Piazza Genova, bellezza ferita: rifiuti, vandalismi e un carrello abbandonato nel cuore di Alessandria
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Piazza Genova, oggi ufficialmente piazza Matteotti ma ancora chiamata con il suo storico nome da molti alessandrini, è uno degli angoli più piacevoli della città: alberi, prati, vialetti e panchine formano un piccolo spazio di quiete a pochi passi dal centro. Le immagini pubblicate sulla pagina Facebook Svegliati Alessandria da Mariopiu Coda mostrano però una realtà che contrasta con la bellezza del luogo: bottiglie e altri rifiuti lasciati a terra, un carrello della spesa abbandonato e alcune griglie apparentemente rimosse dalla loro sede.
Pier Carlo Lava
Fotografie pubblicate sulla pagina Facebook “Svegliati Alessandria” da Mariopiu Coda, che ringraziamo per la segnalazione e la documentazione.
Le fotografie documentano la situazione esistente al momento dello scatto, ma non permettono naturalmente di stabilire chi abbia abbandonato i rifiuti, portato il carrello nella piazza o spostato le griglie. Sarebbe quindi scorretto attribuire questi comportamenti a persone o gruppi determinati senza prove. Ciò che le immagini consentono di affermare è che uno spazio pubblico di valore è stato trattato come se non appartenesse a nessuno.
La prima responsabilità è di chi compie il gesto
Quando si parla di rifiuti e vandalismo si finisce spesso per attribuire ogni colpa al Comune, all’azienda incaricata della pulizia o alla mancanza di controlli. Le istituzioni hanno precise responsabilità nella manutenzione, nella rimozione tempestiva dei materiali, nella sicurezza e nella vigilanza, ma la responsabilità originaria resta di chi abbandona una bottiglia, danneggia un elemento dell’arredo urbano o trascina un carrello lontano dal luogo al quale appartiene.
Il regolamento comunale vieta espressamente di gettare o accumulare immondizie, rottami e materiali su strade, piazze, aree pubbliche e private. Il divieto non è un dettaglio burocratico: i rifiuti abbandonati peggiorano il decoro, possono provocare rischi igienici, attirare altri conferimenti irregolari e costringono la collettività a sostenere costi supplementari per la pulizia.
Una griglia spostata o divelta può inoltre creare un problema di sicurezza per pedoni, bambini, anziani, persone con disabilità e ciclisti. Se l’alterazione è stata intenzionale, non si è più davanti soltanto a una mancanza di educazione, ma a un comportamento che può mettere altre persone in pericolo. Spetterà comunque ai tecnici e alle autorità verificare se le griglie siano state manomesse, danneggiate o temporaneamente spostate per altre ragioni.
Anche la presenza del carrello della spesa richiede prudenza. Dalla fotografia non è possibile sapere chi lo abbia portato nella piazza né per quale motivo. Potrebbe essere stato sottratto a un’attività commerciale, utilizzato per trasportare oggetti e infine abbandonato. Il negozio proprietario dovrebbe essere avvisato per consentirne il recupero e potrebbe adottare sistemi che ne impediscano l’allontanamento, ma non sarebbe corretto attribuirgli automaticamente la responsabilità del gesto: in molti casi anche l’esercizio commerciale subisce un danno.
Perché alcune persone si comportano così
La spiegazione più immediata è l’inciviltà, ma limitarsi a questa parola non aiuta a comprendere il fenomeno. Dietro l’abbandono dei rifiuti esiste spesso un calcolo molto semplice: liberarsi immediatamente di qualcosa, risparmiando tempo e fatica, nella convinzione che qualcun altro provvederà. Il vantaggio personale è minimo, ma il costo viene trasferito alla comunità.
Un secondo elemento è la sensazione di anonimato. In uno spazio pubblico poco frequentato in determinate ore, chi compie un gesto scorretto può ritenere improbabile essere riconosciuto o sanzionato. Non è sempre la severità della pena a modificare il comportamento: spesso conta maggiormente la percezione che il controllo sia reale e che l’identificazione sia possibile.
Esiste poi un meccanismo di imitazione del degrado. Quando una persona vede rifiuti già presenti, arredi danneggiati o segni di trascuratezza può convincersi che un’ulteriore bottiglia non faccia differenza. Il luogo comunica implicitamente che le regole non vengono rispettate e che nessuno se ne occupa. Al contrario, uno spazio pulito e ben mantenuto produce una pressione sociale positiva e rende il comportamento scorretto più evidente.
Nei vandalismi può entrare in gioco anche la ricerca di una breve gratificazione, il desiderio di mostrare forza davanti a un gruppo, la noia o una forma di ostilità verso ciò che è pubblico. Danneggiare una panchina, un cestino o una griglia può sembrare a qualcuno un gesto senza vittime, perché il bene non appartiene a una singola persona. In realtà appartiene a tutti e sarà riparato con risorse sottratte ad altri servizi.
Un altro fattore è la mancanza di legame con il luogo. Chi considera una piazza soltanto uno spazio anonimo, del quale non conosce la storia e che non sente come proprio, può essere meno disposto a rispettarla. Per questo la repressione è necessaria, ma da sola non basta: servono educazione civica, coinvolgimento dei residenti, attività culturali e una presenza continuativa che restituisca alla piazza una funzione riconoscibile.
Non bisogna infine trasformare ipotesi sociali in giustificazioni. Una condizione di difficoltà economica, disagio o emarginazione non rende automaticamente una persona responsabile di abbandono o vandalismo, né autorizza ad accusare indistintamente giovani, stranieri, senza dimora o altre categorie. Le responsabilità devono essere sempre individuali e fondate su elementi concreti.
Le responsabilità delle istituzioni e della comunità
Una volta ricevuta la segnalazione, il Comune di Alessandria e i soggetti incaricati devono verificare rapidamente la situazione, rimuovere i rifiuti, mettere in sicurezza le griglie e individuare il proprietario del carrello. Se esistono immagini di videosorveglianza utili, la Polizia Locale può valutarle nel rispetto delle procedure previste.
Le istituzioni devono inoltre intervenire sulle condizioni che facilitano il ripetersi del fenomeno: illuminazione insufficiente, cestini inadeguati o pieni, manutenzione discontinua, zone prive di controllo e lunghi tempi di ripristino. La presenza di telecamere può essere utile nei punti più esposti, ma deve essere accompagnata da controlli effettivi, sanzioni applicate e comunicazione dei risultati.
Anche AMAG Ambiente ha un compito operativo importante nella gestione e nella rimozione dei rifiuti abbandonati dopo la segnalazione. L’azienda invita i cittadini a non lasciare materiali fuori dai contenitori e mette a disposizione il numero verde 800 296096, il call center 0131 332000 e l’indirizzo info@amagambiente.it, al quale possono essere inviate anche fotografie.
Ai cittadini non viene chiesto di sostituirsi alle autorità o di affrontare direttamente chi sta commettendo un illecito. Possono però effettuare una segnalazione precisa, indicando luogo, orario e natura del problema, allegando fotografie quando possibile. Nel caso di una griglia rimossa o di un altro pericolo immediato, è importante segnalare chiaramente il rischio affinché l’intervento abbia carattere prioritario.
La pagina Svegliati Alessandria e Mariopiu Coda, pubblicando queste immagini, hanno svolto proprio questa funzione: rendere visibile una situazione che rischiava di passare inosservata. La denuncia pubblica è utile quando non diventa un processo sommario e quando è accompagnata dalla richiesta di un intervento concreto.
Piazza Genova merita di essere curata perché è un luogo della memoria e della quotidianità alessandrina. Difenderla significa chiedere agli enti competenti pulizia, manutenzione e controlli, ma anche affermare con chiarezza che lo spazio pubblico non è terra di nessuno. Ogni rifiuto raccolto, ogni danno riparato e ogni responsabile individuato rappresentano un passo necessario; il risultato duraturo arriverà soltanto quando il rispetto della città tornerà a essere percepito come una responsabilità comune.
Approfondimento sul degrado segnalato nei giardini di piazza Genova, oggi piazza Matteotti, ad Alessandria, con analisi delle responsabilità individuali e istituzionali, delle motivazioni sociali che favoriscono abbandono di rifiuti e vandalismo e delle modalità disponibili per effettuare una segnalazione.
GEO
La segnalazione riguarda i giardini di piazza Matteotti, già piazza Genova, ad Alessandria, area verde situata tra via Dante, corso Lamarmora e le vie del centro cittadino. La piazza è ancora comunemente indicata dagli alessandrini con la denominazione storica di piazza Genova.
Crediti fotografici: immagini pubblicate sulla pagina Facebook Svegliati Alessandria da Mariopiu Coda. Riproduzione con citazione della fonte indicata dall’autore della segnalazione.
Fonti istituzionali: Regolamento comunale d’Igiene della Città di Alessandria e informazioni AMAG Ambiente per quartieri e sobborghi.
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