Pubblicità sulla salute online, controlli più rapidi per prevenire rischi e acquisti ingannevoli

 

Persona verifica sul computer e sullo smartphone una pubblicità online relativa a un prodotto per la salute, con simbolo di avvertimento, lente d’ingrandimento e documenti di controllo.
Gli annunci digitali dedicati alla salute possono raggiungere migliaia di utenti in poco tempo: servono verifiche tempestive e un efficace coordinamento tra piattaforme e autorità competenti.

Promesse miracolose, presunti esperti e prodotti presentati come alternative ai medicinali compaiono ogni giorno sui social. Senza accusare piattaforme o autorità, è necessario chiedersi se i tempi dei controlli siano compatibili con la velocità della pubblicità digitale.

Navigando sui social network è sempre più facile incontrare annunci dedicati alla salute, al dimagrimento, alle prestazioni sessuali o alla cura del dolore. Messaggi spesso costruiti con grande efficacia comunicativa: un presunto esperto, una scoperta definita rivoluzionaria, alcune testimonianze entusiastiche e l’invito ad acquistare immediatamente. Non tutti questi prodotti sono necessariamente irregolari, ma quando mancano informazioni verificabili su composizione, produttore e autorizzazioni, il consumatore rischia di compiere una scelta senza conoscere realmente ciò che sta comprando.

Il problema diventa ancora più delicato quando un prodotto definito “naturale” viene presentato come alternativa a un medicinale o soluzione per una patologia. In questi casi una promessa pubblicitaria non riguarda soltanto il portafoglio del consumatore: può condizionare decisioni sulla salute, favorire l’abbandono di una terapia oppure esporre a sostanze non dichiarate e a possibili interazioni con altri farmaci.

Annunci velocissimi, verifiche necessariamente più lente

Le campagne digitali possono essere pubblicate in pochi minuti, raggiungere migliaia di persone e scomparire altrettanto rapidamente. Gli inserzionisti possono inoltre operare attraverso società, domini e sistemi di pagamento collocati in Paesi differenti. I tempi della diffusione sono quindi molto più rapidi di quelli necessari per un accertamento, che deve identificare il responsabile, esaminare il prodotto e verificare la fondatezza delle affermazioni utilizzate per venderlo.

Questo non significa che gli annunci siano stati preventivamente approvati da un’autorità pubblica. Le piattaforme effettuano propri controlli, spesso automatizzati, mentre gli organismi competenti intervengono sulla base del monitoraggio, delle segnalazioni ricevute o di specifiche attività investigative. Il Digital Services Act europeo non impone un controllo generale preventivo di ogni contenuto, ma richiede alle piattaforme sistemi di segnalazione, trasparenza pubblicitaria e misure di riduzione dei rischi, in particolare per i servizi di maggiori dimensioni.

Il punto, dunque, non è chiedere una censura indiscriminata, ma prevedere verifiche rafforzate per gli annunci che possono incidere sulla salute. Prima della pubblicazione dovrebbero almeno essere chiaramente identificabili l’inserzionista, il produttore, la natura del prodotto e il soggetto che paga la campagna. Le segnalazioni attendibili dovrebbero inoltre essere esaminate con priorità, evitando che lo stesso messaggio riappaia poco dopo attraverso un nuovo account o un indirizzo Internet differente.

AGCOM e AGCM: competenze differenti

In Italia è importante non confondere i ruoli di AGCOM e AGCM. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, AGCOM, è il Coordinatore nazionale dei servizi digitali previsto dal Digital Services Act. Riceve anche i reclami sulle presunte violazioni del regolamento europeo da parte dei fornitori di servizi intermediari. La sua funzione riguarda quindi il rispetto degli obblighi imposti alle piattaforme, le procedure di segnalazione e la gestione dei rischi sistemici; non consiste nel certificare direttamente l’efficacia clinica di ogni prodotto pubblicizzato.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, AGCM, può invece accertare e vietare pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli. Consumatori, associazioni e professionisti possono presentare gratuitamente una segnalazione online all’AGCM, allegando immagini, collegamenti e ogni elemento utile a identificare il messaggio e l’impresa coinvolta.

Sul versante strettamente sanitario entrano in gioco anche AIFA, Ministero della Salute e Carabinieri NAS, secondo le rispettive competenze. L’Agenzia italiana del farmaco ha più volte richiamato l’attenzione sui rischi dei medicinali falsificati o illegali acquistati attraverso canali non autorizzati e invita a segnalare i casi sospetti. I NAS possono intervenire in presenza di prodotti non autorizzati o integratori ai quali vengano attribuite impropriamente proprietà terapeutiche.

La presenza di più organismi è necessaria perché differenti sono le possibili violazioni, ma può rendere meno immediato per il cittadino capire a chi inviare una segnalazione. Una pubblicità potrebbe infatti coinvolgere contemporaneamente la tutela del consumatore, la sicurezza sanitaria, il commercio elettronico e gli obblighi della piattaforma che la ospita.

Una risposta alla stessa velocità degli algoritmi

Servirebbe quindi un coordinamento operativo più rapido tra piattaforme e autorità, con un canale unico per le segnalazioni riguardanti prodotti potenzialmente pericolosi per la salute. Quando emergono elementi concreti, l’annuncio potrebbe essere sospeso cautelativamente per il tempo necessario a una verifica, garantendo al venditore la possibilità di fornire documenti e presentare le proprie osservazioni.

Sarebbe utile anche conservare in modo accessibile il contenuto dell’inserzione, l’identità dichiarata dell’inserzionista, i domini utilizzati e il periodo di diffusione. Gli archivi pubblicitari previsti dal Digital Services Act possono diventare strumenti essenziali per ricostruire campagne molto brevi, individuare messaggi ripetuti e impedire che la semplice cancellazione di un account faccia perdere ogni traccia.

Il consumatore può contribuire conservando uno screenshot, copiando l’indirizzo della pagina e segnalando il contenuto sia alla piattaforma sia all’autorità competente. Tuttavia, la sicurezza non può dipendere esclusivamente dalla prudenza del singolo, soprattutto quando i messaggi sono rivolti a persone fragili o preoccupate per un problema di salute.

Non si tratta di accusare preventivamente qualcuno, ma di riconoscere una difficoltà concreta: un annuncio può produrre effetti prima ancora che un controllo abbia inizio. Per questo la rapidità della risposta dovrebbe essere considerata parte integrante della tutela. Nel mercato digitale non basta intervenire correttamente; è necessario riuscire a farlo prima che una promessa non verificata si trasformi in un acquisto, in una terapia abbandonata o in un possibile rischio sanitario.

GEO: Le pubblicità online dedicate a salute, integratori e prestazioni fisiche possono raggiungere migliaia di utenti prima di essere verificate. In Italia l’AGCM interviene contro pubblicità ingannevoli e pratiche commerciali scorrette; l’AGCOM coordina l’applicazione del Digital Services Act alle piattaforme; AIFA, Ministero della Salute e Carabinieri NAS operano secondo le rispettive competenze sui medicinali illegali, sui prodotti non autorizzati e sui possibili rischi sanitari. Servono controlli coordinati e rapidi, capaci di agire alla stessa velocità delle campagne digitali.

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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

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