ROSSI (PD): «Cirio annuncia l’OdG sulla grazia a Roggero, ma non si presenta in Aula, come nell’83% delle sedute»

Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario del PD Piemonte, interviene al microfono davanti a uno striscione del Partito Democratico.
Domenico Rossi, consigliere regionale del Piemonte e segretario regionale del Partito Democratico, ha presentato un ordine del giorno a tutela dell’autonomia della magistratura e delle prerogative del presidente della Repubblica.

Il Partito Democratico presenta un ordine del giorno in Consiglio regionale a tutela dell’autonomia della magistratura e in solidarietà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

di Pier Carlo Lava

Il caso Mario Roggero torna al centro del confronto politico in Consiglio regionale del Piemonte. Dopo l’iniziativa con cui il presidente Alberto Cirio ha sostenuto la possibilità di concedere la grazia al gioielliere di Grinzane Cavour, il consigliere regionale e segretario piemontese del Partito Democratico Domenico Rossi critica l’assenza del governatore durante il dibattito e annuncia un ordine del giorno del gruppo PD dedicato all’autonomia della magistratura, alla separazione dei poteri e alle prerogative del capo dello Stato. Le valutazioni politiche e il dato relativo alle presenze di Cirio riportati nell’articolo sono attribuiti espressamente a Rossi e al Partito Democratico.

Lo scontro politico sull’iniziativa di Cirio

Il confronto nasce dopo la sentenza definitiva con la quale è stata confermata nei confronti di Mario Roggero la condanna a 14 anni e nove mesi di reclusione per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo la rapina avvenuta il 28 aprile 2021 nella sua gioielleria. La vicenda giudiziaria si è conclusa con il pronunciamento della Corte di Cassazione, mentre sul piano politico si è aperto il dibattito sull’eventuale concessione della grazia.

Il presidente del Piemonte Alberto Cirio aveva annunciato un ordine del giorno in Consiglio regionale per manifestare la vicinanza delle istituzioni piemontesi a Roggero e alla sua famiglia, qualora intendessero intraprendere il percorso previsto per chiedere il provvedimento di clemenza. Cirio aveva precisato di rispettare la decisione della magistratura e di non considerare Roggero un innocente o un eroe, sostenendo tuttavia che la grazia possa rappresentare un atto di perdono istituzionale nei confronti di una persona che ha sbagliato in una situazione eccezionale. ANSA

La scelta ha provocato le reazioni delle opposizioni, che contestano sia il merito sia la sede politica dell’iniziativa. Secondo il Partito Democratico, infatti, un ordine del giorno regionale non produce conseguenze dirette nel procedimento per la concessione della grazia, materia che appartiene alle prerogative costituzionali del presidente della Repubblica. Rossi accusa inoltre Cirio di aver annunciato pubblicamente l’iniziativa senza essere poi presente durante la discussione istituzionale.

Rossi: «Annunci mediatici e assenza al momento del dibattito»

«Ancora una volta assistiamo al consueto format del presidente Alberto Cirio: annunci ad alto impatto mediatico sui giornali, cavalcando l’onda emotiva, per poi non presentarsi al momento del dibattito e del voto istituzionale», afferma Domenico Rossi a margine della seduta del Consiglio regionale del Piemonte.

Il consigliere dem collega l’assenza del presidente a un dato più generale sulla sua partecipazione ai lavori dell’Assemblea. «Del resto potevamo aspettarcelo. Il presidente Cirio risulta assente nell’83% delle sedute. Evidentemente, l’istituzione regionale e i problemi reali del territorio, dalle liste d’attesa della sanità pubblica ai trasporti e al welfare, passano in secondo piano rispetto alla visibilità personale e alla ricerca del consenso elettorale», dichiara Rossi.

La percentuale dell’83%, corrispondente secondo il PD a una presenza del presidente nel 17% delle sedute, viene presentata nel comunicato come un dato ufficiale richiamato dal gruppo democratico. Non essendo allegato alla nota il prospetto analitico delle presenze, nell’articolo la percentuale viene riportata come affermazione politica e documentale del PD, senza trasformarla in una verifica autonoma della redazione.

La critica di Rossi riguarda anche le priorità dell’amministrazione regionale. Secondo il segretario piemontese del PD, il Consiglio dovrebbe dedicare maggiore attenzione alle questioni che ricadono direttamente nelle competenze della Regione, a partire dalla sanità pubblica, dalle liste d’attesa, dai trasporti, dal welfare e dalle difficoltà economiche delle famiglie piemontesi.

L’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico

In risposta all’iniziativa annunciata da Cirio, il gruppo del Partito Democratico ha depositato un proprio ordine del giorno. «Come gruppo PD abbiamo presentato in Consiglio regionale un atto volto a riportare il dibattito sui binari del rispetto della Costituzione e delle prerogative istituzionali», spiega Rossi.

Il documento richiama in particolare l’articolo 104 della Costituzione, secondo il quale la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il testo integrale della disposizione può essere consultato sul sito del Senato della Repubblica.

«L’atto depositato – prosegue Rossi – ribadisce l’importanza dell’articolo 104 della Costituzione ed esprime piena e incondizionata solidarietà ai magistrati e ai giudici finiti al centro di una violenta gogna mediatica e social».

Il riferimento è alle critiche e agli attacchi rivolti nei giorni successivi alla sentenza ai magistrati che si sono occupati del procedimento. In uno Stato di diritto, le sentenze possono essere commentate e anche criticate, purché il confronto rimanga nei limiti del rispetto istituzionale e non si trasformi in delegittimazione personale, minaccia o pressione nei confronti dei giudici.

Rossi esprime inoltre solidarietà al presidente della Repubblica: «Sottolineiamo anche ferma solidarietà a Sergio Mattarella, destinatario di un’indebita pressione mediatica e politica su una sua prerogativa esclusiva qual è la concessione della grazia».

Il documento del PD si conclude con un richiamo rivolto alla Giunta regionale. «Invitiamo la Giunta e il presidente Cirio affinché cessino quelle che riteniamo strumentalizzazioni propagandistiche estranee alle competenze regionali e si concentrino sulla risoluzione dei gravi problemi che affliggono i cittadini piemontesi», afferma Rossi.

Che cosa prevede la Costituzione sulla grazia

La grazia non annulla la sentenza e non dichiara innocente il condannato. È un provvedimento individuale di clemenza che può estinguere interamente o parzialmente la pena definitiva oppure trasformarla in una pena differente. Gli altri effetti penali della condanna rimangono, salvo quanto eventualmente stabilito nel decreto.

L’articolo 87 della Costituzione attribuisce al presidente della Repubblica il potere di concedere la grazia e commutare le pene. La Corte costituzionale, con la sentenza numero 200 del 2006, ha chiarito che la decisione sostanziale appartiene al capo dello Stato, mentre al ministro della Giustizia compete lo svolgimento dell’istruttoria.

La domanda può essere presentata dal condannato, da un prossimo congiunto, dal convivente, dal tutore, dal curatore o da un avvocato. Deve essere indirizzata al presidente della Repubblica e presentata attraverso il Ministero della Giustizia o, quando il condannato è detenuto, tramite il magistrato di sorveglianza. Non sono previsti termini obbligatori entro i quali il procedimento debba concludersi. Le modalità sono illustrate sul sito ufficiale del Quirinale.

Un ordine del giorno approvato da un Consiglio regionale può quindi avere un significato politico o rappresentare un appello istituzionale, ma non obbliga il presidente della Repubblica a iniziare, accelerare o concludere il procedimento in un determinato modo. La decisione deve essere assunta autonomamente, al termine delle valutazioni e dell’istruttoria previste.

Il confine tra legittimo confronto politico e rispetto delle istituzioni

La discussione sulla grazia a Roggero coinvolge questioni molto delicate: il trauma subito durante una rapina, i limiti della legittima difesa, il valore di una sentenza definitiva, la funzione rieducativa della pena e il potere di clemenza riconosciuto al capo dello Stato. È legittimo sostenere o contestare una richiesta di grazia, ma il confronto non dovrebbe trasformarsi in un nuovo processo mediatico né contro il condannato né contro i magistrati.

Allo stesso modo, la solidarietà espressa dal PD alla magistratura e al presidente Mattarella rappresenta una posizione politica che non impedisce ad altre forze di manifestare un’opinione differente. Il punto istituzionale resta però fermo: il Consiglio regionale può discutere e approvare atti d’indirizzo, mentre la decisione sulla grazia appartiene esclusivamente al presidente della Repubblica, al termine del procedimento previsto dalla legge.

La vicenda torna così a evidenziare la necessità di distinguere tre piani: la sentenza definitiva, che deve essere rispettata; il dibattito politico, che può esprimere valutazioni e appelli; il procedimento di grazia, che segue regole costituzionali autonome. Mantenere separate queste dimensioni è indispensabile per evitare che un caso umano e giudiziario particolarmente doloroso venga trasformato soltanto in uno strumento di contrapposizione politica.

Pier Carlo Lava – Social Media Manager Alessandria Post – italianewspost.com

Domenico Rossi – Consigliere regionale del Piemonte, presidente della Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, Gruppo Partito Democratico.

GEO

Il consigliere regionale e segretario del PD Piemonte Domenico Rossi critica il presidente Alberto Cirio per l’ordine del giorno a sostegno della grazia a Mario Roggero e per la sua assenza durante il dibattito in Consiglio regionale. Secondo i dati richiamati dal Partito Democratico, Cirio sarebbe assente nell’83% delle sedute. Il gruppo PD ha depositato un proprio ordine del giorno a tutela dell’autonomia della magistratura, della separazione dei poteri e delle prerogative del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La concessione della grazia è una competenza costituzionale del capo dello Stato, mentre gli atti approvati dai Consigli regionali hanno esclusivamente un significato politico e non producono effetti diretti sul procedimento.

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