Sicurezza in agricoltura, ad Alessandria un progetto pilota insegna ai lavoratori stranieri il linguaggio della prevenzione
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La consegna degli attestati al termine del progetto pilota dedicato alla formazione linguistica e alla prevenzione degli infortuni per i lavoratori stranieri impiegati in agricoltura. L’iniziativa ha coinvolto Cia Alessandria-Asti, CPIA 2AL, Spresal dell’ASL AL e l’Azienda Agricola Fratelli Mirone di Castellazzo Bormida.
Comprendere correttamente un ordine, riconoscere una situazione di pericolo, sapere come utilizzare un dispositivo di protezione individuale e conoscere le principali regole da rispettare sul luogo di lavoro. In agricoltura, dove le attività possono comportare rischi elevati, la conoscenza della lingua italiana diventa parte integrante della sicurezza.
Da questa esigenza è nato ad Alessandria un progetto pilota di formazione linguistica specializzata rivolto ai lavoratori stranieri impiegati nel settore agricolo. L’iniziativa, promossa da Cia Alessandria-Asti in collaborazione con CPIA 2AL e Spresal dell’ASL AL, ha unito l’insegnamento dell’italiano alla formazione tecnica sulla prevenzione degli infortuni, creando un percorso pensato per rendere più comprensibili norme, procedure e comportamenti indispensabili all’interno delle aziende.
Un ponte linguistico per lavorare in maggiore sicurezza
Il progetto è stato rivolto a lavoratori stranieri già alfabetizzati, ma bisognosi di acquisire un lessico più specifico legato all’attività agricola e alla sicurezza. Non è sufficiente, infatti, conoscere le parole della vita quotidiana quando bisogna comprendere indicazioni tecniche, divieti, cartelli, procedure di emergenza o istruzioni relative all’utilizzo di macchinari e attrezzature.
Il percorso ha quindi puntato a fornire competenze linguistiche immediatamente applicabili sul posto di lavoro, partendo dalle situazioni reali che possono verificarsi nelle campagne. L’obiettivo è stato quello di ridurre il rischio di incomprensioni e favorire una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori, rendendoli protagonisti attivi della prevenzione.
L’iniziativa rappresenta anche un importante strumento di integrazione: conoscere la lingua utilizzata in azienda significa poter comunicare meglio con i datori di lavoro e con i colleghi, chiedere chiarimenti, segnalare un pericolo e comprendere pienamente i propri diritti e doveri.
Il progetto nato dall’Osservatorio sulla Sicurezza
Il percorso formativo ha preso origine dalle esigenze emerse durante i lavori del Tavolo dell’Osservatorio sulla Sicurezza promosso dalla Prefettura di Alessandria. Dal confronto tra istituzioni, associazioni e organismi competenti è nato un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare la formazione dei cittadini stranieri occupati nel comparto agricolo.
Cia Alessandria-Asti ha trasformato gli obiettivi del protocollo in un’iniziativa concreta, coinvolgendo il CPIA 2AL, punto di riferimento provinciale per l’istruzione degli adulti, e i tecnici dello Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’ASL AL.
Al corso hanno partecipato dodici lavoratori provenienti dal Bangladesh e dal Pakistan, impegnati nelle attività dell’Azienda Agricola Fratelli Mirone di Castellazzo Bormida. L’azienda, associata a Cia, ha avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione, mettendo a disposizione locali, spazi e supporto logistico per lo svolgimento delle lezioni.
Venti ore tra italiano, prevenzione e casi concreti
Il corso ha avuto una durata complessiva di venti ore ed è stato finanziato attraverso i fondi regionali FAMI nell’ambito del progetto Petrarca 7. La partecipazione è stata completamente gratuita sia per i lavoratori sia per l’azienda ospitante.
Le attività sono state coordinate da Francesca Vigo, dirigente scolastico del CPIA 2, da Alessandra Ferrari, docente del CPIA 2, e da Simone Nicola, referente Sicurezza e Formazione di Cia Alessandria-Asti.
La formazione linguistica è stata affidata alla docente Tanja Raddato, mentre gli approfondimenti tecnici sono stati curati dai formatori dello Spresal Gianluca Penna, Giorgio Biamino, Marcello Libener, Martina Canonero e Federica Ossoli.
Il programma ha alternato lezioni di italiano come seconda lingua ad approfondimenti dedicati alla sicurezza. I lavoratori hanno affrontato concetti fondamentali come rischio, pericolo, prevenzione, protezione, obbligo e comportamento corretto, imparando a collegare le parole alle situazioni concrete vissute quotidianamente.
Dai dispositivi di protezione alle norme sul lavoro
Una parte rilevante del corso è stata dedicata all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, comunemente indicati con la sigla DPI. Caschi, guanti, calzature, occhiali, protezioni per l’udito e abbigliamento adeguato non devono essere percepiti come semplici accessori, ma come strumenti essenziali per ridurre la possibilità di incidenti o conseguenze gravi.
Sono state illustrate anche le principali norme vigenti in materia di sicurezza, con un linguaggio semplificato ma rigoroso, accompagnato da esempi pratici e dalla spiegazione di casi realmente possibili. In questo modo i partecipanti hanno potuto comprendere non soltanto ciò che deve essere fatto, ma anche le ragioni per cui determinate procedure sono obbligatorie.
L’approccio seguito dai formatori ha privilegiato la concretezza: terminologia, immagini, simulazioni e situazioni operative hanno aiutato i lavoratori a memorizzare parole e comportamenti, rendendo la formazione più vicina alle reali condizioni di lavoro.
Attenzione anche agli spostamenti in bicicletta e monopattino
Un approfondimento specifico è stato dedicato alla sicurezza stradale, poiché numerosi lavoratori stranieri raggiungono le aziende agricole utilizzando biciclette o monopattini. Gli spostamenti possono avvenire nelle prime ore del mattino o alla sera, lungo strade extraurbane e provinciali, dove visibilità e traffico costituiscono fattori di rischio.
Il corso ha quindi affrontato l’importanza di utilizzare dispositivi di illuminazione, abbigliamento visibile e comportamenti corretti, oltre alla necessità di conoscere la segnaletica e le principali regole della circolazione. La sicurezza del lavoratore, infatti, non riguarda soltanto il momento in cui svolge la propria attività, ma anche il tragitto per raggiungere il luogo di lavoro e fare ritorno a casa.
La consegna degli attestati
La conclusione del percorso è stata celebrata con la consegna degli attestati ai partecipanti. Alla cerimonia era presente anche il viceprefetto vicario Luigi Swich, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un progetto che collega sicurezza, formazione, lavoro e integrazione.
La fotografia diffusa da Cia Alessandria-Asti documenta proprio questo momento: uno dei lavoratori riceve l’attestato davanti ai rappresentanti delle istituzioni, dell’associazione agricola, della scuola e dei soggetti coinvolti, mentre gli altri partecipanti applaudono. L’immagine restituisce il valore concreto dell’esperienza e la collaborazione tra realtà diverse unite dal medesimo obiettivo.
Il riscontro del corso è stato giudicato estremamente positivo, tanto che Cia Alessandria-Asti sta già lavorando a una nuova iniziativa di formazione linguistica e professionale destinata al settore vitivinicolo, la cui partenza è prevista tra ottobre e novembre.
Il ruolo del CPIA nella formazione degli adulti
Il progetto ha evidenziato ancora una volta il ruolo svolto dal CPIA 2AL, presente con sedi ad Acqui Terme, Novi Ligure, Ovada, Serravalle Scrivia e Tortona. L’istituto segue oltre 2.800 studenti e propone percorsi che vanno dall’alfabetizzazione e dall’apprendimento dell’italiano fino al conseguimento della licenza media.
I CPIA rappresentano una risorsa fondamentale per i cittadini adulti, italiani e stranieri, che desiderano migliorare il proprio livello di istruzione, acquisire competenze linguistiche o completare un percorso scolastico. La collaborazione con enti, aziende e associazioni consente inoltre di progettare interventi mirati, collegati alle esigenze occupazionali del territorio.
Nel caso del corso realizzato con Cia e Spresal, la formazione linguistica è uscita dalle aule tradizionali per entrare direttamente nel luogo di lavoro, adattandosi alle necessità dei partecipanti e alle caratteristiche del comparto agricolo.
L’impegno di Cia Alessandria-Asti per la prevenzione
Cia Alessandria-Asti prosegue da tempo il proprio impegno nella formazione degli imprenditori agricoli e dei lavoratori. L’associazione organizza corsi abilitativi, attività di aggiornamento, sopralluoghi e servizi di assistenza normativa rivolti alle aziende associate.
Il progetto dedicato ai lavoratori stranieri aggiunge un tassello importante, perché affronta uno dei problemi più delicati presenti in molti ambienti di lavoro: la distanza linguistica e culturale, che può ostacolare la comprensione delle regole e aumentare l’esposizione ai rischi.
Prevenire gli infortuni significa intervenire sull’organizzazione, sulle attrezzature, sui controlli e sulla formazione. Ma significa anche assicurarsi che ogni lavoratore abbia realmente compreso le istruzioni ricevute. Una norma spiegata in modo troppo complesso, o in una lingua non pienamente conosciuta, rischia di rimanere inefficace.
Il progetto pilota realizzato nell’Alessandrino dimostra invece come la collaborazione tra associazioni agricole, scuola, sanità, istituzioni e imprese possa produrre risultati concreti. La sicurezza diventa così un linguaggio comune, capace di superare le differenze e tutelare la dignità e la vita di chi lavora.
Fonte: comunicato stampa n. 38 dell’Ufficio Stampa e Relazioni esterne di Cia Alessandria-Asti, 13 luglio 2026.
GEO
Il progetto pilota di formazione linguistica per la sicurezza sul lavoro si è svolto ad Alessandria, con il coinvolgimento di Cia Alessandria-Asti, CPIA 2AL, Spresal dell’ASL AL e Prefettura di Alessandria. Le lezioni sono state ospitate dall’Azienda Agricola Fratelli Mirone di Castellazzo Bormida, in provincia di Alessandria. Il CPIA 2AL opera inoltre nelle sedi di Acqui Terme, Novi Ligure, Ovada, Serravalle Scrivia e Tortona, rafforzando la formazione degli adulti e dei lavoratori stranieri in tutto il territorio alessandrino.
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