"Il diavolo ci mette la coda" e un brindisi con tutti gli spettatori.


  RETEACQUI. "Il diavolo ci mette la coda" e un brindisi con tutti gli spettatori.

Domenica 26 luglio al Teatro Romano di Acqui Terme uno spettacolo tra demoni, masche e leggende della Valle Bormida. A fine serata un brindisi per festeggiare insieme la chiusura della rassegna .

Si conclude domenica 26 luglio, alle ore 21.15, presso il Teatro Romano di Acqui Terme, la rassegna Rete
Acqui 2026, promossa dall’Associazione Culturale Orizzonte ETS in collaborazione con il Comune di Acqui Terme, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte.

Lo spettacolo sarà preceduto dai saluti istituzionali dell'Assessore alla Cultura dottor Michele Gallizzi.

“Il diavolo ci mette la coda – Demoni e masche in Valle Bormida”, una produzione originale di ReteTeatri dedicata alle leggende, alle credenze popolari e al patrimonio immateriale del territorio.



Lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio teatrale tra racconti antichi, superstizioni, presenze misteriose e memorie tramandate oralmente nelle comunità della Valle Bormida. Al centro della narrazione ci sono le maschere, figure affascinanti e ambigue dell’immaginario popolare piemontese, insieme a demoni, spiriti, paure collettive e racconti che per generazioni hanno abitato le veglie, le cascine e la memoria dei paesi.
Attraverso il linguaggio del teatro, “Il diavolo ci mette la coda” restituisce vita a un mondo di storie sospese tra realtà e leggenda, trasformando il folklore locale in materia scenica viva e contemporanea. Non si tratta soltanto di un racconto fantastico, ma di un’occasione per riscoprire una parte profonda dell’identità culturale del territorio: quella fatta di parole tramandate, paure condivise, ironia popolare e antichi modi di interpretare il mistero.


La scelta di concludere Rete Acqui 2026 con questo spettacolo conferma l’attenzione della rassegna verso la valorizzazione della memoria locale e delle tradizioni di questo spicchio di Piemonte. Dopo gli appuntamenti dedicati al teatro popolare, alla figura di Giulio Monteverde e alla nuova drammaturgia contemporanea, la rassegna chiude con una produzione che mette al centro il legame tra teatro, territorio e patrimonio immateriale.

L’appuntamento rappresenta anche un momento di festa e di condivisione conclusiva per il pubblico che ha seguito il percorso di Rete Acqui 2026, confermando il Teatro Romano come luogo vivo di cultura, incontro e partecipazione.

A cura di Francesca Giordano

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