INTERVISTA A SONIA DELPONTE E FILIPPO MANDIROLA, IDEATORI DELL'ALTALENA ARTISTICA "PAESI SOSPESI" DI CASASCO
Negli ultimi anni in molte regioni italiane si stanno diffondendo progetti di “arte pubblica” che attraversano grandi installazioni artistiche all’aperto, liberamente fruibili da tutti, promuovono la bellezza e il fascino delle valli appenniniche, dei territori, delle aree interne del paese, il turismo “lento” e consapevole che riesce a entrare in contatto con l’anima profonda dei luoghi.
Le valli del Piemonte meridionale, al confine con Liguria e Lombardia, sono tra le più attive nel promuovere questi interessanti progetti. Uno dei più recenti è l’altalena artistica di Casasco, situata in frazione Magrassi sul crinale che divide le valli Curone e Grue, nata dalla collaborazione tra Sonia Delponte, artista originaria di Volpedo e Casasco nota per le sue installazioni che mettono insieme pittura, assemblaggi e altre tecniche artistiche, e Filippo Mandirola, falegname e artista di Casasco, che hanno unito manualità, idee e amore per il territorio creando una romantica installazione di grande fascino, l “altalena artistica” con la seduta a forma di cuore, la ”Paesi Sospesi”.
Li abbiamo intervistati per capire come è nata la loro collaborazione e per saperne di più su questo affascinante progetto.
Chi è Sonia Delponte
Sonia Delponte è un’artista alessandrina, originaria di Volpedo, il paese della Val Curone che ha dato i natali al celebra pittore Pellizza, e Casasco. Sonia ha creato un suo stile personalissimo basato sull’utilizzo di materiale “poveri” e dimenticati per creare micro-installazioni che mettono insieme pittura, assemblaggi e altre tecniche come i paesi sospesi.
Nel 2020 ha deciso di approfondire le sue conoscenze artistiche con un percorso di studio di 5 anni sulle principali tecniche accademiche, con la pittrice
Alessandra Sessa.
Alessandra Sessa.
Dal 2021 ha esposto in numerose mostre sul territorio alessandrino con il movimento Casualista a Castelnuovo Scrivia, Castellazzo Bormida, Tortona ed Alessandria.
Nel 2023 ha realizzato la sua prima mostra personale dal titolo “Paesi Sospesi” a Voghera (PV) e successivamente ha partecipato a varie esposizioni in Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio e altre regioni italiane. Il suo lavoro è incentrato sulla filosofia dell’“arte del recupero” che punta a ridare nuova vita a materiali dimenticati o considerati inutili trasformandoli in creazioni originali, e a dimostrare che si può fare arte anche con materiali “poveri”.
Nel 2026 a Tortona ha aperto lo “Spazio Arte Viva” assieme a Gabriella Ghiotto, che ha già ospitato diverse mostre e iniziative dedicate a tutte le arti.
Chi è Filippo Mandirola
Filippo Mandirola ha un laboratorio di restauro e costruzione a Casasco, e grazie alla sua “vena artistica” ama collaborare con gli artisti per creare qualcosa insieme, e dare sostegno a questi borghi. Si considera un “promotore del territorio” e sogna di creare una grande installazione permanente a cielo aperto. Ha già collaborato alle diverse opere che si trovano sul territorio del comune di Casasco, dalla prima “Big Bench” del tortonese, realizzata in collaborazione con il circuito Big Bench del Piemonte, alla scritta monumentale “Bellissimo” progettata da Giulio Alvigini, all’anello delle “Laudato Si” sul cammino di San Francesco, percorso naturalistico e spirituale a cura del Meic (Movimento Ecclesiale di impegno culturale) di Tortona.
Quale messaggio vuoi trasmettere con i tuoi “paesi sospesi” che nell’altalena artistica di Casasco per la prima volta entrano in un’opera collettiva di grandi dimensioni?
Sonia Delponte: I miei “Paesi sospesi”, simbolo di leggerezza e sospensione, sono legati alla tradizione dei nostri luoghi, ma non rappresentano, necessariamente, una ricerca del lasciare o tornare, ma il piacere del ricordo di qualche cosa che è stato e che ci portiamo nel cuore. Con questa nuova installazione vorrei sottolineare l’amore per il territorio, la rappresentazione di borghi onirici, di paesaggi collinari che sembrano fluttuare nell’aria, che vogliono richiamare la bellezza del territorio piemontese. Con i “paesi sospesi” voglio richiamare le mie origini, e valorizzare la bellezza dei paesaggi di questi luoghi. Le casette hanno le finestrelle a forma di cerchio perché io le vedo come simbolo di riciclo, continuità, ritorno.
Quali materiali avete usato per la realizzazione dell’opera? Vi siete ispirati anche in questo caso alla filosofia dell’arte del recupero?
Sonia Delponte: l’aspetto interessante di questa altalena artistica, posizionata in una zona panoramica al confine tra le Valli Curone e Grue che permette di ammirare le nostre valli in una situazione poetica, oltre all’aspetto emotivo e all’affetto per il territorio, è che c’è stata una ricerca di materiali di recupero ai quali dare nuova vita provenienti da diversi luoghi, in modo che tutti possano rivedersi e identificarsi con quest’opera e con l’amore per il proprio territorio.
Filippo Mandirola: i materiali provengono da zone diverse e in buona parte si tratta di materiali di recupero, ritagli che ho conservato da miei lavori di restauro. Alcune parti provengono da un solaio del Seicento di Garbagna, altri da botti del vino della Val Curone, altri ancora da vecchie travi, qualcosa anche da un pontile in Liguria. Anche i pali non provengono dalla foresta vergine, ma sono “originari” di un vecchio bosco dismesso. Per realizzare l’altalena artistica abbiamo messo insieme la manualità e le idee, uniti dal concetto di “arte del recupero” e di dare nuova vita ai materiali attraverso l’arte.
Da che cosa è nata la vostra collaborazione dalla quale è nato il progetto dell’altalena artistica?
Sonia Delponte: La nostra collaborazione è nata dall’amore per il territorio del quale siamo originari, anche parte della mia famiglia è originaria di Casasco. La sinergia è nata così, e grazie al lavoro fatto assieme a Filippo ho avuto la possibilità di creare un’installazione più grande con uno dei miei “paesi sospesi” che di solito hanno dimensioni più piccole.
Negli ultimi anni si sono diffuse le installazioni di arte pubblica all’aperto. Secondo voi hanno un ruolo importante nel promuovere e far conoscere i territori delle valli appenniniche e delle aree interne del Piemonte e di tutto il paese?
Filippo Mandirola: siamo entrambi convinti che l’arte pubblica e le installazioni all’aperto siano fondamentali per promuovere il territorio delle nostre valli, renderlo più fruibile, attirare le persone e passare insieme dei momenti di condivisione.
C’è qualcuno in particolare che volete ringraziare per aver sostenuto e promosso la nascita di quest’opera?
Filippo Mandirola: Vogliamo ringraziare il Comune di Casasco, che ha accolto e sostenuto con tanto entusiasmo questo progetto, e i fratelli Allegrone Fabrizio e Marziano di Magrassi che ci hanno concesso l’uso del terreno sul quale sorge l’altalena artistica: senza la possibilità di lavorare in questo spazio, il nostro progetto non sarebbe stato possibile.
Andrea Macciò




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