La geometria dell’assoluto Poesia di Giuseppina De Biase

La geometria dell’assoluto

Esiste una fame che non si cura con i confini

una febbre di chi cerca il tutto o il niente,

senza sconti, senza tregue, senza compromessi.

Si guarda il mondo e si vede solo una gabbia di misure, di calcoli, di ore contate

mentre dentro spinge un vuoto che vuole l’immenso.

La geometria dell’assoluto non ammette confini

È una linea diritta

o ci si perde del tutto o non si comincia mai.

Nessun riparo, nessuna via di mezzo, nessun limite.

Chi è malato di assoluto, di infinito cerca la vertigine del mare dove l’acqua non tocca,

il punto esatto in cui la logica tace.

Crollano gli argini delle certezze quotidiane,

bruciano i compromessi che stringono il respiro.

Resta solo una traiettoria tesa verso l’eterno,

un urlo silenzioso che pretende ogni cosa:

tutta la luce, tutto il buio, tutta la fine.

Non si cercano strade, ma l’orizzonte intero.

Ci si sporge sull’orlo dell’abisso senza paura,

perché l’unica forma possibile di esistenza è diventare cielo,

naufragare per sempre dentro il tutto.

Giuseppina De Biase

(16/7/2026)

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