Incidenti stradali, la distrazione è la prima causa: smartphone, velocità e manutenzione possono trasformare un viaggio in tragedia
| Usare lo smartphone mentre si guida riduce l’attenzione e aumenta il rischio di incidenti: sicurezza, prudenza e manutenzione del veicolo restano fondamentali. |
L’auto uscita di strada lungo la statale 494 tra Alessandria e Valmadonna, con il conducente trasportato in ospedale fortunatamente in condizioni non gravi, riporta l’attenzione su un problema che riguarda ogni giorno migliaia di persone. La dinamica di questo specifico incidente è ancora in fase di accertamento e non è quindi possibile attribuirlo alla distrazione, alla velocità o a un guasto meccanico. L’episodio può però diventare lo spunto per riflettere sui comportamenti e sulle condizioni dei veicoli che, a livello nazionale, contribuiscono a provocare un numero ancora altissimo di vittime e feriti.
Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com
In Italia quasi 475 incidenti con feriti ogni giorno
Gli ultimi dati annuali completi disponibili, riferiti al 2024, descrivono una situazione impressionante. In Italia si sono verificati 173.364 incidenti stradali con lesioni alle persone, nei quali sono morte 3.030 persone e ne sono rimaste ferite 233.853. Significa, in media, circa 475 incidenti, 8 morti e oltre 640 feriti ogni giorno. Rispetto al 2023, gli incidenti e i feriti sono aumentati entrambi del 4,1%, mentre le vittime sono diminuite soltanto dello 0,3%.
Le prime stime relative al periodo gennaio-giugno 2025 hanno mostrato un miglioramento: 82.344 incidenti con lesioni, 111.090 feriti e 1.310 morti, con una riduzione rispettivamente dell’1,3%, dell’1,2% e del 6,8% rispetto al primo semestre del 2024. Si tratta di un segnale positivo, ma ancora insufficiente rispetto all’obiettivo nazionale ed europeo di dimezzare entro il 2030 il numero delle vittime e dei feriti gravi rispetto al 2019.
Distrazione, precedenza e velocità: le cause più frequenti
La guida distratta o dall’andamento indeciso è la circostanza accertata o presunta più frequente tra quelle rilevate dalle forze dell’ordine. Nel 2024 ha rappresentato il 15,7% delle cause, pari a 35.371 casi. Seguono il mancato rispetto della precedenza o del semaforo, con il 13,5%, e la velocità troppo elevata, con l’8,6%. Insieme, questi tre comportamenti hanno rappresentato il 37,8% delle cause registrate.
La distrazione pesa soprattutto sulle strade extraurbane, dove arriva al 22,1% delle cause, contro il 13,2% sulle strade urbane. Fuori dai centri abitati, inoltre, la velocità troppo elevata rappresenta l’11,2% delle circostanze rilevate. Bisogna precisare che le statistiche non attribuiscono necessariamente a ogni incidente una sola causa: possono essere registrate più circostanze per ciascun veicolo coinvolto e una parte delle dinamiche rimane imprecisata.
Altre cause frequenti sono le manovre irregolari, pari al 7,9%, e il mancato mantenimento della distanza di sicurezza, pari al 7%. Seguono la mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti, il comportamento scorretto del pedone, la circolazione contromano e i sorpassi irregolari.
Lo smartphone sottrae occhi, mani e attenzione alla strada
Telefonare senza vivavoce, leggere una notifica, rispondere a un messaggio, impostare il navigatore o scegliere una canzone possono apparire azioni di pochi secondi. In realtà, durante quel breve intervallo, il conducente continua a percorrere decine o centinaia di metri senza controllare pienamente ciò che avviene davanti a sé.
A 50 chilometri orari un’automobile percorre quasi 14 metri ogni secondo. Distogliere lo sguardo per tre secondi significa avanzare per oltre 40 metri quasi alla cieca. A 90 chilometri orari, nello stesso tempo, si percorrono circa 75 metri.
Lo smartphone produce contemporaneamente tre forme di distrazione: quella visiva, perché si guarda lo schermo; quella manuale, perché si stacca almeno una mano dal volante; e quella mentale, perché l’attenzione viene trasferita dalla strada alla conversazione o al messaggio. Anche una telefonata in vivavoce può ridurre la concentrazione, pur lasciando libere le mani.
L’Istat segnala che le sanzioni per l’uso improprio dei dispositivi elettronici in auto restano elevate e che lo smartphone rappresenta la grandissima maggioranza delle violazioni contestate in base all’articolo 173 del Codice della strada. Le analisi collegano inoltre l’uso improprio dei dispositivi alla crescita degli incidenti con veicolo isolato, perdita di controllo e sbandamento.
Velocità: non significa soltanto superare il limite
La velocità pericolosa non coincide sempre con il superamento formale del limite. Si può viaggiare entro i limiti indicati dai cartelli ed essere comunque troppo veloci in presenza di pioggia, nebbia, buio, traffico, curve, lavori stradali, attraversamenti pedonali o carreggiate dissestate.
All’aumentare della velocità crescono sia lo spazio percorso durante il tempo di reazione sia quello necessario per frenare. Aumenta soprattutto l’energia dell’impatto, con conseguenze molto più gravi per conducenti, passeggeri, motociclisti, ciclisti e pedoni.
Una guida sicura richiede quindi di adattare l’andatura alle condizioni reali della strada, mantenere una distanza sufficiente dal veicolo che precede e rallentare prima delle curve o degli incroci, non quando il pericolo è ormai davanti all’automobile.
Freni, pneumatici e manutenzione: la sicurezza comincia prima della partenza
Non tutti gli incidenti dipendono esclusivamente dal comportamento umano. Anche un veicolo trascurato può aumentare il rischio o rendere più gravi le conseguenze di un errore.
Gli pneumatici devono avere battistrada adeguato, pressione corretta e usura uniforme. Gomme consumate o troppo sgonfie riducono l’aderenza, allungano la frenata e aumentano il pericolo di aquaplaning. È importante controllare anche l’età degli pneumatici, perché la mescola può indurirsi e perdere efficacia pur conservando apparentemente un battistrada sufficiente.
I freni devono essere verificati quando si avvertono rumori, vibrazioni, allungamento della frenata o una risposta anomala del pedale. Anche ammortizzatori inefficienti, fari non funzionanti, tergicristalli usurati e livelli dei liquidi insufficienti possono compromettere la sicurezza.
La revisione obbligatoria non sostituisce i controlli periodici. Un’automobile può superare una verifica e sviluppare successivamente un problema. Prima di un lungo viaggio è prudente controllare pneumatici, freni, luci, tergicristalli e livelli, affidandosi a un professionista quando emergono dubbi.
Stanchezza, alcol e sostanze alterano la percezione del pericolo
La sonnolenza rallenta i riflessi, riduce la capacità di giudizio e può provocare brevi episodi di sonno involontario. Guidare dopo una giornata molto lunga, durante la notte o dopo aver assunto farmaci sedativi può essere estremamente pericoloso.
Nel 2024, tra i 57.500 incidenti rilevati complessivamente da Polizia Stradale e Carabinieri, almeno un conducente risultava in stato di ebbrezza in 4.717 casi e sotto l’effetto di stupefacenti in 1.737 casi. Le percentuali, calcolate su questo specifico insieme di incidenti e non sull’intero dato nazionale, sono state rispettivamente dell’8,2% e del 3%.
La scelta più sicura resta semplice: chi guida non beve e non assume sostanze. Quando ci si sente stanchi, bisogna fermarsi in un luogo sicuro. Aprire il finestrino, alzare il volume della radio o bere un caffè non sostituisce il riposo.
Dieci comportamenti che possono evitare un incidente
Prima di partire è utile impostare il navigatore, scegliere la musica e silenziare le notifiche. Il telefono dovrebbe essere collocato fuori dalla portata delle mani oppure utilizzato soltanto tramite sistemi che non richiedano di guardare lo schermo.
Durante la guida occorre mantenere una distanza adeguata, rispettare le precedenze, evitare sorpassi azzardati e adattare la velocità alle condizioni effettive. È inoltre fondamentale usare sempre cinture e sistemi di ritenuta per i bambini, indossare il casco sui veicoli a due ruote e prestare particolare attenzione a pedoni, ciclisti e motociclisti.
Quando si avverte stanchezza, irritazione o difficoltà di concentrazione, è meglio fermarsi. Se il veicolo mostra vibrazioni, spie, rumori anomali o problemi di frenata e sterzo, non bisogna rimandare il controllo.
Un messaggio può aspettare. Una telefonata può essere richiamata. Pochi minuti risparmiati non valgono mai il rischio di perdere una vita o di cambiarla per sempre.
Un costo sociale superiore a 22 miliardi di euro
Gli incidenti non comportano soltanto spese per soccorsi, cure, riabilitazione e riparazioni. Producono perdita di capacità lavorativa, costi assicurativi, giudiziari e amministrativi, oltre a danni permanenti per le persone coinvolte.
Nel 2024 il costo sociale degli incidenti con morti o feriti è stato stimato in poco più di 18 miliardi di euro, quasi l’1% del prodotto interno lordo italiano. Aggiungendo circa 4,4 miliardi legati ai sinistri con soli danni materiali, il costo complessivo raggiunge circa 22,6 miliardi di euro.
Dietro questa cifra, tuttavia, esiste una dimensione che nessuna contabilità può misurare pienamente. Ogni vittima lascia una famiglia, amici e colleghi costretti a convivere con un’assenza improvvisa. Ogni ferito grave può affrontare interventi, disabilità, perdita dell’autonomia, difficoltà economiche e lunghi percorsi di riabilitazione.
Il dolore provocato da un incidente non si esaurisce sulla carreggiata. Può accompagnare per tutta la vita chi è sopravvissuto e chi ha perso una persona cara.
La sicurezza stradale dipende anche dalle nostre scelte
Servono strade ben progettate, controlli efficaci, veicoli sicuri, educazione e soccorsi tempestivi. Ma una parte decisiva della prevenzione passa ancora dai comportamenti individuali.
Non utilizzare il telefono, moderare la velocità, mantenere le distanze, non guidare dopo aver bevuto e controllare regolarmente il veicolo sono azioni ordinarie. Proprio per questo rischiano di essere sottovalutate. Eppure sono quelle che, ogni giorno, possono separare un normale viaggio da una tragedia.
L’incidente di Valmadonna, sul quale saranno gli accertamenti della Polizia Locale a chiarire la dinamica, ricorda ancora una volta quanto possa essere fragile l’equilibrio sulla strada. Guidare significa assumersi la responsabilità della propria vita e di quella degli altri.
GEO: Alessandria, Valmadonna, Piemonte, Italia
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.
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