Siccità e perdite idriche in Piemonte, Rossi (PD): «Servono risultati misurabili sugli investimenti»
La siccità non può più essere affrontata soltanto come un’emergenza occasionale, mentre sugli investimenti destinati alle reti idriche occorrono dati capaci di dimostrare quanta acqua venga effettivamente risparmiata. È il tema sollevato dal consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, che ha interrogato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati sullo stato degli interventi finanziati e sulla riduzione delle perdite ottenuta rispetto al 2022.
Pier Carlo Lava
L’interrogazione chiedeva, in particolare, quali opere fossero state realizzate e quale percentuale documentata di riduzione delle dispersioni fosse stata raggiunta in Piemonte attraverso l’impiego dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Precipitazioni inferiori alla media e corsi d’acqua in sofferenza
I dati principali riportati nell’atto trovano conferma negli aggiornamenti dell’Arpa Piemonte. Nel maggio 2026 le precipitazioni medie sul bacino piemontese del Po sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica 1991-2020. A giugno il deficit è stato del 36%, mentre il bilancio dell’anno idrologico ha raggiunto uno scarto negativo complessivo di circa il 24%. Su gran parte dei bacini regionali gli scarti delle precipitazioni sono risultati generalmente compresi tra il 30 e il 60% in meno rispetto alla norma.
A metà luglio, Arpa descriveva una situazione idrica ancora complessivamente deficitaria, con condizioni di siccità severa nel bacino del Tanaro, dello Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le criticità riguardavano soprattutto le portate dei corsi d’acqua, la scarsa neve residua in quota e le risorse superficiali disponibili.
Il quadro è serio, ma richiede formulazioni precise. La siccità interessa in maniera differente le diverse aree del Piemonte e non significa automaticamente che l’intero sistema acquedottistico regionale sia già in una situazione di crisi generalizzata. La stessa Regione, nella risposta all’interrogazione, ha riferito che gli acquedotti presentavano alcune sofferenze locali, ma che al momento non risultavano condizioni diffuse di crisi, salvo piccoli sistemi montani alimentati da sorgenti esaurite e riforniti mediante autobotti.
Le perdite della rete: Piemonte vicino alla media nazionale
Uno dei punti centrali riguarda le dispersioni dell’acqua potabile lungo le condotte. Il più recente quadro nazionale disponibile conferma che le perdite restano molto elevate. Istat aveva rilevato per il 2020 una dispersione del 42,2% dell’acqua immessa nelle reti comunali, valore sostanzialmente stabile rispetto al 42% del 2018. Il rapporto pubblicato nel 2026 aggiorna numerosi aspetti del sistema idrico, ma il dato sulle perdite delle reti continua a essere riferito alle rilevazioni censuarie disponibili per gli anni precedenti.
La risposta della Regione presenta anche un quadro articolato per i sei Ambiti territoriali ottimali piemontesi. La rete regionale considerata raggiunge complessivamente circa 42.479 chilometri, serve oltre 4,2 milioni di abitanti e registra una perdita media indicata nel 41,78%.
Le differenze territoriali sono però marcate:
- nell’ATO Alessandrino la perdita riportata è del 51,9%;
- nel Cuneese del 48,5%;
- nell’area del Verbano Cusio Ossola e Pianura Novarese del 43,5%;
- nel Torinese del 38,7%;
- nel Biellese, Vercellese e Casalese del 37,8%;
- nell’Astigiano-Monferrato del 30,3%.
Questi valori, riportati nella tabella allegata alla risposta dell’assessore, mostrano come la situazione dell’ATO Alessandrino risulti particolarmente critica rispetto alla media regionale.
Gli interventi finanziati con il PNRR
La Regione ha ricostruito diversi canali di finanziamento attivati negli ultimi anni. Nell’ambito della misura PNRR dedicata alle perdite idriche risultano finanziati tre interventi principali, per un valore complessivo di circa 92 milioni di euro, nelle province di Alessandria, Torino e Novara.
Per la provincia di Alessandria, l’intervento affidato ad Amag Reti Idriche presenta un valore complessivo di circa 16,87 milioni di euro, dei quali circa 14,84 milioni provenienti dal PNRR. Nel Torinese l’investimento complessivo indicato supera i 60 milioni, mentre nel Novarese è di poco superiore ai 20 milioni.
La Regione precisa che questi finanziamenti non sono destinati principalmente alla sostituzione generalizzata delle condotte deteriorate. Gli interventi riguardano soprattutto la digitalizzazione e la distrettualizzazione delle reti, cioè la loro suddivisione in settori controllabili, l’installazione di misuratori, la regolazione della pressione e della portata, il telecontrollo e la mappatura mediante sistemi geografici digitali.
Queste tecnologie possono individuare più rapidamente consumi anomali e punti critici, limitare le rotture provocate da pressioni eccessive e consentire ai gestori di programmare interventi mirati. Non equivalgono però, da sole, alla sostituzione delle tubazioni più vecchie.
Oltre 120 milioni investiti dal 2017, ma attraverso strumenti differenti
La risposta regionale ricorda anche gli interventi finanziati dopo le crisi idriche del 2017 e del 2022. Per l’emergenza del 2017 furono stanziati 9,6 milioni di euro, destinati soprattutto a interconnessioni, impianti di pompaggio, potabilizzatori e opere di captazione. Dei 79 interventi finanziati, 76 risultano conclusi.
Nel 2022 furono invece assegnati 7,6 milioni di euro attraverso il Fondo per le emergenze nazionali. La Regione riferisce che furono finanziati 100 interventi, dei quali 97 risultano completati. Questi fondi emergenziali, tuttavia, non potevano essere utilizzati per sostituire porzioni di rete interessate da perdite strutturali.
Alle risorse emergenziali e al PNRR si aggiungono circa 25 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 destinati alla ricerca delle perdite e a interventi sugli acquedotti. La documentazione regionale distingue quindi investimenti con finalità differenti: gestione dell’emergenza, sicurezza dell’approvvigionamento, interconnessioni, ricerca delle dispersioni, digitalizzazione e lavori sulle infrastrutture.
Il dato che ancora manca: quanta acqua si perde in meno?
La questione politica posta da Rossi non riguarda soltanto l’ammontare delle risorse stanziate, ma la loro efficacia concreta. Nella risposta, la Regione riconosce che al momento non è possibile stabilire in maniera precisa la percentuale di riduzione delle perdite ottenuta sull’intero sistema piemontese.
La motivazione indicata è la complessità di una rete composta da oltre 42 mila chilometri di condotte interconnesse. Secondo la Regione, i sistemi tecnologici recentemente realizzati con le risorse del PNRR dovrebbero permettere di individuare i tratti più critici e di programmare interventi mirati, ma non viene fornito un confronto complessivo tra il livello delle perdite del 2022 e quello raggiunto nel 2026.
È proprio su questo punto che il consigliere del PD concentra la propria critica: l’elenco degli interventi e delle somme impiegate non consente ancora di capire se oggi il Piemonte perda concretamente meno acqua rispetto a quattro anni fa.
«Il dato che ci interessa maggiormente è capire quale sia stata, numeri alla mano, la riduzione effettiva delle perdite idriche ottenuta rispetto al 2022. E oggi non lo sappiamo, perché la risposta è insufficiente», afferma Rossi nel comunicato.
Il caso dell’Alessandrino
Per il territorio alessandrino, il problema assume una rilevanza particolare. L’ATO 6 serve, secondo la tabella regionale, 140 Comuni e circa 310 mila abitanti, attraverso quasi 5 mila chilometri di condotte. La perdita percentuale indicata, pari al 51,9%, è la più elevata tra i sei ambiti piemontesi riportati nel documento.
Gli investimenti indicati per l’ATO Alessandrino ammontano a 6,23 milioni di euro nel 2022, 19,52 milioni nel 2025 e ulteriori 19,35 milioni previsti per il biennio 2026-2027.
Anche in questo caso, tuttavia, gli stanziamenti non misurano automaticamente il risultato. Per valutare l’efficacia degli interventi occorrerebbe conoscere, anno per anno, i volumi immessi, quelli effettivamente erogati, le perdite apparenti dovute agli errori di misurazione e quelle reali provocate dalle rotture delle condotte.
Una questione tecnica e politica
La posizione di Rossi pone un problema concreto: la trasparenza degli investimenti pubblici non può fermarsi alla rendicontazione della spesa, ma dovrebbe includere indicatori omogenei sui risultati ottenuti. Nel caso delle reti idriche, questo significa sapere quanti chilometri siano stati monitorati, quante perdite siano state localizzate, quali condotte siano state riparate o sostituite e quanti metri cubi di acqua vengano risparmiati ogni anno.
Allo stesso tempo, la risposta della Regione mostra che gli interventi sono numerosi e finanziati attraverso programmi differenti, alcuni dei quali ancora in corso. Sarebbe quindi prematuro affermare che i fondi non abbiano prodotto alcun risultato. Il punto verificabile è un altro: nel documento non compare ancora una percentuale regionale complessiva di riduzione delle dispersioni rispetto al 2022.
Dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione
La scarsità d’acqua è destinata a rappresentare una sfida sempre più frequente per agricoltura, famiglie, imprese ed ecosistemi. Ridurre le dispersioni non può compensare interamente un deficit prolungato di precipitazioni, ma costituisce uno degli interventi strutturali indispensabili per rendere il sistema più resistente.
Servono reti meglio conosciute, misuratori affidabili, telecontrollo, regolazione delle pressioni, manutenzione programmata e sostituzione delle condotte più compromesse. Ma serve anche una rendicontazione pubblica semplice, periodica e confrontabile, capace di mostrare non soltanto quanto viene speso, ma quanta acqua viene effettivamente recuperata.
Il confronto tra Rossi e la Giunta regionale lascia quindi aperta la domanda principale: gli investimenti risultano avviati e in parte completati, ma il Piemonte non dispone ancora, almeno nella risposta fornita, di una misurazione complessiva che dimostri quanto siano diminuite le perdite della rete dal 2022 a oggi.
Siccità e perdite idriche in Piemonte: Rossi chiede dati sui risultati del PNRR
Fonte: comunicato del consigliere regionale Domenico Rossi, interrogazione a risposta immediata e risposta della Regione Piemonte del 21 luglio 2026.
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