NACISTE PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase

NACISTE
Pippo Bunorrotri 


Scrivo da sempre e so bene quanto sia difficile trovare le parole giuste per raccontare il dolore e la rinascita. Ma leggendo la Poesia "Naciste" (Sei nato) di Pippo Bunorrotri, in assoluto il mio Poeta preferito, le parole non le  ho dovuto cercare, le ho sentite scivolare sulla pelle e, lo ammetto con tutta la mia sincerità di scrittrice e di donna, mi sono commossa fino alle lacrime.
La sua Poesia è speciale perché usa parole semplici per spiegare dolori grandi.
Pippo Bunorrotri parla una lingua universale, limpida, capace di arrivare diritta al cuore senza giri di parole. Quando scrive "Sei nato libero di volare", ti ricorda chi eri prima che il mondo ti cambiasse.
C’è un punto esatto di questa Poesia che mi ha spezzato il fiato, ed è quando il Poeta racconta che, a forza di ricevere obiezioni, l’essere umano impara a "chiedere il permesso per credere in se stesso".
Come scrittrice, cerco sempre di tradurre i sentimenti in emozioni ma qui Bunorrotri ha fatto qualcosa di più grande: ha fotografato la nostra prigione invisibile. Ho pianto leggendo di quelle "ali atrofizzate" a causa delle paure degli altri.
In quel punto esatto ho sentito sulla mia pelle quanto pesano le paure degli altri sulla nostra libertà.
Chi mi legge sa che amo la semplicità, e la forza di questi versi sta proprio in questo: nel dire una verità immensa e dolorosa con parole che tutti possiamo comprendere e sentire nostre.
Ma la bellezza di Bunorrotri sta nel fatto che non ti lascia mai sola nel buio. Dopo averci fatto guardare dentro le nostre fragilità, ci spinge a reagire.
Il finale della Poesia è una liberazione che fa battere forte il cuore. Quando l'anima finalmente decide di guardare fuori, di rompere quelle maledette sbarre e di volare verso l'orizzonte, si sente un senso di pace immenso.
Commentare le Poesie di Pippo Bunorrotri per me è un bisogno dell'anima. Con questo mio commento semplice voglio solo dirgli grazie. 
Grazie per aver ricordato, a me e a chiunque leggerà questa Poesia, che il cielo è ancora lì che ci aspetta. Abbiamo solo bisogno di ricominciare a volare.

Giuseppina De Biase 


Escribo desde siempre y sé muy bien lo difícil que es encontrar las palabras adecuadas para narrar el dolor y el renacimiento. Pero al leer la poesía "Naciste" de Pippo Bunorrotri, por definición mi poeta favorito, no tuve que buscar las palabras, las sentí resbalar por mi piel y, lo admito con toda mi sinceridad de escritora y de mujer, me conmoví hasta las lágrimas. Su poesía es especial porque utiliza palabras sencillas para explicar grandes dolores.
Pippo Bunorrotri habla una lengua universal, límpida, capaz de llegar directo al corazón sin rodeos. Cuando escribe "Naciste libre para volar", te recuerda quién eras antes de que el mundo te cambiara. 
Hay un punto exacto de esta poesía que me cortó la respiración, y es cuando el Poeta relata que, a fuerza de recibir objeciones, el ser humano aprende a "pedir permiso para creer en sí mismo".
Como escritora, siempre busco traducir los sentimientos en emociones, pero aquí Bunorrotri ha hecho algo más grande: ha fotografiado nuestra prisión invisible. Lloré al leer sobre esas "alas atrofíadas" a causa de los miedos de los demás. En ese punto exacto sentí en mi propia piel cuánto pesan los miedos ajenos sobre nuestra libertad. Quienes me leen saben que amo la sencillez, y la fuerza de estos versos radica precisamente en eso: en decir una verdad inmensa y dolorosa con palabras que todos podemos comprender y sentir como nuestras. 
Pero la belleza de Bunorrotri está en que nunca te deja sola en la oscuridad. Después de hacernos mirar dentro de nuestras fragilidades, nos impulsa a reaccionar.
El final de la Poesía es una liberación que hace latir fuerte el corazón. Cuando el alma finalmente decide mirar hacia afuera, romper esos malditos barrotes y volar hacia el horizonte, se siente una sensación de paz inmensa.
Comentar las poesías de Pippo Bunorrotri es para mí una necesidad del alma. Con este comentario sencillo solo quiero decirle gracias.
Gracias por recordarme, a mí y a cualquiera que lea esta poesía, que el cielo todavía está allí esperándonos. Solo necesitamos volver a volar.

Giuseppina De Biase 


NACISTE
Pippo Bunorrotri

Naciste libre para volar

con tu libertad,

y tu vuelo llenaron

de licencias y reparos,

de horizontes luminosos,

de balcones enrejados,

siendo las dudas

tus cerrojos sin candado.

“Puedes pensar lo que quieras

sin embargo, mira lo que piensas”

“Puedes correr muy de prisa

sin embargo, mira donde llegas

y como llegas”

“Puedes hablar con mesura

o gritar con palabras

sin embargo, escucha lo que dices”.

Cada “Puedes” es una licencia

para volar como quieras,

cada “sin embargo,”

es un balcón enrejado

desde donde mirar

ese horizonte que quieres,

entre los dos está la duda

que es ese miedo

que aconseja.

Naciste libre para volar

con tu libertad,

pero en tu tiempo

de aprender a volar,

aprendiste a pedir permiso

para creer en ti,

pero nunca volaste

con tu libertad.

Hasta que un día

comprendiste

que solo tu puede volar

con esa libertad que es tuya,

que tus alas estaban atrofiadas

de los “sin embargo” de alguien

que tenía miedo

de verte caer,

entonces te asomaste al balcón

rompiste las rejas

miraste el horizonte

y volaste hacia él.

Pippo Bunorrotri                



SEI NATO
Pippo Bunorrotri

Sei nato libero di volare

con la tua libertà,

e il tuo volo è pieno

di permessi  e obiezioni,

di orizzonti luminosi,

di  balconi sbarrati,

essendo i dubbi

le tue serrature senza lucchetto.

“Puoi pensare ciò che vuoi

Tuttavia, guarda cosa pensi."

“Puoi correre molto velocemente

Tuttavia, guarda dove arrivi 

E come arrivi"

“Puoi parlare con moderazione

o gridare con le parole

Tuttavia, ascolta ciò che dici."

Ogni "Puoi" è un permesso

Per volare come vuoi,

Ogni “tuttavia”,

È un balcone con le sbarre

da dove guardare

quell'orizzonte che desideri,

Il dubbio risiede tra i due.

Che è quella paura

che consiglia.

Sei nato libero di volare

con la tua libertà,

Ma nel tuo tempo

di imparare a volare,

Hai imparato a chiedere il permesso

Per credere in te stesso,

ma tu non hai mai volato

con la tua libertà.

Fino a quando  un giorno

hai capito

che solo tu puoi volare

con quella libertà che ti appartiene,

che le tue ali erano atrofizzate

dei "tuttavia" di qualcuno

che aveva paura

vedendoti cadere,

Poi hai guardato fuori sul balcone

Hai rotto le sbarre

Hai guardato l'orizzonte

e sei  volato verso di esso. 

Pippo Bunorrotri


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