Gruppo Sogin: approvato il Bilancio 2025. Utile a 2,6 milioni di euro, EBITDA a 26,7 milioni. Avanzamento del decommissioning al 47,7%.
Gian Luca Artizzu è un dirigente d'azienda italiano, attuale Amministratore Delegato di Sogin S.p.A., la società pubblica responsabile del decommissioning (smantellamento) degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi.
Formazione:
Percorso manageriale in HR e Corporate: Ha maturato una solida esperienza nella gestione delle risorse umane e nell'organizzazione aziendale lavorando per grandi gruppi come Enel (1996–2001) e Wind Telecomunicazioni (2001–2004).
Esperienze nel settore privato: Ha ricoperto ruoli di vertice e di direzione in diverse società nei settori del Business Process Outsourcing, del real estate advisory e dell'efficienza energetica, tra cui Gruppo Sistemia (oggi iQera), Urmet Telecomunicazioni e Coldwell Banker Commercial (di cui è stato Presidente e CEO).
Il ritorno in Sogin:
Il suo pensiero e la visione strategica
Il pensiero di Gian Luca Artizzu si concentra su alcuni pilastri chiave legati alla politica energetica, al decommissioning e alla competitività industriale:
Pragmatismo nel mix energetico e ritorno al nucleare:
Artizzu sostiene l'esigenza di superare le impostazioni ideologiche in materia di transizione ecologica. Ritiene che un modello basato esclusivamente sulle rinnovabili non sia in grado di garantire da solo l'indipendenza e la stabilità energetica a costi sostenibili. Promuove il reinserimento del nucleare di nuova generazione nel mix energetico nazionale per garantire la competitività del tessuto industriale italiano ed evitare l'irrilevanza produttiva rispetto agli altri Paesi europei.
Cultura del fare e snellimento burocratico:
Sottolinea la necessità di una "cultura del fare" che sblocchi i processi autorizzativi e di permitting. A suo avviso, la politica ha il dovere primario di pianificare per le generazioni future, dotando il Paese di infrastrutture strategiche e trasparenti
Valorizzazione industriale dei siti e competenze italiane:
Per quanto riguarda la missione di Sogin, Artizzu propone un approccio pragmatista: il decommissioning non deve tradursi in una generica riqualificazione a "prato verde" indistinto, ma nella valorizzazione industriale delle aree e delle strutture esistenti (ad esempio riconvertendo le infrastrutture per data center o calcolo quantistico). Al contempo, evidenzia l'eccellenza delle competenze ingegneristiche italiane nello smantellamento nucleare, proponendole come standard anche a livello internazionale.
Nel 2025 Sogin registra un utile netto di 2,566 milioni di euro, in crescita di oltre 2,54 milioni rispetto esercizio precedente, e un EBITDA pari a 26,74 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2024. Il valore della produzione consolidata si attesta a 224,5 milioni di euro.
Sul fronte operativo, prosegue l'avanzamento del programma nazionale di decommissioning nucleare: al 31 dicembre 2025 il completamento complessivo delle attività raggiunge il 47,7%, includendo le operazioni di smantellamento, la gestione del combustibile irraggiato e la messa in sicurezza degli impianti.
Secondo l’Amministratore Delegato di Sogin S.p.A., Gian Luca Artizzu, Il Bilancio 2025 fotografa una Sogin più solida, con risultati economici positivi, una pianificazione industriale più robusta e una capacità sempre maggiore di mettere a valore competenze e asset strategici per il Paese.
Abbiamo consolidato il percorso di risanamento, accelerato l'evoluzione della governance industriale e rafforzato il ruolo di Sogin come operatore di riferimento dello Stato nella filiera nucleare italiana ed europea.

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