Abitare nel petto di un altro: la lezione d'amore di Pablo Neruda di Giuseppina De Biase

“Non sei come nessun'altra 
da quando ti amo.
Non pensare a ciò che è accaduto, 
né a chi eri, 
né a chi dovresti essere; eppure, sei come il mio cuore, 
come la mia donna.”
Pablo Neruda


Questi versi  aprono le pagine di un libro dal titolo indimenticabile "Venti poesie d'amore e una canzone disperata", la celebre raccolta pubblicata da Pablo  Neruda nel 1924 quando aveva appena vent'anni. Più precisamente, questo frammento poetico  appartiene al "Poema 14", lo stesso identico componimento che si chiude con il verso forse più famoso dell'intera storia della letteratura “Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi”.
E mentre il mondo intero spesso si ferma a ricordare i ciliegi e la primavera, il mio cuore si è incagliato qui, in questo bellissimo  frammento di Poesia che voglio  condividere con Voi, non come una  semplice lezione di letteratura, ma come un pezzo di vita vissuta. 
Quando Neruda scrive “Non pensare a ciò che è accaduto, né a chi eri, né a chi dovresti essere”, sta facendo un regalo immenso alla persona che ama. Le sta dicendo: "Sei libera. Libera dalle aspettative del mondo, dai giudizi degli altri. Per me esisti solo TU, sei unica così come sei nella tua splendida imperfezione"
Questo, per me, è il significato più puro dell'Amore.
Amare qualcuno significa offrire una pagina bianca, significa fare un grandissimo dono di libertà e fiducia alla persona che amiamo.
La parte che mi emoziona di più è il finale “Sei come il mio cuore”.
Diventare il cuore di qualcuno significa che quella persona ha fatto dei nostri silenzi la sua musica e dei nostri respiri il ritmo stesso con cui scandisce i propri giorni.
Ecco perché voglio fermarmi a  proteggere questi versi perché spero che ognuno di noi, prima o poi, possa trovare qualcuno che ci guardi così, qualcuno che ci  faccia sentire unici, imperfetti e  finalmente liberi.
Davanti alla persona che ci ama così, non dobbiamo dimostrare nulla. Non dobbiamo essere attraenti a tutti i costi. Possiamo essere fragili, possiamo avere paura. E la cosa più incredibile è che quella fragilità, agli occhi di chi ci ama, non ci rende deboli, ma ci rende Unici:
“Non sei come nessun'altra da quando ti amo”. 
Neruda non sta dicendo che la persona amata fosse già diversa o speciale rispetto al resto del mondo prima del loro incontro. La chiave di tutto sta in quel  "da quando ti amo". L'amore vero non si limita a scoprire la bellezza, ma la inventa, la crea. Strappa la persona dalla massa indistinta e la trasforma in un pezzo unico e irripetibile. In quel momento crolla ogni paragone, non esiste un "meglio" o un "peggio", perché la persona amata diventa tutto il nostro orizzonte, l'unico panorama che i nostri occhi desiderano guardare.
La conclusione di questo frammento di Poesia  tocca una corda così profonda da lasciare senza fiato:
“Eppure, sei come il mio cuore”.
Provate a pensarci. Il cuore è l'organo più intimo che abbiamo. È nascosto, protetto dalla gabbia toracica, eppure è l'unica cosa che ci tiene in vita. Batte senza che noi glielo chiediamo, instancabile, nel buio del nostro petto. Dire a qualcuno “sei come il mio cuore” significa dirgli: “Tu non sei più fuori di me. Non sei un ospite nella mia vita. Sei diventata il mio ritmo biologico. Se tu soffri, io soffro, se tu sei felice, io sono felice".
In fondo, il segreto di questi versi è che appartengono a chiunque abbia la fortuna di riceverli.
Voglio lasciarvi con un pensiero da custodire: 
Se nella vostra vita c'è qualcuno che vi ha dedicato, o vi dedicherà mai, questi versi  di Neruda, fermatevi un istante e capirete la grandezza di questo dono. Vi ha tolto le catene del passato e l'ansia del futuro per dirvi che bastate voi, esattamente come siete ora. Significa che per quella persona non siete una presenza qualunque, un'abitudine o un compromesso. Significa che siete speciali, unici come il suo stesso cuore.
Il mio augurio per voi che leggete è proprio questo: possiate trovare qualcuno che vi guardi attraverso gli occhi di Neruda.  
Grazie per aver camminato tra queste mie righe e per avermi permesso di mostrare un pezzo della mia anima attraverso l'emozione di un dono che ho sempre desiderato che mi venisse fatto.


     

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