Mostra di ceramiche Raku di Renza Laura Sciutto.


 

ALCHIMIE DI RECUPERO 

 Mutazioni biologiche ed intrecci estetici tra ceramica Raku e metalli di recupero.

Mostra di ceramiche Raku di Renza Laura Sciutto nella Loggia di San Sebastiano dall'11 al 26 luglio.

Inaugurazione sabato 11 luglio alle ore 18,30

 Giovedì e Venerdì dalle ore 17 alle ore 20

 Sabato e Domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 20.

Lo studio e la pratica della ceramica occupa la mia vita da oltre tren'anni Ho camminato a lungo, formandomi e confrontandomi con noti scultori ceramisti italiani, e la mia ricerca ha trovato la sua vera casa nell'antica tecnica di cottura Raku, di origine giapponese. È attraverso questa tecnica che, giocando con fuoco e ossigeno, realizza la maggior parte delle mie sculture, i miei vasi ei miei oggetti d'arredo. 

Lavorare l'argilla per me è un piacere profondo, un divertimento. La natura di questo materiale, la sua plasticità, invita la mia fantasia a sbizzarrirsi senza freni. Eppure, paradossalmente, il mio obiettivo ultimo non è l'eccesso, ma la sottrazione: la ricerca costante di un'essenzialità formale.

 Nell'aspetto e nella funzione di un vaso si può leggere l'intera storia dell'uomo. Affascinata da questa archeologia quotidiana, modello la terra combinando diverse tecniche, ricorrendo soprattutto al colombino. Spesso, però, lascio che la purezza della ceramica venga contaminata da oggetti metallici di recupero, frammenti trovati casualmente che mi suggeriscono soluzioni estetiche inaspettate. Recuperare un potenziale rifiuto significa sottrarlo all'oblio, ridargli una nuova esistenza e utilizzare come documento del passato. Un vaso con un inserto metallico diventa così un ponte teso tra ciò che è stato e ciò che è oggi. In questa mostra si troverà anche una selezione di sculture che fanno parte di un ciclo, per me fondamentale, intitolato "Mutazioni".

La nostra civiltà, troppo spesso, è invasa da rifiuti di ogni tipo che costringono l'ambiente naturale a modificazioni profonde, alterando le condizioni di vita sia vegetali che animali. In queste opere immagino un futuro in cui l'equilibrio ecologico sarà sconvolto. Nelle acque, migliaia di microrganismi – instancabili filtratori e depuratori – aumenteranno a dismisura il proprio volume, inglobando nella loro struttura biologica parti di quello che l'uomo ha abbandonato. Le ciglia di una Vorticella o il flagello di un Urceolus, ora visibili esclusivamente al microscopio, si fanno qui reali, costituiti da filamenti metallici che una natura in ribellione ha trasformato in materia vivente. La stessa sorte tocca ai vegetali, che incorporano parti amorfe assumendo aspetti inusuali e inquietanti, ma capaci di mantenere armonia ed equilibrio nelle forme. Queste sculture vogliono essere uno stimolo e un suggerimento all'uomo, affinché rinunci alla "filosofia dell'abbandono e del gettare via": perché per la natura, il concetto di rifiuto, semplicemente non esiste.

Invito alla lettura: italianewspost.com

Pubblicato da Francesca Giordano


 

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