Morti sul lavoro, altre tre vittime in poco più di 24 ore: tragedie nel Lecchese, nel Leccese e nel Cosentino
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| Tre lavoratori hanno perso la vita in poco più di ventiquattro ore in altrettanti incidenti avvenuti a Colico, Galatone e Mongrassano. |
Tre lavoratori hanno perso la vita in poco più di ventiquattro ore in altrettanti incidenti avvenuti nel Lecchese, nel Leccese e nel Cosentino. Tre tragedie diverse, sulle cui dinamiche sono ancora in corso gli accertamenti delle autorità competenti, ma accomunate da un dato drammatico: tre persone sono uscite di casa per lavorare e non hanno fatto ritorno dalle loro famiglie. Le vittime avevano 27, 58 e 23 anni.
Pier Carlo Lava
Nel Lecchese un operaio di 27 anni muore nel cantiere di una galleria
Il primo incidente è avvenuto durante la notte tra il 21 e il 22 luglio nel cantiere della galleria Monte Piazzo, lungo la strada statale 36, nel territorio di Colico, in provincia di Lecco. Secondo le informazioni diffuse, un operaio di 27 anni sarebbe stato travolto dal cedimento di un elemento strutturale che stava montando. I colleghi hanno immediatamente lanciato l’allarme e il giovane è stato trasportato in ospedale, dove è morto poco dopo. L’operaio lavorava per un’impresa impegnata in subappalto. Anas ha comunicato la propria collaborazione con l’autorità giudiziaria e con l’Ats per ricostruire l’accaduto; i lavori venivano effettuati durante la chiusura notturna della galleria al traffico. Fonte: ANSA
Nel Leccese un lavoratore precipita da un capannone
Nella tarda mattinata del 22 luglio un’altra tragedia si è verificata nella zona industriale di Galatone, in provincia di Lecce. Un operaio di 58 anni, dipendente di un’azienda operante nel settore della sicurezza stradale, è precipitato da un’altezza di circa sette metri mentre era impegnato in un intervento all’interno o in prossimità di un capannone aziendale. I sanitari del 118, arrivati sul posto, non hanno potuto salvarlo. Sono intervenuti anche i carabinieri e gli ispettori dello Spesal, ai quali spetta verificare la dinamica della caduta e il rispetto delle misure previste per i lavori in quota. Ogni eventuale responsabilità potrà essere stabilita soltanto al termine degli accertamenti. Fonte: Il Fatto Quotidiano
Nel Cosentino la vittima più giovane: aveva 23 anni
Il 21 luglio, all’interno del parco eolico “Aria del vento” di Mongrassano, in provincia di Cosenza, aveva perso la vita un operaio di appena 23 anni. Il giovane stava svolgendo un intervento di manutenzione a un’altezza compresa, secondo le prime informazioni, tra 60 e 70 metri. Per cause ancora da chiarire, sarebbe rimasto incastrato negli ingranaggi dell’impianto. Il recupero della salma ha richiesto l’intervento di una squadra dei Vigili del fuoco specializzata nelle operazioni in quota. Le indagini, coordinate dalla Procura di Cosenza, dovranno chiarire l’esatta dinamica e verificare anche la presenza e l’impiego dei dispositivi di protezione previsti. Fonte: ANSA
Un’emergenza che non può essere considerata inevitabile
I tre incidenti si sono verificati in contesti molto diversi: una galleria stradale, un capannone industriale e una torre eolica. In tutti i casi saranno le indagini a stabilire se le procedure fossero adeguate, se i dispositivi di protezione fossero disponibili e correttamente utilizzati, se la formazione fosse sufficiente e se l’organizzazione del lavoro avesse previsto tutti i rischi. È fondamentale non anticipare conclusioni e non attribuire responsabilità prima che siano completati gli accertamenti. Allo stesso tempo, la ripetizione di incidenti mortali impone una riflessione che vada oltre la singola tragedia.
Gli ultimi dati disponibili, rilevati dall’Inail al 31 maggio 2026, indicano 173.899 denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro, con un aumento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce con esito mortale in occasione di lavoro sono state 263, otto in meno rispetto all’anno precedente. A queste si aggiungono 97 denunce mortali relative agli incidenti in itinere. Si tratta di numeri provvisori e soggetti a consolidamento, che non devono essere confusi automaticamente con i casi definitivamente riconosciuti dall’Istituto, ma che descrivono comunque la dimensione del fenomeno. Dati aperti Inail
Il lieve calo delle denunce mortali non può diventare motivo di rassicurazione, soprattutto considerando che nello stesso periodo sono aumentate le denunce complessive. La prevenzione deve essere costruita ogni giorno attraverso formazione concreta, controlli mirati, manutenzione degli impianti, corretta gestione dei lavori in quota, rispetto dei tempi di riposo e verifica della sicurezza lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti.
Ogni incidente deve essere esaminato per individuare eventuali errori, carenze o procedure da migliorare. Ma la sicurezza non può iniziare soltanto dopo una morte: deve precedere l’ingresso del lavoratore nel cantiere, accompagnarlo durante ogni operazione e diventare parte effettiva dell’organizzazione aziendale. Le tre vittime del Lecchese, del Leccese e del Cosentino ricordano ancora una volta che lavorare senza rischiare la vita non è una concessione, ma un diritto fondamentale.
GEO
Tre operai sono morti in poco più di ventiquattro ore in altrettanti incidenti sul lavoro avvenuti nel Lecchese, nel Leccese e nel Cosentino. Le vittime avevano 27, 58 e 23 anni. Gli incidenti si sono verificati nella galleria Monte Piazzo di Colico, in un capannone industriale di Galatone e nel parco eolico di Mongrassano. Le autorità competenti stanno svolgendo gli accertamenti necessari per ricostruire le dinamiche e verificare il rispetto delle misure di sicurezza. Secondo i dati Inail rilevati al 31 maggio 2026, nei primi cinque mesi dell’anno sono state presentate 263 denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.
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