“Valle Bormida. Un’antologia d’arte”: a Palazzo Bruni la mostra che racconta un territorio attraverso le opere di tredici artisti
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A Rivalta Bormida, nelle sale di Palazzo Bruni, è stata inaugurata venerdì 24 luglio la mostra collettiva “Valle Bormida. Un’antologia d’arte”, inserita nel programma della seconda edizione del festival “Luci dalla Rivalta”. Un’esposizione che riunisce linguaggi, materiali e sensibilità differenti, ma soprattutto un progetto culturale capace di utilizzare l’arte per raccontare un territorio fragile e prezioso, la sua memoria, il rapporto con il fiume e la necessità di costruire una nuova prospettiva per le comunità locali.
Pier Carlo Lava
All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Rivalta Bormida Claudio Pronzato, il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Domenico Ravetti, l’assessore regionale Enrico Bussalino, il direttore generale di Fondazione Matrice ETS Otto Bugnano, la curatrice della mostra Francesca Petralia e la giornalista esperta d’arte Marina Paglieri. Numerosi anche gli artisti presenti, che hanno potuto accompagnare il pubblico alla scoperta delle opere, illustrando pensieri, tecniche e percorsi creativi.
L’inaugurazione non si è limitata alla tradizionale presentazione istituzionale. Nelle sale di Palazzo Bruni, gruppi di visitatori si sono raccolti intorno agli artisti, trasformando l’esposizione in un momento di confronto diretto. Ogni opera è diventata così il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’identità, sulla natura, sulla memoria e sulle trasformazioni che attraversano la Valle Bormida.
Tredici artisti e altrettanti modi di interpretare la realtà
La collettiva propone un percorso articolato, nel quale ogni autore conserva la propria identità espressiva. Enrica Borghi espone Ecological Approach, un’incisione su tessuto presentata insieme alla sua matrice. L’opera prosegue la ricerca dell’artista sull’impronta lasciata nel tempo dagli oggetti e dalle persone, trasformando una presenza apparentemente effimera in una traccia destinata a rimanere.
Con Amigdala 7, Davide Minetti affronta invece il rapporto tra percezione visiva ed emozione, ispirandosi agli studi sul funzionamento della mente e sulla capacità delle immagini di attivare ricordi, sensazioni e reazioni profonde. La visione non è dunque considerata come un’esperienza esclusivamente ottica, ma come un processo nel quale intervengono memoria, sensibilità e vissuto personale.
Dario Neira, attraverso le parole di Vite mancate, propone una riflessione sulle esistenze vissute, negate oppure soltanto immaginate. Il linguaggio diventa materia artistica e apre uno spazio nel quale il visitatore può interrogarsi sulle possibilità non realizzate, sulle scelte compiute e sulle strade che avrebbero potuto cambiare il corso di una vita.
Nel percorso espositivo trovano spazio anche i Gufi Taoisti di Giovanni Tamburelli, sculture in ferro e legno appartenenti al vasto bestiario poetico dell’artista. Materiali solidi e apparentemente freddi vengono trasformati in creature sospese tra realtà, simbolo e immaginazione, capaci di restituire leggerezza e ironia senza rinunciare a una dimensione meditativa.
Fabrizio Boffelli presenta Il Viandante Visionario, un’opera che assume il viaggio come metafora della ricerca interiore. Il cammino non è soltanto uno spostamento nello spazio, ma rappresenta la necessità di confrontarsi con sé stessi, con le proprie domande e con ciò che ancora non si conosce.
Nel lavoro Le estati a casa di zia Venusta, Daniela Vignati trasforma il ricordo personale in una composizione astratta. La memoria familiare perde i contorni di una semplice rievocazione privata per diventare un’esperienza riconoscibile e condivisibile, fatta di luoghi, colori, atmosfere e frammenti dell’infanzia.
Giò Bonardi partecipa alla collettiva con l’evanescente Angelo detto angelo blu, una presenza delicata, quasi sul punto di dissolversi. Michelle Hold, con Magic Encounter, concentra invece la propria ricerca sulle connessioni invisibili tra le energie, gli esseri viventi e la natura, suggerendo l’esistenza di legami che spesso sfuggono a uno sguardo superficiale.
Dalla Finlandia si è collegato Enrico Mazzone, autore di un intenso ritratto espressionista di Dante Alighieri, realizzato inserendo anche denti veri. Una scelta materica forte e provocatoria, attraverso la quale la figura del poeta acquista una presenza fisica inattesa e una particolare tensione espressiva.
Tra gli artisti non presenti all’inaugurazione figura Enrico Tealdi, la cui opera Inizio propone un paesaggio sospeso tra realtà e memoria. Giovanni Saldì espone Sophie, ritratto femminile realizzato su una lastra di ferro di recupero ossidata, nella quale l’immagine dialoga con le tracce già impresse dal tempo sulla superficie metallica.
Bona Tolotti, con No Boundaries, costruisce un paesaggio senza confini nel quale la natura diventa sinonimo di equilibrio e armonia. Laura Cantarella presenta infine una fotografia di grande formato dedicata a Terra, scultura di Leone Lodi: un’immagine giocata sul sottile rapporto tra luce, architettura e presenza, dove l’opera fotografata entra in relazione con lo spazio circostante.
Il fiume Bormida, l’identità della valle e il bisogno di un nuovo racconto
Il filo conduttore della mostra è rappresentato dalla Valle Bormida, intesa non soltanto come luogo geografico, ma come insieme di comunità, memorie, attività agricole, paesaggi e trasformazioni sociali. Un territorio che ha conosciuto periodi difficili e che oggi cerca nuove occasioni per valorizzare la propria identità senza dimenticare la complessità della sua storia.
Durante l’inaugurazione, il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti ha ricordato il ruolo centrale del fiume Bormida, elemento vitale per i campi e per le popolazioni della valle. Ravetti ha sottolineato la necessità di invertire maggiormente la rotta e di ripartire dalle comunità per costruire un nuovo racconto del territorio: un percorso nel quale anche l’arte può contribuire a riconoscerne e comunicarne la bellezza.
L’assessore regionale Enrico Bussalino ha evidenziato il forte valore agricolo del festival di Rivalta Bormida, nato anche intorno alla coltivazione dello zucchino De.Co. e progressivamente arricchito da iniziative capaci di richiamare residenti e turisti. Un giudizio condiviso dal sindaco Claudio Pronzato, che ha ricordato la presenza nel calendario di appuntamenti culturali e musicali, dalla mostra ospitata a Palazzo Bruni ai concerti programmati sul palco di via Roma.
Particolarmente significativo l’intervento di Otto Bugnano, direttore generale di Fondazione Matrice ETS, che ha definito la Valle Bormida «un’area non marginale ma fragile, delicata, di cui si deve avere cura». Una considerazione che riassume il senso del progetto “La Valle Bormida si espone”, attivo da dieci anni grazie al contributo della Regione Piemonte.
Il progetto ha contribuito a valorizzare paesi e luoghi che in passato venivano spesso attraversati rapidamente per raggiungere la costa ligure. Oggi quelle stesse località cercano di farsi conoscere e apprezzare attraverso il proprio patrimonio naturale, agricolo, storico e culturale. In questo processo l’arte non è un semplice elemento decorativo, ma diventa uno strumento di conoscenza, promozione e rigenerazione territoriale.
A completare il progetto è il volume “Valle Bormida. Un’antologia d’arte”, pubblicato da Sagep Editori e curato da Liana Pastorin. Il libro, disponibile durante la mostra e, su richiesta, nelle librerie e online, presenta in copertina un’opera di Dario Neira già esposta in Valle Bormida. Anche in questo caso il riferimento centrale è il fiume, riconosciuto come uno dei principali fattori identitari del territorio.
Orari della mostra, concerti e appuntamenti del festival
La mostra è ospitata a Palazzo Bruni, in via Torre 6 a Rivalta Bormida, e può essere visitata dalle ore 15 alle 18 nelle giornate del 25 e 26 luglio, dal 30 luglio al 3 agosto e successivamente il sabato e la domenica, dall’8 agosto al 5 settembre.
Il festival “Luci dalla Rivalta” proseguirà anche con numerosi appuntamenti musicali sul palco allestito in via Roma. Il calendario prevede:
- 29 luglio, ore 21: The Bluesphemy Band;
- 30 luglio, ore 21: Mr. Punch, tributo ai Marillion;
- 31 luglio, ore 21: Plenilunio;
- 1° agosto, ore 22: Fede Posca DJ Set;
- 2 agosto, ore 21: Il Quadrilatero;
- 3 agosto, ore 21: Teste di Zocca, tributo a Vasco Rossi;
- 4 agosto, ore 21: Corpo Bandistico di Cassine “Francesco Solia”.
Accanto agli spettacoli e ai punti di ristoro presenti nel paese, il 31 luglio e il 1° agosto saranno dedicati alla sagra, mentre il 2 agosto si svolgerà la Fiera regionale dello zucchino De.Co., prodotto che rappresenta una delle eccellenze agricole e identitarie di Rivalta Bormida.
La mostra e l’intero programma del festival delineano così un progetto nel quale arte, musica, agricoltura e promozione del territorio procedono insieme. “Valle Bormida. Un’antologia d’arte” invita il pubblico a osservare una terra spesso considerata soltanto come luogo di passaggio e a riconoscerla, invece, come uno spazio ricco di storie, energie creative e comunità da ascoltare e sostenere.
Per informazioni è possibile scrivere agli indirizzi info@comune.rivalta.al.it ed eventi@fondazionematrice.org.
GEO: Rivalta Bormida, provincia di Alessandria, Piemonte, Italia.
Fonte: Comunicato stampa degli organizzatori.
L’articolo è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale, verificato e curato dalla redazione.sulla base del comunicato stampa relativo all’inaugurazione della mostra, al progetto culturale, agli artisti partecipanti e al programma del festival “Luci dalla Rivalta”.
Per approfondire l’attualità, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post e Italian News Post.
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