LA LONTANANZA di Vincenzo Savoca.
LA LONTANANZA
La lontananza
non ha misure.
È senza spazio,
né ha distanze.
Non serve
misurarla,
quantificarla
coi numeri.
La lontananza
è non sentire
il cuore di chi
se n'è andato.
In piaghe di silenzio,
in fiorire di stanche
pene, ancora l'ascolto.
L'Infinita Dimensione dell'Assenza in "La lontananza" di Vincenzo Savoca
Recensione di Francesca Giordano
Nella lirica La lontananza, Vincenzo Savoca ci consegna una riflessione folgorante e intimista su uno dei sentimenti più universali e complessi dell'esperienza umana. Lontano dalle scorciatoie del sentimentalismo, il poeta ragusano affronta il tema del distacco privandolo di ogni connotazione fisica o geografica per restituircelo nella sua nuda essenza psicologica e spirituale.
La scomposizione dello spazio
La prima parte della poesia si muove per sottrazioni geometriche:
“La lontananza / non ha misure. / È senza spazio, / né ha distanze.”
Savoca liquida immediatamente l'idea che la separazione possa essere quantificata. Non ci sono chilometri, non ci sono fusi orari né numeri capaci di contenere il vuoto lasciato da chi parte. La lontananza viene così astratta, elevata a una dimensione assoluta che sfugge alla logica della materia. Il perno lirico ed emotivo si svela nella terza quartina, dove il poeta offre una definizione folgorante: la vera lontananza non è un dato oggettivo, ma una condizione dell'anima. È “non sentire / il cuore di chi / se n'è andato”. È l'interruzione di una frequenza emotiva, il silenzio radio dei sentimenti.
La cura del dolore e l'attesa
La chiusa della poesia tocca vertici di rara intensità espressiva. Attraverso l'uso di sinestesie e ossimori analogici di forte impatto visivo — come le “piaghe di silenzio” e il “fiorire di stanche / pene” — Savoca descrive un dolore che, pur essendo logorante ("stanche pene"), è paradossalmente vivo, capace persino di "fiorire". È in questo terreno fertile di sofferenza che si consuma l'atto finale: “ancora l'ascolto”. Un finale aperto, che trasforma la rassegnazione in una forma di ostinata e dolorosa fedeltà emotiva.
Con un linguaggio essenziale, privo di fronzoli e retorica, Savoca adotta un verso breve e spezzato che ricalca il ritmo del respiro affannato o del battito cardiaco sospeso. La lontananza si rivela così un testo denso, una bussola poetica per orientarsi nei territori dell'assenza, confermando la capacità dell'autore di dare voce ai silenzi più profondi dell'animo umano.

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