MI PROPRIO LOCO PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase

MI PROPIO LOCO 
Pippo Bunorrotri 


Questa Poesia 
non è un inno alla follia, ma un vero e proprio manifesto di liberazione, che si apre con una promessa solenne di riscatto: 
un giorno la mia follia arriverà /
quella che spezzerà le mie catene /
e libererà i miei legami /
e sarò il mio stesso pazzo.
Il cuore pulsante dell'opera risiede proprio in quest'ultima e  potente espressione: "il mio stesso pazzo". Con queste parole Pippo Bunorrotri  non descrive una perdita di controllo, ma uno sdoppiamento necessario. Ognuno di noi nasconde un alter ego ribelle, un doppio interiore che la razionalità tenta continuamente di soffocare.
Quando le catene finalmente si rompono, questo "matto personale" prende la guida, non per distruggere, ma per salvare. La follia perde così ogni significato negativo e si trasforma nel più alto strumento di autenticità. Far emergere il proprio pazzo significa gettare via le maschere imposte dalla società, smettere di recitare un ruolo e rivendicare il diritto universale di vivere senza filtri, finalmente liberi e fedeli solo a se stessi.
Bunorrotri attraverso una scrittura diretta e profondamente introspettiva, esplora i temi della libertà personale, della ricerca dell'io autentico e del rifiuto delle convenzioni sociali, offrendo al lettore uno specchio in cui riconoscere le proprie fragilità e la propria forza latente.
 
Giuseppina De Biase 


Esta poesía no es un himno a la locura, sino un verdadero manifiesto de liberación que se abre con una promesa solemne de redención: un día llegará mi locura /  aquella que romperá mi cadenas / 
y liberará mis lazos /
y seré mi propio loco.
El corazón palpitante de la obra reside precisamente en esta última y poderosa expresión: "mi propio loco". Con estas palabras, Pippo Buonarroti no describe una pérdida de control, sino un desdoblamiento necesario. Cada uno de nosotros esconde un alter ego rebelde, un doble interior que la racionalidad intenta sofocar continuamente. Cuando las cadenas finalmente se rompen, este "loco personal" toma el mando, no para destruir, sino para salvar. De este modo, la locura pierde todo significado negativo y se transforma en el instrumento más alto de autenticidad. Hacer emerger al propio loco significa arrojar las máscaras impuestas por la sociedad, dejar de interpretar un papel y reivindicar el derecho universal de vivir sin filtros, finalmente libres y fieles solo a uno mismo.
A través de una escritura directa y profundamente introspectiva, Buonarroti explora los temas de la libertad personal, la búsqueda del yo auténtico y el rechazo de las convenciones sociales, ofreciendo al lector un espejo en el cual reconocer sus propias fragilidades y su fuerza latente.

Giuseppina De Biase 


MI PROPIO LOCO


Algún día llegara mi locura,

esa que romperá mis grilletes

y mis amarras soltara

y seré mi propio loco.

Ese con quien me perderé

en la confina soledad

y habitaremos en el borde

del acantilado del silencio

lanzando discursos

al ruido mundo

con nuestras voces mudas,

libraremos batallas a muerte

rindiéndonos a los abrazos

de lo inexplicable

de lo inextinguible

de esa soledad compartida

de la locura.

Algún día

nuestros delirios

colisionaran

en una sola locura,

fusionándose

en ese relámpago

que rasga el espacio

de la soledad cósmica

descomponiendo la razón

de nuestra locura.

Algún día llegara mi locura

y me pondrá frente a frente

con mis demonios,

con mis abismos,

con la oscuridad más negra,

sin juicios ni demencias

y la soledad

no me soltara jamás.

Algún día

seré mi propio loco.

Pippo Bunorrotri               

 (Del Poemario “Las Soledades de Tiempo”)


IL MIO STESSO  PAZZO


Un giorno la mia follia arriverà,

quella che spezzerà le mie catene

e libererà i miei legami

e sarò il mio stesso pazzo.

Quella con cui mi perderò

nei confini della solitudine

e mi soffermero'  sul limite

dalla scogliera del silenzio

tenendo  discorsi

al rumore del mondo

con le nostre voci silenziose,

Combatteremo fino alla morte

arrendendoci agli abbracci 

dell'inspiegabile

dell'inestinguibile

di quella solitudine condivisa

della follia.

Un giorno

le nostre illusioni

Si scontreranno 

in un singolo atto di follia,

fondendosi

in quel lampo

che lacera lo spazio

della solitudine cosmica

Scomponendo  la ragione

della nostra follia.

Un giorno la mia follia arriverà.

e mi metterà faccia a faccia

con i miei demoni,

con i miei abissi,

con la più nera oscurità,

senza giudizio o demenza

e solitudine

Non mi lascerà mai andare.

Un giorno

Sarò il mio stesso pazzo.

Pippo Bunorrotri 

(Tratto dalla raccolta di poesie “Le solitudini del tempo”)

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