QUIERO SER PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase.

QUIERO SER
Pippo Bunorrotri


Esistere non significa semplicemente subire il proprio destino, ma avere l'audacia di cambiare rotta, di trasformare radicalmente la propria direzione spezzando il ritmo di una vita vissuta per inerzia. Spesso ci muoviamo su binari già tracciati da altri, ma la vera consapevolezza nasce quando decidiamo di cambiare, di deviare dai percorsi prestabiliti per riappropriarci della nostra identità. 
I versi di Pippo Bunorrotri nella sua Poesia  “Voglio essere” agiscono proprio come una forza d'urto, un manifesto per chi rifiuta l'invisibilità e rivendica il diritto di imporre la propria direzione al caos del mondo. Non ci troviamo davanti a una semplice riflessione ma a un grido di ribellione dove esistere si traduce nel rifiuto categorico di diventare una copia, un'ombra o il riflesso di qualcun altro. L'attacco della Poesia è immediato e privo di preamboli: 
“Non sono venuto al mondo / Per camminare in silenzio”. 
Fin dal principio Pippo Bunorrotri stabilisce una netta linea tra il "sopravvivere" e il "vivere". 
Il cammino invisibile, privo di tracce, viene rigettato in favore di un’esistenza bruciante, affrontata con “l'intensità del fuoco”.
Bunorrotri inserisce un preciso pensiero filosofico: la conoscenza di se stessi. Infatti è solo attraverso questa consapevolezza profonda che diventa possibile affrontare la quotidianità e il caos  del mondo senza perdere la propria dignità. 
L'elemento centrale della Poesia risiede nel  rifiuto  di essere uno “specchio né riflesso di niente e di nessuno”, negando ogni forma di imitazione sociale.
Il silenzio di Bunorrotri non è sottomissione o timore, al contrario, è un silenzio magnetico, pieno di significato, che si impone nel momento in cui il rumore del mondo cessa di esistere.
Nel finale la Poesia smette di gridare per iniziare a sussurrare. Non c'è più spazio per l'orgoglio, ma solo per la verità nuda: l’impronta che il Poeta  vuole lasciare non è un monumento, ma una cicatrice. Qualcosa che fa male, ma che dimostra che si è vissuti davvero.  
Non è una Poesia per tutti, ed è proprio questo a renderla immensa. 
È una Poesia  che ci scuote quando abbiamo paura di sparire nel nulla, alla fine, restiamo vivi solo nei cuori che abbiamo avuto il coraggio di graffiare.

Giuseppina De Biase 



Existir no significa simplemente sufrir el propio destino, sino tener la audacia de cambiar de rumbo, de transformar radicalmente la propia dirección rompiendo el ritmo de una vida vivida por inercia. A menudo nos movemos por vías ya trazadas por otros, pero la verdadera conciencia nace cuando decidimos cambiar, desviarnos de los caminos prestablecidos para reapropiarnos de nuestra identidad.
Los versos de Pippo Bunorrotri en su poesía “Voglio essere” actúan precisamente como una fuerza de choque, un manifiesto para quienes rechazan la invisibilidad y reivindican el derecho de imponer su propia dirección al caos del mundo. No nos encontramos ante una simple reflexión, sino ante un grito de rebelión donde existir se traduce en el rechazo categórico a convertirse en una copia, una sombra o el reflejo de alguien más. El comienzo de la poesía es inmediato y carece de preámbulos:
"No vine al mundo
para caminar en silencio".
Desde el principio, Pippo Bunorrotri establece una línea clara entre el "sobrevivir" y el "vivir". El camino invisible, carente de huellas, es rechazado en favor de una existencia ardiente, afrontada con “la intensidad del fuego”.
Bunorrotri introduce un pensamiento filosófico preciso: el conocimiento de uno mismo. De hecho, solo a través de esta profunda autoconciencia es posible afrontar la cotidianidad y el caos del mundo sin perder la dignidad.
El elemento central de la poesía reside en el rechazo a ser un “espejo ni reflejo de nada ni de nadie”, negando toda forma de imitación social. El silencio de Bunorrotri no es sumisión ni temor, al contrario, es un silencio magnético, lleno de significado, que se impone en el momento en que el ruido del mundo cesa de existir.
En el final, la poesía deja de gritar para empezar a susurrar. Ya no hay espacio para el orgullo, sino solo para la verdad desnuda: la huella que el poeta quiere dejar no es un monumento, sino una cicatriz. Algo que duele, pero que demuestra que realmente se ha vivido.
No es una poesía para todos, y es precisamente eso lo que la hace inmensa. Es una poesía que nos sacude cuando tenemos miedo de desaparecer en la nada, al final, solo seguimos vivos en los corazones que tuvimos el valor de arañar.

Giuseppina De Biase 


QUIERO SER 
Pippo Bunorrotri 

No vine al mundo

para caminar en silencio

por la vida, sin huella dejar.

Vine para mostrar la impronta

del ego de mi sustancia,

para arrancar dudas

y “peros” deshacer,

para vivir la vida

con la intensidad del fuego

mostrando el sentir

y el coraje de mi ser,

de enfrentarse al día a día

y al caos del mundo

con la dignidad

de quien se conoce así mismo.

No quiero ser recuerdo

ni espejo ni reflejo

de nada ni de nadie

quiero ser, quien quiero ser,

esa tormenta que sacude el alma

con las metáforas de mis versos,

quiero ser ese silencio

que habla y se le escucha,

ese silencio

que se queda

cuando todos

callan.

Cuando todo finaliza,

ser esa cicatriz que siempre esta

en la memoria de ese corazón

que se ha parado a escuchar

el latir gastado del mío,

quiero ser

esa huella

para quien

me entienda.

Pippo Bunorrotri               



VOGLIO ESSERE
Pippo Bunorrotri

Non sono venuto al mondo

Per camminare in silenzio

per tutta la vita, senza lasciare traccia.

Sono venuto per  mostrare l'impronta

dell'ego della mia sostanza,

per estirpare  i dubbi

e annullare i “ma”,

Per vivere la vita

con l'intensità del fuoco

mostrando il sentire

e il coraggio del mio essere,

di affrontare la quotidianità

e il caos del mondo

con dignità

di chi conosce se stesso.

Non voglio essere un ricordo

né specchio né riflesso

di niente e di  nessuno

Voglio essere chi voglio essere,

quella tempesta che scuote l'anima

con le metafore dei miei versi,

Voglio essere quel silenzio

che parla e si fa  ascoltare,

quel silenzio

che resta 

quando tutti

Rimangono in silenzio.

Quando tutto finisce,

essere quella cicatrice che è sempre lì

Nella memoria di quel cuore

chi si è fermato ad ascoltare

il mio logoro battito,

Voglio essere

quell'impronta

per chi

mi capisce.

Pippo Bunorrotri 


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