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| Terremoto ai Campi Flegrei: soccorritori impegnati nei controlli sugli edifici danneggiati mentre numerose famiglie restano fuori dalle proprie abitazioni. |
La scossa più forte degli ultimi quarant’anni è stata localizzata tra Pozzuoli e Quarto. Due feriti inizialmente trasferiti in codice rosso, centinaia di persone hanno trascorso la notte all’aperto. Proseguono le verifiche sugli edifici.
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4,7 ha colpito nella serata di venerdì 31 luglio 2026 l’area dei Campi Flegrei, provocando feriti, crolli, lesioni agli edifici e numerosi sgomberi. La situazione più difficile si registra a Pozzuoli, dove molte persone hanno trascorso la notte in strada, nelle automobili o nelle strutture di accoglienza predisposte dalle autorità.
Pier Carlo Lava
La scossa localizzata tra Pozzuoli e Quarto
Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il terremoto è avvenuto alle 19:46, a una profondità di circa tre chilometri, ed è stato localizzato tra Pozzuoli e Quarto. L’INGV indica una magnitudo di durata Md 4,7, con un margine di incertezza di 0,3, e una magnitudo momento Mw 4,4. Si tratta della scossa più intensa registrata nell’area flegrea negli ultimi quarant’anni.
Il sisma è stato chiaramente avvertito anche a Napoli, in numerosi comuni della provincia e in altre zone della Campania, facendo riversare migliaia di persone in strada.
Lo sciame sismico è proseguito per tutta la notte
La terra ha continuato a tremare durante la notte. Alle 11:28 del 1° agosto, l’INGV aveva rilevato in via preliminare 169 terremoti, compresa la scossa principale. Tra gli eventi più forti sono state registrate una replica di magnitudo 3,8 alle 22, diverse scosse di magnitudo 3,1 e due nuovi eventi di magnitudo 3,1 e 3,0 alle 5:47 e alle 5:49.
Lo sciame ha alimentato la paura tra gli abitanti, molti dei quali hanno preferito non rientrare nelle proprie case anche quando gli edifici non risultavano ancora formalmente dichiarati inagibili.
Il bilancio sale a 26 feriti
L’ultimo aggiornamento diffuso alle 12:30 dalla Protezione Civile nazionale riferisce di 26 persone ferite: 21 assistite a Pozzuoli e cinque a Giugliano. Due persone erano state inizialmente trasferite in ospedale in codice rosso, ma le loro condizioni sono state successivamente definite stabili e non tali da destare particolare preoccupazione.
Secondo il prefetto di Napoli Michele di Bari, a metà giornata erano ancora cinque le persone ricoverate, mentre le altre erano state dimesse. Tra i feriti vi sono anche persone colpite dalla caduta di pietre e frammenti di tufo.
Sgomberate 130 famiglie, circa 300 persone fuori casa
Le verifiche effettuate durante la notte dai Vigili del fuoco avevano portato allo sgombero di 130 nuclei familiari, soprattutto nella zona del porto di Pozzuoli e nelle aree di via Pisani, via Roma e via Fasano. Con il proseguire dei sopralluoghi, il Dipartimento della Protezione Civile ha aggiornato il dato a circa 300 persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Sono stati segnalati crolli in edifici disabitati, distacchi di intonaci, muri lesionati, cadute di pietre dai costoni e danni a diverse abitazioni. Alcuni fabbricati sono stati dichiarati inagibili, mentre le verifiche statiche proseguono e il numero degli sfollati potrebbe ulteriormente aumentare.
Danni al porto e difficoltà nei collegamenti
La scossa ha provocato crepe sulla banchina del porto di Pozzuoli, determinando la sospensione di numerosi collegamenti marittimi con Ischia e Procida. Tecnici e autorità competenti stanno lavorando per verificare la sicurezza dello scalo.
Problemi sono stati registrati anche sulla rete ferroviaria e sulla Cumana. La circolazione nel nodo ferroviario di Napoli è successivamente ripresa, mentre continuano gli interventi per superare le criticità nelle infrastrutture maggiormente danneggiate.
Accoglienza e controlli sugli edifici
Sono state attivate aree di accoglienza a Pozzuoli e Napoli, compreso il PalaTrincone, per offrire assistenza alle persone che non possono o non vogliono ancora rientrare nelle abitazioni. Le forze dell’ordine hanno inoltre predisposto servizi antisciacallaggio nelle zone evacuate.
Il fenomeno resta sotto costante osservazione. L’INGV invita la popolazione a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali, evitando allarmismi e informazioni non verificate. La forte scossa rientra nel contesto della crisi bradisismica in corso, ma un singolo terremoto, per quanto intenso, non costituisce automaticamente il segnale di un’eruzione imminente.
Dati aggiornati alle ore 12:30 del 1° agosto 2026. Il bilancio può cambiare con il proseguire dei sopralluoghi.
Fonti: Dipartimento della Protezione Civile, INGV – Osservatorio Vesuviano, ANSA.
Nota editoriale: l’articolo è stato elaborato sulla base delle informazioni ufficiali diffuse dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’INGV–Osservatorio Vesuviano, dalla Prefettura di Napoli e dai Vigili del fuoco. I dati relativi a feriti, sgomberi e danni sono aggiornati alle ore 12:30 del 1° agosto 2026 e potrebbero cambiare con il proseguimento dei sopralluoghi.
Fonti consultate: Dipartimento della Protezione Civile; INGV–Osservatorio Vesuviano; Prefettura di Napoli; Vigili del fuoco; Comune di Pozzuoli; ANSA.
Si raccomanda di seguire esclusivamente le comunicazioni delle autorità e dei canali istituzionali, evitando di diffondere notizie non verificate o messaggi allarmistici.
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