Fwd: Il Perdono apre al futuro: dal Summit dell’Aquila una riflessione sulla libertà dei giovani e sulla responsabilità degli adulti - Il messaggio al Summit della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

 



                                                                        In foto: il giornalista Goffredo Palmerini



Grande partecipazione al 4° Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”. Filosofi, sociologi, educatori, comunicatori,

professionisti e uno straordinario testimone in un confronto su perdono, libertà di scegliere e responsabilità degli adulti.


L’AQUILA – Interpretare lo spirito della Perdonanza significa custodirne le radici e, allo stesso tempo,

portarne il messaggio nel presente, facendolo dialogare con le domande del nostro tempo. È questa la

direzione che ha segnato la IV edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”,

promosso e organizzato da One Group e L’Aquila Made In, che sabato 29 agosto ha registrato al

Teatro San Filippo una grande partecipazione di pubblico intorno al tema “Il Perdono apre al

futuro? I giovani e la libertà di scegliere”. Ideato da Francesca Pompa, art director del Summit,

l’incontro è stato introdotto da Angelo De Nicola e moderato dalla stessa Pompa. Ad aprire i lavori i

saluti istituzionali di Manuela Tursini, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, del

Prefetto dell’Aquila Vito Cusumano e di Goffredo Palmerini, presidente dell’associazione L’Aquila

Made In.

Significativo il riconoscimento istituzionale giunto al Summit attraverso il messaggio della Presidente

del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo saluto la Presidente Meloni ha sottolineato come il Summit

“impreziosisca il programma della 732ª Perdonanza Celestiniana”, richiamando il percorso

dell’Aquila quale laboratorio di rinascita, innovazione e futuro. La Presidente del Consiglio ha inoltre

ricordato la “missione speciale” affidata alla città dalle parole di Papa Francesco: tenere vivo il dono di

Celestino V e promuovere, in un tempo attraversato da crisi e polarizzazioni, la forza del perdono e il

messaggio universale della riconciliazione.

I giovani sono stati al centro del Summit, ma attraverso una prospettiva precisa: interrogare soprattutto

il mondo degli adulti. Quale mondo stiamo consegnando alle nuove generazioni? Quali esempi e

modelli proponiamo? Quanto spazio siamo realmente capaci di lasciare alla loro libertà?

Su queste domande si sono confrontate voci e sensibilità diverse. Francesco Giorgino ha analizzato il

perdono nella società individualizzata; Michelangelo Tagliaferri il rapporto tra verità, memoria, etica

e Perdonanza; Massimo Cacciari il legame tra perdono, libertà e futuro; Diego Fusaro il dono come

possibilità di liberarsi dalla logica dell’utile e dello scambio.

Alla riflessione si sono affiancate le esperienze: Davide Simone Cavallo, con “Non odio”, ha

raccontato la scelta di non lasciare all’odio l’ultima parola sulla propria storia, confrontandosi con un

quindicenne che ha portato direttamente nel Summit le domande dei giovani. Carmina Gallucci ha

affrontato il dubbio come ponte verso il perdono, affidando anche alla musica, con “Sospesi ma vivi”,

parte del proprio messaggio; Valeria Pompili ha indagato il perdono come possibilità di

trasformazione e libertà. Remo Lucchi ha riportato l’attenzione sulla responsabilità educativa degli

adulti nell’accompagnare i giovani verso scelte libere e consapevoli, mentre Dario Bolis ha sottolineato

la necessità non di scegliere il futuro al posto dei giovani, ma di porli nelle condizioni di poterlo

scegliere.

Pensieri ed esperienze differenti che non hanno cercato di offrire una risposta definitiva alla domanda

“Il Perdono apre al futuro?”, ma hanno fatto emergere una consapevolezza: la libertà dei giovani non


riguarda soltanto le scelte che sapranno compiere, ma anche ciò che gli adulti consegnano loro e lo

spazio che sono capaci di lasciare alle loro domande, ai loro errori e alla possibilità di trovare la propria

strada.

È qui che perdono, libertà e futuro possono incontrarsi. Il perdono non cancella il passato. Può però

impedire che il passato abbia sempre l’ultima parola e aprire al futuro quando ciascuno ritrova la libertà

di scegliere. È questa una delle riflessioni che la quarta edizione del Summit “Il Perdono Nutre il

Mondo” consegna alla città e alla Perdonanza: continuare ad interrogare il perdono e la sua attualità,

facendone una cultura viva, contemporanea e capace di futuro.

Il Summit ha ricevuto il patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila. Organizzato e

sostenuto principalmente da One Group e L’Aquila Made In, ha ricevuto un contributo dal Comune

dell’Aquila, dalla Fondazione Carispaq, da SODIFA e SE.RA. Centro Studi del Conflitto, con

LAQTV come media partner.




Messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

rivolto a: Goffredo Palmerini

Presidente L’Aquila Made In

Francesca Pompa

Presidente One Group

Carissimi,

desidero rivolgere a tutti voi il mio saluto in occasione del summit “Il Perdono nutre il mondo”, che

quest’anno giunge alla sua quarta edizione e che impreziosisce il programma della 732a Perdonanza

Celestiniana.

L’Aquila e la comunità aquilana stanno vivendo un anno straordinario. Il titolo di Capitale Italiana della

Cultura ha assunto un significato profondo, perché non rappresenta solo l’occasione per ospitare un

palinsesto di altissimo livello, ma costituisce un’occasione unica per dimostrare che l’Aquila si è affermata

come un laboratorio di rinascita, innovazione e futuro. Anche grazie ad un percorso che non coinvolge solo

il territorio aquilano e abruzzese, ma che si estende a cerchi sempre più ampi e valorizza l’identità di una

realtà più vasta. Una scelta lungimirante e saggia, oltre che coerente con gli indirizzi strategici di questo

Governo, che fin dal suo insediamento è al lavoro per restituire centralità ai borghi, alle aree interne e a tutti

quei territori che custodiscono l’identità profonda della Nazione e che è nostro preciso compito proteggere

e promuovere.

Dopo il drammatico terremoto del 2009, gli aquilani non si sono lasciati abbattere e hanno saputo

costruire un nuovo racconto. E lo hanno fatto ripartendo anche dalla cultura, che è l’architrave su cui si

fonda il senso stesso di appartenenza di una comunità. Perché guarire una città ferita non significa solo

ricostruire materialmente gli edifici distrutti o costruirne di nuovi. Vuol dire anche sviluppare un’idea, un

progetto, una visione che siano capaci di far sentire ogni cittadino parte di un destino comune. Ed è quello

che l’Aquila ha saputo fare in questi anni, ritrovando nella propria storia, nella propria cultura e nelle proprie

tradizioni quella linfa vitale in grado di riaccendere il senso di comunità e di immaginare una prospettiva di

sviluppo.

La strategia di valorizzazione di un patrimonio di rilevanza universale come la Perdonanza

Celestiniana, riconosciuto Patrimonio immateriale dell’Umanità nel 2019 e onorato nel 2022 dalla storica

visita di Papa Francesco, il primo Pontefice ad aprire dopo oltre sette secoli la Porta Santa della Basilica di

Collemaggio, ha segnato un punto di svolta per la città. Oggi gli aquilani stanno scrivendo una storia nuova,

con parole antiche ma che brillano di futuro e dialogano con la contemporaneità.

Il 28 agosto 2022, nel corso della sua visita pastorale, il Santo Padre ha definito l’Aquila “capitale di

perdono, di pace, di riconciliazione”. È un riconoscimento che ha affidato alla città e a tutta la sua comunità

una missione speciale: tenere vivo il dono di Celestino V e promuovere, anche e soprattutto in questo tempo,

attraversato da crisi profonde e polarizzazioni laceranti, la forza del perdono e il messaggio universale della

riconciliazione.

Sono certa che questo sarà lo spirito che accompagnerà anche i vostri lavori e che contribuirà a

rendere il summit una preziosa occasione di confronto, riflessione e approfondimento.

Un caro saluto e buon lavoro a tutti.

Giorgia Meloni


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