Sicurezza estiva ad Alessandria: più controlli e stretta sugli alcolici

 

Piazza della Lega ad Alessandria, con l’obelisco monumentale, i dehors dei locali e gli edifici storici sotto un cielo limpido.
Veduta di piazza della Lega ad Alessandria, luogo centrale della vita cittadina e della socialità urbana.

Piazza Santo Stefano, l’area dell’ex piscina sul Lungo Tanaro San Martino e piazza Matteotti-Piazza Genova al centro del piano: la sfida è conciliare socialità, riposo dei residenti e decoro urbano.

Ad Alessandria il tema della sicurezza urbana, del degrado e della qualità della vita nei luoghi di ritrovo estivi è tornato con forza al centro dell’attenzione. Non si tratta soltanto di una discussione sui social o di un malumore diffuso fra i residenti: il 30 luglio il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, riunito al Palazzo del Governo, ha affrontato espressamente il tema delle aggregazioni serali e notturne in alcune zone della città. L’esito è un piano di interventi che prevede controlli interforze più intensi e la preparazione di misure per limitare vendita e somministrazione di alcolici. Una risposta che non mette in discussione il diritto a ritrovarsi e vivere gli spazi pubblici, ma che pone un confine netto: la socialità non può diventare disturbo costante, incuria o insicurezza per chi abita nei quartieri.

Pier Carlo Lava

Alla riunione hanno partecipato il prefetto di Alessandria Alessandra Vinciguerra, i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, il sindaco Giorgio Abonante, l’assessore competente in materia di sicurezza e il comandante della Polizia Locale. L’analisi ha riguardato in particolare piazza Santo Stefano, l’area dell’ex piscina comunale sul Lungo Tanaro San Martino e piazza Matteotti, conosciuta dagli alessandrini come piazza Genova. Sono luoghi frequentati soprattutto nelle ore serali, dove la crescita delle presenze durante l’estate può trasformarsi, in alcuni casi, in difficoltà concrete per residenti e attività vicine.

Il problema individuato dalle istituzioni non è l’incontro fra giovani o il semplice stare insieme all’aperto. Il tema riguarda, invece, gli episodi di disturbo della quiete pubblica, le situazioni di degrado urbano e i comportamenti collegati, secondo quanto emerso nel confronto, anche all’abuso di bevande alcoliche. È una distinzione importante: una città viva deve offrire occasioni di socialità; una città rispettosa deve però tutelare chi lavora, chi riposa, chi rientra a casa la sera e chi frequenta gli stessi spazi con bambini o anziani.

La prima misura annunciata è l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio. I presìdi saranno organizzati in modalità interforze, con il concorso della Polizia Locale, e concentrati nelle fasce orarie e nelle giornate di maggiore affluenza. La finalità dichiarata è doppia: prevenire situazioni problematiche prima che degenerino e contrastare eventuali comportamenti illeciti o lesivi del decoro. Non un’azione episodica, dunque, ma un’attenzione mirata sui momenti e sui luoghi in cui si concentrano le criticità.

Il secondo punto riguarda la limitazione alla vendita e alla somministrazione di alcolici. Su questo aspetto è necessario essere molto precisi: il Comitato ha concordato che, d’intesa con l’Amministrazione comunale, saranno adottate misure regolamentari e ordinanze per prevenire gli abusi e ridurre i fattori di rischio per l’ordine pubblico. Al momento dell’annuncio, però, non risultano ancora pubblicati i dettagli operativi relativi a orari, perimetri interessati, durata dei provvedimenti e specifiche limitazioni. È quindi corretto parlare di una stretta in preparazione, non di un divieto già definito in ogni sua parte.

Proprio questa trasparenza sarà decisiva. Cittadini, residenti, gestori di locali e commercianti devono poter conoscere in modo chiaro le regole, senza informazioni frammentarie o interpretazioni affidate ai commenti online. Un’ordinanza efficace deve indicare con precisione dove si applica, in quali orari, a chi si rivolge e quali comportamenti vengono vietati. Solo così la prevenzione può essere compresa, rispettata e verificata, evitando di penalizzare indistintamente chi lavora correttamente o chi desidera semplicemente trascorrere una serata all’aperto.

La questione, in fondo, riguarda il modello di città che Alessandria vuole costruire. Sicurezza e vivibilità non sono concetti opposti alla libertà: sono la condizione perché la libertà di uno non diventi il disagio dell’altro. Più controlli possono essere utili nell’immediato, ma dovranno accompagnarsi alla cura degli spazi, alla pulizia, all’illuminazione, alla presenza istituzionale e al dialogo con i quartieri. Il risultato non si misurerà solo dal numero dei controlli effettuati, ma dalla capacità di restituire alle piazze una vita serale serena, ordinata e davvero condivisa.

GEO: Alessandria, sicurezza urbana e vivibilità estiva: controlli rafforzati nelle aree di piazza Santo Stefano, Lungo Tanaro San Martino e piazza Genova..

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Si ringrazia Salvo Agola per la gentile concessione dell’immagine di piazza della Lega.

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