Pippo Bunorrotri
Ci sono Poesie che non si limitano a descrivere un’emozione, ma fermano il tempo.
"Seduti nel tempo" è un invito a salire su quel tetto sospeso insieme al Poeta, per guardare dall'alto la mappa della nostra esistenza. Con un linguaggio puro, intimo e profondamente umano, Pippo Bunorrotri scatta una fotografia dell'anima che appartiene a tutti noi.
Il Poeta in questa Poesia ci porta con sé in un luogo tanto fisico quanto spirituale: il tetto del presente. Da qui, con il coraggio di chi non ha più paura di guardarsi dentro, sfoglia l'album in bianco e nero della propria vita. Non è un semplice ricordo: il passato è "scritto sulla pelle".
La bellezza più profonda di questi versi risiede nella loro assoluta mancanza di inibizioni. Il Poeta non nasconde i singhiozzi, non nasconde il fango, accetta che le proprie lacrime cadano, ma compie un gesto di straordinaria generosità: trasforma le lacrime in versi e le lancia nel mondo, facendone un dono per gli altri.
C'è una straordinaria maestria nel modo in cui mette insieme i versi usando "lo spago e la corda". È l'immagine di un uomo che riannoda i fili spezzati della propria anima, legando e sciogliendo i sentimenti, i torti subiti e gli errori commessi.
Nel finale, la Poesia ci regala la sua gemma più preziosa: la "follia sensata della vita".
Il Poeta non ci offre una finta felicità, ma qualcosa di molto più grande: l'accettazione della vita per l'esatta meraviglia imperfetta che è. Ci insegna che si può stare sul tetto del mondo anche con il cuore pesante, trovando nella Poesia la forza di respirare ancora, ogni giorno, con rinnovata gratitudine.
Di fronte a versi di tale intensità, è impossibile non soffermarsi sulla figura dell'autore. Pippo Bunorrotri si rivela qui come un vero e proprio "artigiano dell’anima". Non è un intellettuale che osserva il mondo da una torre d'avorio, ma un uomo che vive la Poesia sulla propria pelle, senza filtri o inibizioni. La sua grandezza sta nel coraggio di mostrarsi nudo nelle sue fragilità, trasformando le lacrime in versi e il fango in arte.
Ammiro e apprezzo questa sua onestà emotiva. In un'epoca di maschere e finzioni sociali, Bunorrotri compie l'atto rivoluzionario di mostrarsi vulnerabile. Il fango e i singhiozzi non vengono nascosti, ma nobilitati attraverso l'arte. Diventa così il custode del momento presente, un uomo che sa guardare al passato senza farsene schiacciare, usando la
Poesia come uno "spago" concreto per riannodare i fili della propria storia e farne un dono universale per i suoi lettori.
Giuseppina De Biase
Hay poemas que no se limitan a describir una emoción, sino que detienen el tiempo.
"Sentado en el tiempo"
es una invitación a subir a ese tejado suspendido junto al Poeta, para mirar desde lo alto el mapa de nuestra existencia. Con un lenguaje puro, íntimo y profundamente humano, Pippo Bunorrotri toma una fotografía del alma que nos pertenece a todos.
El Poeta en este poema nos lleva consigo a un lugar tanto físico como espiritual: el tejado del presente. Desde aquí, con la valentía de quien ya no teme mirar en su interior, hojea el álbum en blanco y negro de su propia vida. No es un simple recuerdo: el pasado está «escrito en la piel».
La belleza más profunda de estos versos reside en su absoluta falta de inhibiciones. El Poeta no esconde los sollozos, no esconde el barro, acepta que sus lágrimas caigan, pero realiza un gesto de extraordinaria generosidad: transforma las lágrimas en versos y las lanza al mundo, convirtiéndolas en un regalo para los demás. Hay una maestría extraordinaria en la forma en que une los versos «usando el hilo y la cuerda». Es la imagen de un hombre que vuelve a anudar los hilos rotos de su propia alma, atando y desatando los sentimientos, los agravios sufridos y los errores cometidos.
En el final, el poema nos regala su gema más preciosa: «la locura sensata de la vida». El Poeta no nos ofrece una falsa felicidad, sino algo mucho mayor: la aceptación de la vida por la exacta maravilla imperfecta que es. Nos enseña que se puede estar en el tejado del mundo incluso con el corazón pesado, encontrando en la poesía la fuerza para respirar de nuevo, cada día, con renovada gratitud.
Ante versos de tal intensidad, es imposible no detenerse en la figura del autor. Pippo Bunorrotri se revela aquí como un verdadero «artesano del alma». No es un intelectual que observa el mundo desde una torre de marfil, sino un hombre que vive la poesía en su propia piel, sin filtros ni inhibiciones. Su grandeza radica en la valentía de mostrarse desnudo en sus fragilidades, transformando las lágrimas en versos y el barro en arte. Admiro y aprecio esta honestidad emotiva suya. En una época de máscaras y ficciones sociales, Bunorrotri realiza el acto revolucionario de mostrarse vulnerable. El barro y los sollozos no se ocultan, sino que se noblecen a través del arte. Se convierte así en el guardián del momento presente, un hombre que sabe mirar al pasado sin dejarse aplastar por él, usando la poesía como un hilo concreto para volver a anudar los hilos de su propia historia y hacer de ella un regalo universal para sus lectores.
Giuseppina De Biase
SENTADO EN EL TIEMPO
Pippo Bunorrotri
Sentado en la azotea…
del tiempo presente
descansando las horas del día
contemplo fotos…
en blanco y negro
del pasado escrito
en la piel de mi existencia,
que son trozos
de mi vida,
que componen
el destino de mi caminar
por las estaciones de mi suplicio,
de mi fortuna, de mi ventura
cazando sueños
persiguiendo esperas.
Mis sollozos
caen al barro
formando lágrimas
que lanzo,
desde la azotea
y con ellas
se van mis versos.
Sentado en la azotea…
del tiempo del ahora
engarzo versos
en el bramante y la guita
de mi poesía sin complejos
que ata y desata
sentimientos
y entuertos,
devolviendo a las horas
de mi día a día
la locura sensata
de la vida.
Pippo Bunorrotri
SEDUTI NEL TEMPO
Pippo Bunorrotri
Seduto sul tetto…
del tempo presente
riposando le ore del giorno
Guardo le foto…
in bianco e nero
del passato scritto
sulla pelle della mia esistenza,
che sono pezzi
della mia vita,
che costituiscono
il destino del mio cammino
attraverso le stagioni del mio tormento,
della mia fortuna, della mia sorte
inseguendo i sogni
inseguendo le attese.
I miei singhiozzi
cadono nel fango
formando lacrime
che lancio,
dal tetto
e con loro
I miei versi se ne vanno.
Seduto sul tetto…
del momento presente
Metto insieme i versi
nello spago e nella corda
della mia poesia senza inibizioni
che lega e scioglie
sentimenti
e torti,
restituendo alle ore
della mia vita quotidiana
la follia sensata
della vita.
Pippo Bunorrotri
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