Nel giardino dell’anima con “Vagando tra parole e fiori"

 

Nasce da un percorso intimo e profondo “Vagando tra parole e fiori”, l’opera prima di

Maria Maddalena Ghezzi, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” e

disponibile anche nella versione e-book. La silloge raccoglie liriche affiorate in diverse

stagioni dell’esistenza, ciascuna scaturita da esperienze ed emozioni capaci di segnare la vita

dell’autrice. Sfogliarne le pagine è un po’ come passeggiare in un giardino intimo: ogni poesia

rappresenta un fiore sbocciato dalle parole, capace di sprigionare un profumo che riporta a quei

ricordi e a quelle sensazioni d’origine. «In quest’ottica - scrive, nella Prefazione, il maestro

Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - la parola diviene testimonianza della nostra

formazione culturale e sentimentale, che cataloga, sottrae dall’oblio del tempo, impone il senso

delle radici e della memoria».

L’autrice vive insieme alla sua famiglia in un piccolo borgo del comune di Trento, abbracciata

da boschi e montagne. Per anni ha lavorato come maestra della scuola dell’infanzia, una

vocazione che continua a sentire forte dentro di sé e fin da bambina ha tenuto stretto il

desiderio di dare voce ai propri versi. Nel libro, come rivela già l’immagine di copertina, la

natura non fa semplicemente da sfondo, ma si trasforma in un interlocutore attivo, in

un dialogo costante e profondo con l’uomo. La poesia della Ghezzi va dritta all’essenziale:

sa portare luce laddove c’è buio e sa esaltare la meraviglia delle piccole cose quotidiane che, una

volta messe su carta, rivelano tutta la loro grandezza.

Attraverso i componimenti - tra i quali spicca una poesia dal titolo emblematico “Maestro” - si

intrecciano temi come la memoria, i profumi del passato, la bellezza dei tramonti, la forza della

fede, la speranza e la spinta verso una costante rinascita. L’opera - esposta anche al Salone

Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore - diventa così un invito

a fermarsi, respirare, lasciarsi trasportare dalla delicatezza della parola e a non rinunciare mai al

proprio “sogno nel cassetto”.

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