave interpretativa: la luce che resta è ciò che sopravvive alla
perdita, ciò che continua a guidare, ciò che non si spegne. La luce è presenza, è memoria, è
fede. È la scintilla che «oggi brilla per me» (La scintilla), è la stella che «brilla solo per me»
(Una stella per me), è il raggio che «riscalda il mio cuore» (Un raggio di luce).
In questo senso, la poesia di Angela Ragozzino si colloca nella tradizione di una lirica che
non teme la semplicità, che non cerca artifici, che parla con immediatezza e sincerità. Come
ha scritto Marcella Mellea, è una poesia «che va diritta al cuore e lo fa vibrare». E come ha
osservato Nazario Pardini, è una poesia che custodisce «un legame atavico e un affetto
tenace e profondo», soprattutto quando si tratta della figura materna.
Una poesia che diventa testimonianza
Il volume non è soltanto un omaggio affettivo: è anche un documento umano. Raccoglie
stagioni, paesaggi, memorie familiari, tradizioni della terra capuana, figure del passato,
momenti di vita quotidiana. È un libro che attraversa l’anno, dalla primavera delle rondini
all’inverno delle nebbie, e che trasforma il tempo in un percorso spirituale.
La presenza degli artisti – Delugan, Conservo, Tessarolo, Iervolino, Scaravilli, Raimondo,
Raucci, Recchia – arricchisce ulteriormente il volume, rendendolo un’opera corale, un
dialogo di linguaggi che si incontrano nella stessa tensione verso la luce.
Conclusione
Luce che resta, ti cerco nei giorni è un libro che nasce dal dolore ma non vi si arrende. È
un libro che cerca, che ricorda, che ringrazia. È un libro che custodisce la vita attraverso la
poesia e l’arte, e che affida alla parola il compito di mantenere viva la presenza di chi non c’è
più.
Angela Ragozzino conferma, con questa nuova raccolta, la sua voce limpida, essenziale,
profondamente umana. Una voce che sa trasformare la memoria in luce, e la luce in
cammino. Un cammino che questo volume, nella sua unità di poesia e arte, consegna ai
lettori come testimonianza, come dono, come eredità.
La poesia diventa così un ponte verso il divino: non un divino astratto, lontano,
irraggiungibile, ma un divino che si manifesta nella luce che filtra tra le nuvole, nel volo di una
rondine, nel mare di papaveri, nel silenzio di una stanza che custodisce un’assenza. È un
divino che si fa presenza discreta, che accompagna, che veglia, che consola.
E diventa anche un ponte verso chi non c’è più: verso la madre, verso l’amica, verso tutte
le figure che hanno segnato la vita dell’autrice e che ora vivono nella dimensione della
memoria e dello spirito. La poesia permette di continuare a parlare con loro, di ascoltarle, di
sentirle vicine. Permette di trasformare la mancanza in presenza, il dolore in luce, la fine in
continuità. In questo senso, Luce che resta, ti cerco nei giorni non è soltanto un libro: è un
luogo. Un luogo in cui la parola diventa casa, rifugio, preghiera. Un luogo in cui la poesia si fa
strumento di vita nuova, di comunione, di rinascita. Un luogo in cui la luce non si spegne, ma
resta.
Michele Miano
_______________________
L’AUTRICE
Angela Ragozzino è nata nel 1956 a Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua, in provincia di
Caserta, dove attualmente risiede. Dopo gli studi classici ha conseguito nel 1983 la laurea in
Medicina e Chirurgia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli,
con specializzazione in Anestesia e Rianimazione. Dal 1991 ha esercitato la sua attività presso
l’Azienda Ospedaliera di Caserta. È impegnata in attività sociali a scopo benefico e culturale; amante
della musica classica, delle arti, e delle “cose antiche”, è legata alle origini, alla storia e alle tradizioni
della sua terra. Ha pubblicato varie raccolte di poesie.
_______________________
ANGELA RAGOZZINO, Luce che resta – Ti cerco nei giorni, prefazione di Michele Miano; Guido Miano
Editore, Milano 2026, pp. 80, isbn 979-12-81351-96-7.

Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post