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| Dopo la riapertura del dicembre 2024, Notre-Dame entra in una nuova fase di conservazione che interesserà il rosone occidentale, la facciata nord e altri elementi storici della cattedrale. |
Dopo la ricostruzione seguita all’incendio del 2019 e la riapertura al pubblico nel dicembre 2024, la cattedrale di Parigi entra in una nuova fase. Il grande rosone occidentale, la facciata nord del transetto, le vetrate e altri elementi storici saranno interessati da un piano di conservazione del valore di circa 150 milioni di euro.
Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com
Notre-Dame è tornata a vivere, ma il lavoro per proteggerla non è terminato. Dopo la straordinaria ricostruzione che ha permesso alla cattedrale di Parigi di riaprire nel dicembre 2024, l’ente pubblico Rebâtir Notre-Dame de Paris ha annunciato una nuova fase di restauri destinata a proseguire fino al 2033.
I primi due grandi interventi riguarderanno il rosone occidentale, collocato al centro della facciata principale, e la facciata nord del transetto lungo rue du Cloître-Notre-Dame. I lavori dovrebbero iniziare nel corso del 2027.
La nuova campagna non nasce principalmente dalla necessità di riparare ulteriori conseguenze dell’incendio del 15 aprile 2019. Il suo obiettivo è affrontare degradi accumulati nei secoli, danni causati dagli agenti atmosferici e criticità già conosciute prima del rogo.
La riapertura della cattedrale non ha dunque rappresentato la conclusione della rinascita di Notre-Dame, ma il passaggio da una fase di ricostruzione d’emergenza a una lunga strategia di conservazione.
Dodici interventi e un programma fino al 2033
Il nuovo piano direttore, formalizzato nel marzo 2026, comprende dodici operazioni autonome da realizzare progressivamente tra il 2026 e il 2033. Gli interventi saranno organizzati in base all’urgenza, allo stato di conservazione delle diverse parti dell’edificio e alla necessità di utilizzare in modo efficiente ponteggi e infrastrutture di cantiere.
Oltre al rosone occidentale e alla facciata nord del transetto, il programma interesserà gli altri grandi rosoni, le facciate della navata, le vetrate, gli archi rampanti, le torri, le celebri chimere legate ai restauri ottocenteschi di Eugène Viollet-le-Duc e alcune aree del presbiterio.
L’intero programma ha un valore stimato di circa 150 milioni di euro, cifra che comprende anche una previsione dell’inflazione futura. Al momento sarebbero disponibili circa 20 milioni, mentre rimangono da raccogliere 130 milioni attraverso donatori e mecenati.
La sfida economica è quindi ancora molto rilevante. La mobilitazione internazionale seguita all’incendio aveva consentito di raccogliere ingenti risorse, ma la conservazione di un monumento delle dimensioni e della complessità di Notre-Dame richiede investimenti continui.
La gestione dei fondi destinati alla ricostruzione è stata valutata positivamente dalla Corte dei conti francese. Il contenimento dei costi dei lavori già completati o avviati ha inoltre contribuito a rendere possibile l’apertura della nuova fase.
Il grande rosone occidentale e i danni della grandine
Uno degli interventi più delicati sarà quello sul rosone occidentale, una delle immagini più riconoscibili della cattedrale. Collocato sulla facciata che guarda il sagrato, il rosone conserva in larga parte elementi medievali e non è sottoposto a un restauro complessivo dal XIX secolo.
Il tempo, l’inquinamento e gli eventi meteorologici hanno progressivamente compromesso alcune parti della struttura e delle vetrate. A questi problemi si sono aggiunti i danni provocati da una violenta grandinata che ha colpito Parigi nel maggio 2025.
Il restauro dovrà consolidare gli elementi più fragili, recuperare le parti deteriorate e migliorare la protezione dell’insieme. Sul lato esterno è prevista l’installazione di una vetrata protettiva, destinata a difendere le vetrate storiche dagli eventi atmosferici futuri.
L’intervento dovrà trovare un equilibrio tra conservazione, sicurezza e rispetto dell’autenticità dell’opera. In un monumento nel quale ogni elemento appartiene a epoche e restauri differenti, anche una protezione apparentemente semplice richiede studi, verifiche tecniche e il confronto tra storici, architetti, restauratori e specialisti del vetro.
La facciata nord del transetto
Il secondo grande cantiere riguarderà la facciata nord del transetto e il relativo portale, realizzati a metà del XIII secolo sotto la direzione dell’architetto Jean de Chelles.
Le superfici lapidee appaiono oggi scurite e segnate dal tempo. Il contrasto è particolarmente evidente con alcune parti superiori già restaurate, che hanno recuperato una tonalità più chiara.
I lavori previsti dal 2027 riguarderanno la pulitura, il consolidamento delle pietre, il recupero delle decorazioni scolpite e la protezione degli elementi maggiormente esposti. Anche in questo caso l’obiettivo non sarà riportare artificialmente la facciata a un’apparenza nuova, ma preservare la materia storica e rallentare i processi di deterioramento.
Notre-Dame è un edificio costruito e trasformato nel corso di oltre otto secoli. La sua autenticità comprende anche i segni lasciati dal tempo, dalle modifiche architettoniche, dagli interventi ottocenteschi e dalle vicende più recenti.
I cantieri già aperti dopo la riapertura
La nuova fase si aggiunge ad altri lavori già in corso all’esterno della cattedrale. Nel 2025 è cominciato il restauro dell’abside e dei suoi 22 archi rampanti, elementi fondamentali per la stabilità e una delle espressioni più celebri dell’architettura gotica.
Nella primavera del 2026 è stato inoltre aperto il cantiere dedicato all’esterno della sacrestia ottocentesca. L’intervento riguarda le superfici in pietra, le decorazioni scolpite e la copertura, segnate da un avanzato deterioramento.
I restauri dell’abside e della sacrestia erano considerati necessari già prima dell’incendio e dovrebbero proseguire fino al 2028 o al 2029.
La ricostruzione della copertura, della guglia e delle parti danneggiate dal fuoco ha permesso di restituire Notre-Dame al culto e ai visitatori. Il nuovo programma affronta invece la parte meno spettacolare, ma altrettanto decisiva, della tutela: la manutenzione di lungo periodo.
Dall’incendio alla riapertura
Il 15 aprile 2019 il mondo assistette in diretta all’incendio che distrusse la copertura medievale, fece crollare la guglia e danneggiò alcune volte della cattedrale. Per ore si temette che l’intero edificio potesse andare perduto.
La ricostruzione ha mobilitato artigiani, architetti, ingegneri, archeologi, restauratori, carpentieri, scalpellini e specialisti provenienti da numerosi Paesi. Sono state recuperate tecniche tradizionali, selezionate querce per ricostruire le capriate lignee e restaurate migliaia di opere, superfici e decorazioni.
Il 7 dicembre 2024 Notre-Dame è stata ufficialmente riaperta con una cerimonia alla presenza di capi di Stato e rappresentanti internazionali. Il giorno successivo la cattedrale è tornata pienamente alla propria funzione religiosa.
Quella data ha segnato una vittoria simbolica e tecnica, ma non ha cancellato le esigenze di conservazione di un edificio sottoposto ogni giorno all’inquinamento, alle variazioni climatiche, alle precipitazioni e alla pressione di milioni di visitatori.
Un patrimonio che appartiene al mondo
Notre-Dame non è soltanto una chiesa parigina o un monumento francese. È un simbolo dell’architettura gotica europea, un luogo di culto, una testimonianza storica e uno dei monumenti più conosciuti al mondo.
La nuova raccolta di fondi avrà quindi una dimensione internazionale. I 130 milioni ancora necessari dovranno arrivare da mecenati, fondazioni, imprese e cittadini disposti a sostenere il programma di conservazione.
La nuova fase ricorda che la tutela del patrimonio non si conclude con una cerimonia di riapertura. I monumenti storici richiedono controlli, manutenzione, ricerca e investimenti costanti. La vera rinascita di Notre-Dame sarà completa soltanto quando alla ricostruzione seguirà una capacità stabile di proteggerla nel tempo.
Fonti e approfondimenti
Il programma dei nuovi interventi è stato ricostruito attraverso le informazioni diffuse dall’ente pubblico Rebâtir Notre-Dame de Paris e riportate da Finestre sull’Arte.
Ulteriori dettagli sul piano fino al 2033 sono disponibili sul Giornale dell’Arte.
GEO
Parigi, Francia; Île de la Cité; cattedrale di Notre-Dame de Paris; facciata occidentale; rosone occidentale; transetto nord; rue du Cloître-Notre-Dame; patrimonio gotico europeo. Programma di restauro e conservazione previsto tra il 2026 e il 2033.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.
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