La geometria dell’assoluto
Esiste una fame che non si cura con i confini
una febbre di chi cerca il tutto o il niente,
senza sconti, senza tregue, senza compromessi.
Si guarda il mondo e si vede solo una gabbia di misure, di calcoli, di ore contate
mentre dentro spinge un vuoto che vuole l’immenso.
La geometria dell’assoluto non ammette confini
È una linea diritta
o ci si perde del tutto o non si comincia mai.
Nessun riparo, nessuna via di mezzo, nessun limite.
Chi è malato di assoluto, di infinito cerca la vertigine del mare dove l’acqua non tocca,
il punto esatto in cui la logica tace.
Crollano gli argini delle certezze quotidiane,
bruciano i compromessi che stringono il respiro.
Resta solo una traiettoria tesa verso l’eterno,
un urlo silenzioso che pretende ogni cosa:
tutta la luce, tutto il buio, tutta la fine.
Non si cercano strade, ma l’orizzonte intero.
Ci si sporge sull’orlo dell’abisso senza paura,
perché l’unica forma possibile di esistenza è diventare cielo,
naufragare per sempre dentro il tutto.
Giuseppina De Biase
(16/7/2026)
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