ESTATE RECORD CALORE IN ITALIA

 


L’Italia sta attraversando un’estate senza precedenti caratterizzata da temperature record.

Gabriella Paci

 

Parlare dell’afa che si sta registrando in Italia e in gran parte d’Europa è diventato il “tormentone dell’estate 2026” che a quanto prospetta l’esperto, il fisico dell’atmosfera dell’università di Trento prof. Lorenzo Giovannini, durerà oltre la metà di agosto e rischia di essere l’estate più calda di sempre. Già il 2003 aveva fatto registrare temperature da record a causa dell’anticiclone africano posizionato sull’Europa ma mentre allora fu un’eccezione, da allora in poi è diventata una regola.

Regola che peraltro rischia di aumentare la durata di temperature “Estreme” che prima erano tipiche dei deserti o di ristrette aree continentali mentre ora son quelle che troviamo nelle città italiane e addirittura anche in montagna o al mare si registrano preoccupanti aumenti di gradi.

Oltre allo scioglimento dei ghiacciai, nostra riserva idrica, anche i mari e in particolare il Mediterraneo stanno alterando il loro ecosistema a causa del riscaldamento delle acque, tanto che questo rischia di essere un “enorme serbatoio chiuso “e di non servire più come moderatore della temperatura.

Ad aggravare la sensazione insopportabile di afa è l’alto tasso di umidità, la mancanza di ventilazione e il fatto che abbiamo “Notti tropicali, dove la temperatura resta al di sopra dei 20 gradi e, dunque non riesce a raffreddare asfalto e mura delle abitazioni che diventano a loro volta emanatori di calore.

Le città, peraltro, essendo molto cementificate e con scarsi spazi verdi ,sono delle vere e proprie “Isole di calore” in cui solo chi possiede sistemi di condizionamento dell’aria riesce a gestire il calore domestico ma ovviamente, le uscite sono precluse o sconsigliate ai fragili e agli anziani nelle ore più calde.

Un caldo che dura da maggio /giugno e che finisce per rallentare l’economia perché molte attività vengono ad essere proibite se devono svolgersi all’aria aperta e anche gli spostamenti lavorativi o per motivi personali sono ridotti all’essenziale. A risentirne sono anche gli allevamenti e l’agricoltura, che si trova a dover anticipare la raccolta o a vederla danneggiata. Infatti, a tali temperature, che sono di media sui 37/38 gradi con picchi oltre i 40 si associa la siccità. Quando si verificano “temporali di calore” la loro violenza è tale da provocare feriti, morti e danni ambientali.

L’unico “rimedio parziale” a tale situazione è creare zone boschive che rendano ombra e rinfreschino l’aria nelle città o nelle prossimità ma…incendi disastrosi e spesso dolosi sono all’ordine del giorno e la situazione appare davvero preoccupante.

Da anni ormai si parla dell’inquinamento e dei suoi effetti sul clima ma restano solo parole e documenti senza valore pratico gli incontri tra le grandi potenze e quelle emergenti responsabili in grandissima parte del fenomeno.

Un fenomeno che non possiamo più permetterci di ignorare o anche minimizzare.

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