NATALE PALLI EROE INTELVESE
©2026 Rosa Maria Corti
Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, del presente testo,con qualsiasi mezzo, senza la preventiva autorizzazione scrittadell’autrice.
Tutte le foto pubblicate con il consenso dell'autrice / del fotografo.
***
NATALE PALLI E LA VALLE INTELVI
Natale Palli, l’eroico capitano aviatore che pilotò l’aereo con il poeta Gabriele D’Annunzio nei cieli di Vienna il 9 agosto 1918 con l’87a Squadriglia “Serenissima” per lanciare manifestini con il tricolore italiano, a firma del vate e di Ugo Ojetti, contenenti un invito alla resa e a porre fine alla guerra, era un discendente dei De Aglio o De Allio, famosi architetti, ingegneri, imprenditori intelvesi, che si fecero onore nell’ex impero asburgico. La madre, Francesca De Aglio, andata sposa all'ing. Magnani di Casale Monferrato, infatti, era nata a Scaria (oggi Alta Valle Intelvi) nel 1873 e a Scaria tutt’ora riposa nella Cappella di famiglia sita accanto alla chiesa di S. Nazzaro e Celso.
Palli coltivò sempre il culto degli antenati dei quali andava giustamente orgoglioso, mi riferisco in particolare a Domenico De Allio (che fu insignito dall'imperatore asburgico Ferdinando I della patente di nobiltà come “ architector et insignis artifex”) e a Donato Felice De Allio il cui ritratto, insieme a quello di Domenico, si trova al Museo Diocesano di Scaria.
Palli, che era nato a Casale Monferrato il 24 luglio 1895, è ricordato a Scaria sul Monumento ai caduti in Piazza Carloni (di fronte alla chiesa parrocchiale di Santa Maria), insieme al fratello Silvio, tenente pilota aviatore caduto il 29 ottobre 1918 nei cieli di Orsago (TV) e al fratello Italo, ufficiale pilota aviatore, caduto con il suo apparecchio nel novembre del 1941 nel cielo di Derna (Libia).
CURSUS HONORUM
Natale Palli, che si era arruolato giovanissimo nel Regio Esercito, affascinato dal mondo dell’aviazione, con l’entrata in guerra del Regno d’Italia, chiese e ottenne di essere assegnato al Corpo Aeronautico Militare conseguendo poi, con il grado di sottotenente di complemento, il brevetto di pilota militare il 15 ottobre 1915 sul Campo di Cameri in provincia di Novara. Assegnato all’aviazione quale osservatore per l’artiglieria, fu protagonista in zone d’operazioni di pericolose missioni che gli valsero le prime onorificenze.
Nel gennaio 1916 l’aviatore, in qualità di ricognitore, eseguì il suo primo rilievo fotografico, che confluirà poi nell’Album Palli, qualificandosi come pioniere dell’aerofotografia bellico-militare italiana.
Nell’agosto del 1917 conseguì l’abilitazione a pilotare il velivolo Ansaldo S.V.A., un biplano da ricognizione e bombardamento, mentre nell’ottobre dello stesso anno fu aggregato alla 75a Squadriglia Caccia. Dopo la sua promozione a capitano, avvenuta il 3 febbraio 1918, passò in forza all’87a Squadra “Serenissima” che aveva la sua base all’aeroporto di San Pelagio in provincia di Padova.
IL VOLO SU VIENNA
Dal Campo di San Pelagio con uno SVA monoposto, progettato dagli ingegneri Savoia e Verduzio per la ditta Ansaldo e modificato per accogliere un secondo passeggero, in questo caso D’Annunzio, il nostro si levò in volo alla volta di Vienna capitanando una squadra di altri undici velivoli per una missione definita folle, basti pensare ai 1000 chilometri di volo in sette ore e per quattro quinti del percorso in territorio nemico. Solo sette aerei giunsero alla meta e, dopo aver sganciato i manifestini invitanti alla pace, presero la via del ritorno ovviamente seguendo una rotta diversa per evitare gli attacchi della contraerea nemica.
UN FRAGILE AEREO DI LEGNO E DI TELA SUL GHIACCIAIO DEL POURRY
Il volo su Vienna fu seguito, nel marzo del 1919, a guerra terminata, da un raid San Pelagio-Parigi-Roma, sostenuto da D’Annunzio, in preparazione al Raid Parigi-Tokio che sarà portata a termine da Arturo Ferrarin e Guido Masiero. L’impresa non era delle più facili, considerata la necessità di dover sorvolare le Alpi e il Monte Bianco con possibili repentini cambiamenti delle condizioni atmosferiche, nonché il poco tempo a disposizione e i guasti dell’apparecchio sempre in agguato. Si trattava pur sempre di piccoli e fragili aerei di legno e tela! Francesco Ferrarin, decollato con il suo velivolo insieme a Palli, decise di fare ritorno a causa di una tempesta di neve in arrivo. Palli, invece, coraggiosamente volle continuare la sua missione, incaricato di consegnare al Presidente del Consiglio francese George Clemenceau un messaggio. Era previsto uno scalo a Chambery. Purtroppo neve e nebbia e forse un guasto meccanico lo costrinsero a un atterraggio di emergenza sul ghiacciaio del Pourry a 2500 metri di altitudine. Nell’impatto la fusoliera si staccò e un’ala si ruppe. Impossibilitato a proseguire il volo Palli decise di provare a scendere a valle per cercare aiuto. La neve ghiacciata e il terreno impervio costarono al pilota numerose cadute con traumi e la rottura del bacino. Quando riuscì a raggiungere le prime case della Gurraz era ormai in fin di vita. Si accovacciò in posizione fetale e si addormentò per sempre con il braccio a cingere il capo.
LE DECORAZIONI
Al giovane eroe dagli “occhi di zaffiro e capelli ondivaghi” per valore, prodezza e perizia furono conferite numerose medaglie.
Una Medaglia di Bronzo (Cielo delle Dolomiti, 22 luglio-31 ottobre 1916); una seconda Medaglia di Bronzo (Cielo di Innsbruck, 20 febbraio 1918).
Una Medaglia d’Argento (Cielo del Tirolo, 24 aprile 1917); una seconda Medaglia d’Argento (Cielo dell’ Alto Adriatico,14 aprile 1918).
Una Medaglia d’Oro al V. M. (Cieli della Dalmazia ed Istria, Tirolo e Carnia, settembre-ottobre1918).
Una croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia (Cielo di Vienna, 9 agosto 1918) e una Croce di Guerra belga.
LA STELE E IL MONUMENTO TRILINGUE
In Savoia, partendo da S. Foy Tarentaise, a completamento della mia ricerca sfociata nella pubblicazione di un libro che ha avuto il patrocinio dell'ANMIG e dell’ Aeronautica Militare, ho risalito il fiume Isère alla ricerca della stele che era stata posta nel settembre del 1922 a ricordo del luogo di ritrovamento del corpo dell’aviatore. Dopo una serie d’incontri infruttuosi, sono stata indirizzata a uno storico locale, professor Jean Louis Bradel, che, cortesissimo, si è offerto di farmi da guida e mi fatto scoprire non solo il cippo/ stele posto fra la Raie e la Gurraz lungo la provinciale che porta al colle dell’Iseran, sulla riva destra dell’Isère, ma anche il villaggio della Gurraz con le baite di Covier dove fu ritrovano il corpo dell’aviatore grazie al montanaro Sylvain Silvoz, ex-alpino francese appartenuto al 62° battaglione, e inoltre la cappella di La Thuile/S.Foy dove era stato portato il corpo dell’aviatore.
Nella solitudine di quei luoghi, a cospetto del maestoso ghiacciaio del Pourry, da me ammirato e fotografato dal belvedere di Le Monal, in una delle valli più pittoresche della Savoia, ho potuto comprendere come una missione fortemente sentita possa illuminare una vita anche se breve; in Valle Intelvi, a Scaria dove una via e il Monumento ai Caduti (da me schedato per l’Archivio Pietre della Memoria su progetto iniziale dell’ANMIG umbra, poi esteso a livello nazionale) ricordano Natale Palli e i suoi fratelli, ho ritrovato le radici di quel giovane uomo appassionato di volo e di poesia, di forte sentimento patriottico, con un grande culto del dovere sia come studente prima, sia come soldato poi, non disgiunto dalla memoria affettuosa degli antenati e dei compagni piloti caduti.
IL PASSATO RITORNA
Per concludere, devo dire che per me è stata fonte di grande emozione una serata ricordo presso la Sala Civica del comune di S. Foy Tarentaise, nel corso della quale ho avuto la possibilità di incontrare i discendenti di coloro che ritrovarono il corpo di Natale Palli e l’aereo. Ho conosciuto Lucette Carenne petite-fille di Albert Martin di La Thuie. Dopo aver ritrovato un guanto lacerato e poi il secondo guanto e l’orologio del pilota, Martin convinto d’essere sulla strada giusta seguitò a salire fino a rinvenire l’aereo dove trovò il kepì da capitano con le tre stelle e il pacco destinato al Presidente; mi è stata presentata la nipote di Lucien Empereur-Censier, il capo cantoniere della valle che durante il recupero dell’aereo finì in un crepaccio e dovette essere recuperato a sua volta con grande fatica e, per finire, la nipote di Mathurin Marmottant di La Gurraz il quale essendo una specie di gigante, molto forte e molto alto, era stato ritenuto il più adatto a portar giù la fusoliera dell’aereo. Insieme mi hanno ricordato che il fazzoletto con le iniziali fu ritrovato da Silvain Sylvoz.
In seguito, precisamente nell’aprile 2019, la municipalità di S. Foy ha posto vicino al vecchio cippo recante l’iscrizione “Al Capitano aviatore Natale Palli dell’armata italiana, morto il 21 marzo 1919. Il dipartimento della Savoia”, un Nuovo Monumento con pannello informativo trilingue.
Nella chiesetta di S. Rocco a La Gurraz ho lasciato una mia poesia dedicata a Natale Palli, tradotta in francese da Marc Le Cannu, intitolata:
Oltre il lago, oltre la valle
La notte racchiude sogni,
li lascia vagare lungo i viali del cielo,
là dove l’azzurro ha qualcosa che incanta.
Ti ho incontrato ad un bivio
dove, terribili giganti, balzano le nuvole all’incontro,
la trappola non ancora scattata,
rosa inesplosa la tua giovinezza.
Troppo angusta la terra per te che hai nostalgia
di più vasti spazi, per te che brami
infiniti e silenziosi sentieri. Su per l’invisibile erta,
in un labirinto di stelle, volteggia l’ala, fa giravolte,
danza alla musica del vento, della primavera nascente
ha la freschezza e la forza.
A quel bivio te ne sei andato, cavaliere del cielo hai seguito
la traiettoria segnata dal fato, oltre il lago, oltre la valle,
fuori d’Italia, lontano, a indagare il mistero,
novello Icaro in un eterno cammino di luce.
***
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post