Nell'estate di COL VETORAZ tornano le sculture lignee dell'artista Beppino Lorenzet

Nell’estate di Col Vetoraz, torna lo scultore bellunese Beppino 
Lorenzet con una nuova esposizione di opere lignee   
 
Valdobbiadene (Treviso), 24 luglio 2026    
Prosegue con successo Terra d'Arte, il progetto ideato da Col Vetoraz e avviato nel 2022 per 
creare un dialogo sempre più stretto tra il mondo del vino e quello dell'arte. Anche durante la 
stagione estiva l'iniziativa continua a offrire ai visitatori un percorso che valorizza l'incontro tra 
diverse forme di eccellenza, mettendo in relazione la creatività degli artisti del territorio con 
l'identità del Valdobbiadene DOCG e l'esperienza dell'ospitalità in cantina. 
La nuova esposizione ospita le opere dello scultore bellunese Beppino Lorenzet, visibili fino a 
fine ottobre negli spazi della sala accoglienza. La sua ricerca artistica si concentra prevalentemente 
sulla figura umana, maschile e femminile, spesso unite a dettagli che rimandano a memorie 
dell’infanzia contadina. Le sue installazioni prendono vita assumendo, a seconda del soggetto, linee 
morbide o severe, tratti sobri o caricati di particolari, catturando luci o ombre. Le sculture in 
esposizione, realizzate in legno di cirmolo e tiglio, raccontano temi profondamente diversi tra loro, 
accomunati da una forte intensità narrativa. 
 
‘Chi ha preso il mio dentino’; raffigura una scala sulla quale sono arrampicati dei topolini, 
ciascuno dei quali regge un dente, ed è ispirata alla leggenda dell’infanzia del topolino che, senza 
essere scoperto, passava di notte a prendere il dentino caduto e in cambio lasciava una piccola 
moneta. L’installazione ha vinto il 43° Concorso Internazionale di Scultura Lignea ‘Città di Asiago’ 
nella categoria Premio Giuria dei Bambinoi.    
‘Muro’; esprime la verticalità di un pezzo di muro squarciato, che richiama le ferite del nostro 
tempo, segnato dai conflitti e dalla violenza. L'opera vuole essere un invito alla riflessione e un 
mònito contro tutte le guerre. 
‘Donna’; propone la figura esile e filiforme di una donna, affrontando con delicatezza il tema dei 
disturbi alimentari e dell'anoressia, una problematica ancora oggi molto diffusa.  
‘Pugili’ – trae ispirazione da un episodio della storia del pugilato, evocando il primo incontro in cui 
un peso massimo inglese sconfisse un campione afroamericano, offrendo uno spunto di riflessione 
sui cambiamenti sociali e culturali.  
‘Vescovo’ ; è una raffinata miniatura creata in omaggio al clero. 
‘Pallone’; realizzato in legno tiglio per celebrare i mondiali di calcio 2026.  
 
Beppino Lorenzet, autodidatta, alpino con trascorsi di atleta (marcia in montagna), intraprende la 
propria carriera artistica nel 1980, frequestando svariati corsi di scultura e perfezionandosi nella 
tecnica di lavorazione e intaglio del legno. Nel corso degli anni viene a contatto con diverse realtà 
artistiche e culturali anche internazionali, che gli permettono di approfondire ed arricchire la sua 
forma espressiva. Recentemente si è concentrato sulla tecnica di alto e basso rilievo, dando vita a 
opere anche di grandi dimensioni lavorando il legno di olmo, cirmolo, noce o tiglio. Negli anni ha 
partecipato a numerose personali e collettive in Italia e in giro per il mondo in diversi paesi come 
Brasile, Stati Uniti, Svezia, Finlandia, Germania e Giappone.   
«Terra d'Arte nasce dal desiderio di offrire ai nostri ospiti un'esperienza che vada oltre la 
degustazione e racconti il territorio attraverso linguaggi diversi ma complementari», afferma 
Francesca Miotto, responsabile Comunicazione ed Eventi di Col Vetoraz. «Le opere di Beppino 
Lorenzet interpretano valori come memoria, identità e autenticità, gli stessi che guidano ogni 
giorno il nostro lavoro in vigna e in cantina. Accogliere artisti che sanno trasformare la materia in 
emozione significa creare nuove occasioni di incontro e contribuire alla valorizzazione del 
patrimonio culturale e umano del nostro territorio.» 
Vi invitiamo a vivere questa emozionante esperienza visiva e degustativa, raggiungendo il punto più 
alto dell’area del Cartizze, dove ha sede l’azienda, per una indimenticabile immersione tra diverse 
espressioni di eccellenza; il territorio del Valdobbiadene DOCG, oggi Patrimonio UNESCO, gli 
spumanti di Col Vetoraz e le creazioni lignee di Beppino Lorenzet.   
 
Per informazioni: accoglienza@colvetoraz.it – www.colvetoraz.it  
 
 
Col Vetoraz Spumanti S.p.A.  
 
Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a quasi 400 mt di altitudine, nel punto più 
alto dell’omonimo colle parte delle celebri colline del Cartizze. È proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 
1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, 
assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una 
piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi e crescere e raggiungere in soli 25 anni il vertice della produzione 
di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.200.000 kg di uva Docg vinificata l’anno 
da cui viene selezionata la produzione di 1.000.000 di bottiglie. Oggi, oltrepassati i 30 anni la sfida è quella di riuscire a 
mantenere nel tempo questa importante posizione conquistata; questo anche grazie all’entrata in azienda di Francesca e 
Daniele Miotto, figli del proprietario, che condividono e perseguono la stessa filosofia dei predecessori, con il 
dinamismo e la visione tipica delle giovani generazioni. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il 
territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi 
cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi 
enologici nazionali ed internazionali.   
 
 Pubblicato da Maria Pellino 

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