Ex Ilva, Novi Ligure in agitazione permanente: sindacati pronti alla mobilitazione dopo il tavolo del 4 agosto

Impianto siderurgico con altoforni, ciminiere e strutture industriali all’alba.
Veduta illustrativa di un grande impianto siderurgico. La vertenza ex Ilva coinvolge anche Novi Ligure e richiama l’urgenza di un piano che tuteli occupazione, produzione, salute e ambiente.

La crisi dell’ex Ilva torna a pesare con forza anche su Novi Ligure. Dopo il confronto a Palazzo Chigi e le assemblee svolte nello stabilimento, RSU e organizzazioni sindacali chiedono al Governo risposte rapide e verificabili sul futuro industriale e occupazionale di Acciaierie d’Italia. La decisione della Corte d’Appello di Milano sull’area a caldo di Taranto rende il quadro ancora più delicato: la tutela della salute e dell’ambiente resta prioritaria, ma occorre evitare che l’assenza di un piano concreto scarichi il costo della crisi su lavoratrici, lavoratori e territori.

Pier Carlo Lava – Alessandria Postitalianewspost.com

Dopo l’incontro tra Governo e organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi il 28 luglio, il 30 luglio si sono svolte le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure. La RSU e le segreterie provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno scelto di proclamare lo stato di agitazione permanente, annunciando un possibile percorso di protesta e mobilitazione nel caso in cui non arrivino risposte considerate adeguate già dal prossimo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fissato per martedì 4 agosto.

Il punto più urgente è la prospettiva dell’intero gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Il comunicato sindacale lega le preoccupazioni per Novi Ligure alla nuova fase apertasi a Taranto dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’attività dell’area a caldo entro novanta giorni. Il decreto è motivato dalla presenza di amianto e dalla necessità di riportare le emissioni di polveri sottili entro limiti di sicurezza: una scelta che mette al centro la protezione della salute e dell’ambiente, ma che impone anche una risposta industriale e occupazionale di portata nazionale. La decisione della Corte d’Appello di Milano

Non si tratta quindi soltanto di una vertenza locale. Novi Ligure fa parte di una filiera produttiva collegata agli altri siti del gruppo e qualsiasi rallentamento o ridefinizione degli impianti di Taranto può ripercuotersi sulla continuità delle attività, sulle commesse, sulle forniture e sull’occupazione. I sindacati chiedono che il tavolo tecnico avviato dal Governo produca soluzioni credibili, con un piano di rilancio industriale definito, investimenti, tempi certi e garanzie per chi lavora negli stabilimenti e nell’indotto.

La mobilitazione arriva dopo lo sciopero di otto ore proclamato a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm per chiedere continuità produttiva, ambientalizzazione degli impianti e difesa dell’occupazione. Il comunicato unitario del 28 luglio indica con chiarezza il nodo politico della vicenda: la crisi non può essere gestita con misure provvisorie, ammortizzatori sociali o rinvii, ma richiede una regia pubblica capace di tenere insieme ambiente, salute, produzione e lavoro.

L’incontro convocato al Mimit per il 4 agosto sarà dunque un passaggio decisivo. Secondo quanto reso noto, il tavolo dovrà affrontare il futuro dell’impianto siderurgico e le ricadute della crisi dopo il provvedimento giudiziario. La convocazione del tavolo al Ministero rappresenta un primo appuntamento, ma per Novi Ligure e per tutti i territori coinvolti conteranno soprattutto gli impegni che ne deriveranno: produzione, salvaguardia dei posti di lavoro, sicurezza e un progetto industriale sostenibile nel tempo.

La richiesta espressa dai rappresentanti dei lavoratori è, in sostanza, chiara: non lasciare il futuro della siderurgia italiana nell’incertezza. Il diritto alla salute non è negoziabile, così come non può esserlo la dignità di migliaia di persone che attendono risposte sul proprio lavoro. Per questo il confronto delle prossime settimane dovrà essere misurato sui fatti, sulle risorse disponibili e sulle scelte operative, non sulle sole dichiarazioni di principio.

Fonte: comunicato RSU FIM, FIOM e UILM dello stabilimento ADI in AS di Novi Ligure, 31 luglio 2026.

GEO

Novi Ligure, Alessandria, Piemonte, Italia – Ex Ilva e Acciaierie d’Italia: RSU, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil proclamano lo stato di agitazione permanente e chiedono al Governo un piano industriale e occupazionale certo dopo il provvedimento sull’area a caldo di Taranto.

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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.


 

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