LA GEOGRAFIA UMANA DI GOFFREDO PALMERINI - Il mosaico della memoria tra radici abruzzesi e orizzonti globali




Recensone di Fiorella Franchini 


NAPOLI - Nell’anno in cui L’Aquila celebra il suo storico ruolo di Capitale Italiana

della Cultura, la letteratura del territorio risponde con un’opera che ne incarna

profondamente lo spirito identitario e, al tempo stesso, la vocazione universale.

Personaggi e Persone. 99 profili, memorie e ricordi (2005 – 2025), One Group Edizioni, si

presenta non come una semplice silloge biografica, ma come un vero e proprio atto di

resistenza intellettuale ed etica contro l’oblio. Attraverso una sapiente architettura

narrativa che ha richiesto vent’anni di gestazione, Goffredo Palmerini, giornalista e

scrittore, mette in scena una polifonia di esistenze che, pur partendo dalle pendici del Gran

Sasso, finiscono per abbracciare i cinque continenti, componendo un atlante sentimentale

e storico che unisce il microcosmo locale alla macrostoria dell’emigrazione italiana.

Il titolo scelto da Palmerini racchiude la chiave di lettura dell’intera opera. Esiste una

sottile ma sostanziale linea di demarcazione e, al contempo, di continuità tra il

“personaggio” e la “persona”. Il personaggio appartiene alla sfera pubblica, alla cronaca, ai

libri di storia, alle istituzioni; la persona custodisce la dimensione intima, le fragilità, i

valori familiari, i sacrifici quotidiani. Goffredo Palmerini, si legge nella Prefazione,

“riesce a cogliere l’essenza del passaggio terreno degli uomini e delle donne, conosciute

con maggiore o minore profondità, non fa differenza, ma che tuttavia hanno lasciato un

segno riconoscibile nelle azioni e nei comportamenti, esempi di cui abbiamo beneficiato

spesso inconsapevolmente, alla stregua di un’eredità morale”.

L’originalità del registro giornalistico di Palmerini risiede proprio nella capacità di

ribaltare costantemente queste prospettive. I grandi nomi della cultura e della politica

internazionale vengono restituiti alla loro nuda e pulsante umanità, mentre figure

apparentemente ordinarie, artigiani della vita quotidiana o pionieri dell’emigrazione,

vengono elevate alla dignità di personaggi storici. Il volume si articola in 99 capitoli

indipendenti che rifiutano la rigidità di una scansione enciclopedica per sposare il ritmo

fluido del diario evocativo. Come giustamente suggerito nelle pagine introduttive dai

preziosi contributi critici di Luca Bergamotto e Andrea Fusco, il lettore è invitato a

una consultazione non necessariamente sequenziale, potendo navigare a salti in questo

dizionario di vite esemplari, lasciandosi guidare dalla curiosità o dalle risonanze emotive

dei singoli nomi.

Sfogliando le oltre trecento pagine del testo, emergono con chiarezza tre filoni tematici

interconnessi che compongono il codice interpretativo del libro. In primo luogo, vi è la

celebrazione dell’Aquilanitas e dell’Abruzzo più autentico. Figure come lo storico

Alessandro Clementi, il politico Tullio de Rubeis, il compositore Vittorio

Antonellini o intellettuali del calibro di Anna Ventura e Raffaele Colapietra

vengono ritratti non come monumenti statici, ma come parte integrante di una comunità

viva, ferita ma capace di produrre pensiero critico e bellezza.

Il secondo filone intercetta i grandi protagonisti della storia culturale e istituzionale

italiana e internazionale. Palmerini evoca i suoi incontri e le sue riflessioni su giganti del


nostro tempo: dalle melodie immortali di Ennio Morricone al rigore civile di David

Sassoli, da Ondina Valla all’attore francese Michel Piccoli. Ogni ritratto non si limita

alla sterile elencazione dei successi professionali, ma cerca di rintracciare il “battito vitale”

e la lezione morale che queste figure lasciano in eredità.

Il tema che rappresenta il nucleo più originale e caro alla poetica dell’autore, da anni

attento osservatore delle dinamiche dell’emigrazione, è quello che unisce l’Italia alle sue

comunità oltreoceano. Attraverso i profili di figure come Enrico Mancinelli in Canada,

Gaetano Bafile in Venezuela, Joseph D’Andrea, Omero Sabatini e la famiglia

Fante negli Stati Uniti, Palmerini scrive un capitolo fondamentale dell’epopea della nostra

diaspora. Dal punto di vista stilistico, Palmerini si conferma un maestro del ritratto

letterario. La sua scrittura è sorvegliata, elegante e ricca senza però indulgere nel barocco o

nell’autocompiacimento. Il suo metodo d’indagine unisce il rigore filologico dello storico,

attento alle date, ai contesti sociologici, alle genealogie, alla sensibilità del cronista, capace

di cogliere il dettaglio rivelatore, l’aneddoto illuminante, lo sguardo che definisce

un’esistenza.

In un’epoca dominata dalla “liquidità” delle relazioni e dal consumo rapido e superficiale

delle informazioni, questo libro rappresenta un archivio cartaceo della memoria collettiva

che richiama il monito di Anneliese Knoop-Graf: “dimenticanza è sciagura, mentre la

memoria è riscatto”. La finalità dell’opera, come emerge chiaramente dalla nota

dell’autore, è duplice: da un lato, documentaria, volta a fissare su carta frammenti di storia

che altrimenti rischierebbero di disperdersi; dall’altro, profondamente etica, offrendo alle

nuove generazioni modelli di rigore professionale, dignità e attaccamento alle proprie

radici.

Personaggi e Persone non è semplicemente un libro di memorie locali, ma un’opera che

utilizza il territorio abruzzese come un prisma attraverso cui riflettere le complessità del

Novecento e del nuovo millennio. Goffredo Palmerini riesce a tessere una trama

invisibile che collega L’Aquila al mondo, dimostrando che non esiste una periferia della

storia quando si ha la capacità di raccontare l’uomo nella sua interezza. Il volume si fa così

celebrazione della ricchezza profonda dell’identità italiana che spesso riusciamo a cogliere

solo quando muta forme e latitudini, quasi a confermare, parafrasando Giuseppe

Prezzolini, che “siamo ridotti a questo, qualche volta: a prendere idealmente un

piroscafo e guardarla da lontano, questa nostra Italia, per poterla amare davvero”.


Giornalista e scrittrice 

Commenti