TARI ad Alessandria, la Lega: “Dove sono finite le riduzioni promesse?” Il nodo dei servizi pagati a parte

Redazione giornalistica di Alessandria Post con scrivania, computer, macchina fotografica e microfono affacciata su Piazza della Libertà ad Alessandria.  Testo
Una rappresentazione istituzionale della redazione di Alessandria Post, impegnata a raccontare con attenzione e trasparenza la vita pubblica e le notizie della città. 

Il Gruppo consiliare del Carroccio contesta le tariffe 2026 e chiede conti più trasparenti sugli effetti della movimentazione dei cassonetti e della raccolta domiciliare del verde. L’Amministrazione replica: senza quei corrispettivi l’aumento sarebbe stato maggiore.

La discussione sulla TARI 2026 ad Alessandria non riguarda soltanto l’entità formale della tassa sui rifiuti, ma anche il costo complessivo che alcune famiglie e alcuni condomìni devono sostenere per servizi oggi fatturati separatamente. È su questo punto che il Gruppo consiliare Lega Salvini Piemonte ha concentrato la propria iniziativa politica, chiedendo all’Amministrazione comunale di chiarire dove sia finita la riduzione tariffaria che, secondo l’opposizione, era stata prospettata quando furono introdotti nuovi servizi a pagamento.

Pier Carlo Lava

Il Consiglio comunale del 29 luglio ha approvato il Piano economico finanziario e le tariffe TARI 2026 con 20 voti favorevoli e 8 contrari. La mozione collegata presentata da Mattia Roggero è stata invece respinta con 7 voti favorevoli e 20 contrari, come risulta dalla registrazione ufficiale della seduta.

La contestazione della Lega

Al centro della mozione vi è una domanda precisa: quale beneficio hanno prodotto sulla TARI lo scorporo della movimentazione dei cassonetti condominiali e il passaggio a pagamento del ritiro domiciliare di sfalci e residui verdi?

«Quando questi servizi sono stati introdotti – dichiara Mattia Roggero, capogruppo della Lega Salvini Piemonte – ai cittadini era stato spiegato che avrebbero rappresentato un elemento di riequilibrio della tariffa. Oggi, però, quella riduzione non esiste. Anzi, ci viene raccontato che proprio grazie a quei servizi a pagamento gli aumenti sono stati inferiori rispetto a quelli che si sarebbero verificati senza la loro introduzione».

Secondo Roggero, la spiegazione fornita dall’Amministrazione non sarebbe sufficiente: «Ai cittadini si continua a parlare soltanto di aumenti. Noi chiediamo trasparenza, coerenza e il rispetto degli impegni assunti: se vengono introdotti servizi che gravano direttamente sulle famiglie, è doveroso prevedere una riduzione della TARI e mettere nero su bianco criteri chiari e verificabili».

La pressione sulle famiglie e sulle imprese

La Lega collega la questione dei rifiuti a un tema più generale, quello della crescente pressione economica sulle famiglie e sulle attività produttive. Cinzia Lumiera, presidente della Commissione Bilancio, sottolinea come l’aumento dei costi del servizio finisca inevitabilmente per riflettersi sui contribuenti.

«Assistiamo ormai da anni a una crescita costante dei costi che inevitabilmente si traduce in una pressione tributaria sempre più elevata per cittadini e imprese – afferma Cinzia Lumiera –. Non possiamo limitarci, ogni anno, a prendere atto di nuovi aumenti come se fossero inevitabili. Serve una gestione più efficiente della spesa, serve il coraggio di individuare risparmi strutturali e serve soprattutto restituire ai cittadini ciò che era stato promesso».

La posizione politica espressa dalla Lega è netta: «L’obiettivo della politica deve essere quello di contenere il peso dei tributi, non di chiedere continuamente nuovi sacrifici».

La spiegazione dell’Amministrazione comunale

Durante la seduta consiliare, l’assessora al Bilancio Antonella Perrone ha riconosciuto che il beneficio economico prodotto dai servizi fatturati separatamente non risulta immediatamente leggibile negli allegati alla deliberazione. Ha tuttavia spiegato che i costi di AMAG Ambiente sarebbero dovuti salire da circa 13,5 milioni a oltre 14 milioni di euro e che l’incremento sarebbe stato evitato proprio grazie ai ricavi ottenuti dalla fatturazione diretta della movimentazione dei cassonetti.

Secondo l’Amministrazione, quindi, il beneficio non si manifesterebbe attraverso una diminuzione nominale della TARI, ma sotto forma di aumento evitato o contenuto. Perrone ha parlato di un incremento complessivo del Piano economico finanziario intorno al 2%, inferiore alla dinamica inflazionistica richiamata in aula, precisando che la componente fissa delle tariffe diminuisce mentre quella variabile aumenta leggermente.

Il Piano economico finanziario 2026-2029 evidenzia inoltre maggiori costi legati agli adeguamenti contrattuali del personale, all’estensione della raccolta porta a porta, al potenziamento dello spazzamento e alle spese di trattamento e smaltimento. La TARI, in base alla normativa, deve infatti assicurare la copertura integrale dei costi riconosciuti del servizio.

Il punto forte della richiesta della Lega

La parte più convincente dell’iniziativa dell’opposizione è la domanda di trasparenza contabile. Affermare che una determinata scelta abbia evitato un aumento può essere corretto, ma per risultare comprensibile e verificabile dovrebbe essere accompagnato da dati analitici: costo del servizio prima dello scorporo, risparmio ottenuto, ricavi derivanti dalla fatturazione separata e conseguenze concrete sulle diverse categorie di utenti.

Una tabella pubblica e facilmente leggibile permetterebbe ai cittadini di comprendere se e in quale misura il trasferimento di alcuni servizi fuori dalla TARI abbia prodotto un vantaggio collettivo oppure abbia semplicemente spostato una parte del costo su condomìni e famiglie direttamente interessati.

Un principio condivisibile, ma non automatico

Il principio sostenuto dalla Lega – «se aumentano i servizi a pagamento, devono diminuire le tariffe» – è intuitivamente comprensibile, ma richiede una precisazione. Lo scorporo di un servizio può ridurre una componente del Piano economico finanziario, mentre contemporaneamente possono aumentare i costi del personale, dell’energia, del trasporto, dello smaltimento e degli investimenti. Non esiste quindi un automatismo che garantisca una diminuzione finale della TARI.

Resta però un problema concreto: per il cittadino che continua a pagare la tassa e deve aggiungere il corrispettivo per la movimentazione dei cassonetti o per il ritiro del verde, il costo complessivo percepito aumenta, anche se formalmente non si tratta di una nuova imposta. Nel caso del verde rimane comunque possibile il conferimento gratuito presso i centri di raccolta di AMAG Ambiente, mentre è a pagamento il servizio domiciliare, come indicato dalla stessa società del Gruppo AMAG.

Una trasparenza necessaria oltre lo scontro politico

La mozione della Lega è stata respinta, ma il tema sollevato rimane aperto. L’Amministrazione ha fornito una spiegazione economica, sostenendo che i nuovi corrispettivi abbiano evitato un incremento più consistente; l’opposizione chiede invece che tale beneficio sia dimostrato attraverso numeri pubblici, dettagliati e confrontabili.

Al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, sarebbe utile rendere disponibile un prospetto capace di mostrare ai cittadini quanto costava ciascun servizio, quanto viene oggi incassato separatamente e quale effetto concreto si produce sulle bollette. In una materia complessa e particolarmente sensibile come la TARI, la trasparenza non dovrebbe essere soltanto formale, ma soprattutto comprensibile.

GEO: Ad Alessandria il dibattito sulla TARI 2026 riguarda gli aumenti, i servizi a pagamento per cassonetti e sfalci verdi e la richiesta di maggiore trasparenza avanzata dalla Lega.

Per approfondire l’attualità nazionale, la cronaca, la cultura e le notizie dal territorio, visita anche Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/ e Italia News Post: https://italianewspost.com/

Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

Commenti