Pippo Bunorrotri
Scrivo da sempre e so bene quanto sia difficile trovare le parole giuste per raccontare il dolore e la rinascita. Ma leggendo la Poesia "Naciste" (Sei nato) di Pippo Bunorrotri, in assoluto il mio Poeta preferito, le parole non le ho dovuto cercare, le ho sentite scivolare sulla pelle e, lo ammetto con tutta la mia sincerità di scrittrice e di donna, mi sono commossa fino alle lacrime.
La sua Poesia è speciale perché usa parole semplici per spiegare dolori grandi.
Pippo Bunorrotri parla una lingua universale, limpida, capace di arrivare diritta al cuore senza giri di parole. Quando scrive "Sei nato libero di volare", ti ricorda chi eri prima che il mondo ti cambiasse.
C’è un punto esatto di questa Poesia che mi ha spezzato il fiato, ed è quando il Poeta racconta che, a forza di ricevere obiezioni, l’essere umano impara a "chiedere il permesso per credere in se stesso".
Come scrittrice, cerco sempre di tradurre i sentimenti in emozioni ma qui Bunorrotri ha fatto qualcosa di più grande: ha fotografato la nostra prigione invisibile. Ho pianto leggendo di quelle "ali atrofizzate" a causa delle paure degli altri.
In quel punto esatto ho sentito sulla mia pelle quanto pesano le paure degli altri sulla nostra libertà.
Chi mi legge sa che amo la semplicità, e la forza di questi versi sta proprio in questo: nel dire una verità immensa e dolorosa con parole che tutti possiamo comprendere e sentire nostre.
Ma la bellezza di Bunorrotri sta nel fatto che non ti lascia mai sola nel buio. Dopo averci fatto guardare dentro le nostre fragilità, ci spinge a reagire.
Il finale della Poesia è una liberazione che fa battere forte il cuore. Quando l'anima finalmente decide di guardare fuori, di rompere quelle maledette sbarre e di volare verso l'orizzonte, si sente un senso di pace immenso.
Commentare le Poesie di Pippo Bunorrotri per me è un bisogno dell'anima. Con questo mio commento semplice voglio solo dirgli grazie.
Grazie per aver ricordato, a me e a chiunque leggerà questa Poesia, che il cielo è ancora lì che ci aspetta. Abbiamo solo bisogno di ricominciare a volare.
Giuseppina De Biase
Escribo desde siempre y sé muy bien lo difícil que es encontrar las palabras adecuadas para narrar el dolor y el renacimiento. Pero al leer la poesía "Naciste" de Pippo Bunorrotri, por definición mi poeta favorito, no tuve que buscar las palabras, las sentí resbalar por mi piel y, lo admito con toda mi sinceridad de escritora y de mujer, me conmoví hasta las lágrimas. Su poesía es especial porque utiliza palabras sencillas para explicar grandes dolores.
Pippo Bunorrotri habla una lengua universal, límpida, capaz de llegar directo al corazón sin rodeos. Cuando escribe "Naciste libre para volar", te recuerda quién eras antes de que el mundo te cambiara.
Hay un punto exacto de esta poesía que me cortó la respiración, y es cuando el Poeta relata que, a fuerza de recibir objeciones, el ser humano aprende a "pedir permiso para creer en sí mismo".
Como escritora, siempre busco traducir los sentimientos en emociones, pero aquí Bunorrotri ha hecho algo más grande: ha fotografiado nuestra prisión invisible. Lloré al leer sobre esas "alas atrofíadas" a causa de los miedos de los demás. En ese punto exacto sentí en mi propia piel cuánto pesan los miedos ajenos sobre nuestra libertad. Quienes me leen saben que amo la sencillez, y la fuerza de estos versos radica precisamente en eso: en decir una verdad inmensa y dolorosa con palabras que todos podemos comprender y sentir como nuestras.
Pero la belleza de Bunorrotri está en que nunca te deja sola en la oscuridad. Después de hacernos mirar dentro de nuestras fragilidades, nos impulsa a reaccionar.
El final de la Poesía es una liberación que hace latir fuerte el corazón. Cuando el alma finalmente decide mirar hacia afuera, romper esos malditos barrotes y volar hacia el horizonte, se siente una sensación de paz inmensa.
Comentar las poesías de Pippo Bunorrotri es para mí una necesidad del alma. Con este comentario sencillo solo quiero decirle gracias.
Gracias por recordarme, a mí y a cualquiera que lea esta poesía, que el cielo todavía está allí esperándonos. Solo necesitamos volver a volar.
Giuseppina De Biase
NACISTE
Pippo Bunorrotri
Naciste libre para volar
con tu libertad,
y tu vuelo llenaron
de licencias y reparos,
de horizontes luminosos,
de balcones enrejados,
siendo las dudas
tus cerrojos sin candado.
“Puedes pensar lo que quieras
sin embargo, mira lo que piensas”
“Puedes correr muy de prisa
sin embargo, mira donde llegas
y como llegas”
“Puedes hablar con mesura
o gritar con palabras
sin embargo, escucha lo que dices”.
Cada “Puedes” es una licencia
para volar como quieras,
cada “sin embargo,”
es un balcón enrejado
desde donde mirar
ese horizonte que quieres,
entre los dos está la duda
que es ese miedo
que aconseja.
Naciste libre para volar
con tu libertad,
pero en tu tiempo
de aprender a volar,
aprendiste a pedir permiso
para creer en ti,
pero nunca volaste
con tu libertad.
Hasta que un día
comprendiste
que solo tu puede volar
con esa libertad que es tuya,
que tus alas estaban atrofiadas
de los “sin embargo” de alguien
que tenía miedo
de verte caer,
entonces te asomaste al balcón
rompiste las rejas
miraste el horizonte
y volaste hacia él.
Pippo Bunorrotri
SEI NATO
Pippo Bunorrotri
Sei nato libero di volare
con la tua libertà,
e il tuo volo è pieno
di permessi e obiezioni,
di orizzonti luminosi,
di balconi sbarrati,
essendo i dubbi
le tue serrature senza lucchetto.
“Puoi pensare ciò che vuoi
Tuttavia, guarda cosa pensi."
“Puoi correre molto velocemente
Tuttavia, guarda dove arrivi
E come arrivi"
“Puoi parlare con moderazione
o gridare con le parole
Tuttavia, ascolta ciò che dici."
Ogni "Puoi" è un permesso
Per volare come vuoi,
Ogni “tuttavia”,
È un balcone con le sbarre
da dove guardare
quell'orizzonte che desideri,
Il dubbio risiede tra i due.
Che è quella paura
che consiglia.
Sei nato libero di volare
con la tua libertà,
Ma nel tuo tempo
di imparare a volare,
Hai imparato a chiedere il permesso
Per credere in te stesso,
ma tu non hai mai volato
con la tua libertà.
Fino a quando un giorno
hai capito
che solo tu puoi volare
con quella libertà che ti appartiene,
che le tue ali erano atrofizzate
dei "tuttavia" di qualcuno
che aveva paura
vedendoti cadere,
Poi hai guardato fuori sul balcone
Hai rotto le sbarre
Hai guardato l'orizzonte
e sei volato verso di esso.
Pippo Bunorrotri
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