Obesità, la legge c'è: ora la sfida è renderla davvero operativa. Al Senato il confronto tra istituzioni, medici e associazioni dei pazienti
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Obesità, dopo la legge il Senato chiede cure accessibili, LEA operativi e terapie disponibili per tutti i pazienti.
Agenzia Dire
L'Italia è stata il primo Paese al mondo a riconoscere per legge l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Un risultato storico che ha segnato una svolta culturale e sanitaria. Tuttavia, il riconoscimento normativo rappresenta soltanto il primo passo: perché la legge produca effetti concreti è necessario trasformarla in percorsi di cura realmente accessibili, omogenei su tutto il territorio nazionale e sostenuti da strumenti operativi adeguati. È questo il messaggio emerso con forza dal convegno parlamentare "Obesità: la legge c'è. Ora costruiamo il sistema", svoltosi al Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Raoul Russo (Fratelli d'Italia).
Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com
L'incontro, ospitato nella Sala degli Atti Parlamentari di Piazza della Minerva, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del Ministero della Salute, dell'AIFA, delle Regioni, delle società scientifiche e delle associazioni dei pazienti per fare il punto sull'attuazione della Legge n. 149/2025, approvata circa nove mesi fa e considerata una pietra miliare nella lotta all'obesità.
Dalla legge ai fatti: costruire un sistema nazionale di cura
Se il riconoscimento dell'obesità come patologia cronica ha rappresentato un cambiamento di paradigma, oggi la sfida consiste nel trasformare quel principio in un sistema sanitario realmente funzionante.
Tra gli obiettivi indicati durante il convegno figurano:
- l'attivazione dell'Osservatorio per lo Studio dell'Obesità presso il Ministero della Salute;
- l'aggiornamento dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA);
- il rafforzamento della Rete Italiana dell'Obesità;
- il superamento delle differenze regionali nell'accesso alle cure;
- la piena applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
- una riflessione sulla rimborsabilità dei nuovi trattamenti farmacologici per i pazienti più gravi.
L'obiettivo condiviso è garantire che il diritto alla cura non dipenda dal luogo di residenza o dalle possibilità economiche del paziente.
Schillaci: «L'obesità non è una colpa ma una malattia»
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato il valore storico della legge.
«L'approvazione della Legge n. 149 ha segnato un passaggio importante per il nostro Servizio sanitario nazionale e per milioni di cittadini: riconoscere l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante significa superare stigma e semplificazioni e costruire risposte sanitarie più adeguate».
Il Ministro ha inoltre ribadito l'impegno del Governo nel rafforzare prevenzione, presa in carico multidisciplinare e collaborazione tra Ministero, Regioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti.
Gemmato: «Serve un modello nazionale equo e sostenibile»
Anche il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha evidenziato come il lavoro non possa fermarsi all'approvazione della norma.
Secondo Gemmato, occorre ora accompagnarne l'attuazione attraverso strumenti concreti, costruendo un modello nazionale fondato su tre principi fondamentali:
- appropriatezza clinica;
- sostenibilità economica;
- equità di accesso.
L'obiettivo è garantire percorsi terapeutici uniformi in tutte le Regioni italiane.
Russo: «Osservatorio, LEA e accesso alle cure non possono restare sulla carta»
Il promotore dell'iniziativa, il senatore Raoul Russo, ha lanciato un messaggio molto chiaro.
«La legge c'è. Ora dobbiamo costruire il sistema».
Russo ha ricordato che il Parlamento ha il dovere di trasformare una conquista legislativa in un diritto realmente esigibile, evitando che strumenti fondamentali come l'Osservatorio nazionale, i LEA, i PDTA e l'accesso ai trattamenti restino semplici dichiarazioni di principio.
Secondo il senatore, l'obesità colpisce soprattutto le persone più fragili e non è accettabile che il diritto a curarsi dipenda dal reddito o dalla Regione di appartenenza.
Una malattia che riguarda milioni di italiani
Durante il convegno è stato ricordato come l'obesità rappresenti oggi una delle principali emergenze di salute pubblica.
Non si tratta di una semplice conseguenza di cattive abitudini alimentari o della mancanza di attività fisica, bensì di una malattia cronica complessa, associata a numerose complicanze:
- diabete;
- malattie cardiovascolari;
- disturbi respiratori;
- alcune forme tumorali;
- problematiche psicologiche.
L'impatto sul Servizio sanitario nazionale è enorme sia dal punto di vista clinico sia da quello economico.
Il nodo delle nuove terapie farmacologiche
Uno dei temi più dibattuti riguarda i nuovi farmaci contro l'obesità.
Attualmente molte delle terapie innovative sono quasi completamente a carico dei pazienti, creando una forte disuguaglianza: chi dispone delle risorse economiche può accedervi, mentre chi non può permettersele rischia di restarne escluso.
Il presidente della Società Italiana dell'Obesità (SIO), Silvio Buscemi, ha sottolineato come queste nuove cure rappresentino un'opportunità importante, ma debbano essere inserite in percorsi specialistici controllati e sostenibili.
La proposta è quella di valutare forme di rimborsabilità per i pazienti con obesità severa e maggior rischio di complicanze, attraverso centri specializzati e con un attento monitoraggio clinico.
Le associazioni dei pazienti: «Il diritto alla cura non può aspettare»
Forte anche l'intervento della presidente della Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO), Iris Zani.
Secondo le associazioni dei pazienti, il riconoscimento dell'obesità come malattia rappresenta soltanto l'inizio di un percorso.
Ora occorre garantire:
- accesso reale alle cure;
- centri specialistici dedicati;
- percorsi assistenziali uniformi;
- disponibilità delle terapie innovative;
- tempi di presa in carico adeguati.
Le persone con obesità, è stato ricordato, non possono continuare a pagare di tasca propria trattamenti indispensabili o essere costrette a spostarsi da una Regione all'altra per ricevere assistenza.
La roadmap per il biennio 2026-2027
Il convegno si è concluso con l'impegno condiviso di costruire una vera agenda nazionale sull'obesità.
Tra le priorità individuate figurano:
- rendere operativo l'Osservatorio nazionale;
- completare il programma nazionale sull'obesità;
- aggiornare definitivamente i percorsi assistenziali;
- rafforzare il coordinamento con le Regioni;
- individuare modalità sostenibili per rendere accessibili le terapie innovative.
L'auspicio espresso dai partecipanti è che l'Italia, dopo essere stata la prima nazione a riconoscere per legge l'obesità come malattia, riesca ora a diventare anche un modello internazionale nella concreta applicazione delle cure.
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Immagine fornita dall'Agenzia Dire a corredo del comunicato stampa.
GEO
Obesità, Legge 149/2025, Raoul Russo, Senato, Ministero della Salute, Orazio Schillaci, Marcello Gemmato, LEA, AIFA, Società Italiana dell'Obesità.
Le eventuali immagini realizzate con l'intelligenza artificiale presenti nell'articolo hanno esclusivamente finalità illustrative e non rappresentano fotografie reali dell'evento.
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