Dengue in Italia, 169 casi nel 2026: tutti importati e nessun decesso, cosa sapere prima di partire

 

Viaggiatrice applica un repellente contro le zanzare in una località tropicale, accanto a una zanzara Aedes posata su una foglia.
La protezione dalle punture di zanzara, attraverso repellenti, indumenti adeguati e zanzariere, è la principale misura di prevenzione della Dengue durante i viaggi nelle aree a rischio.

I dati aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità non indicano una trasmissione locale della Dengue in Italia nei primi sei mesi del 2026. Tutti i casi confermati sono associati a viaggi all’estero, soprattutto alle Maldive. La prevenzione dalle punture di zanzara rimane fondamentale.

Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 sono stati confermati in Italia 169 casi di Dengue, tutti associati a viaggi all’estero e senza alcun decesso. Il dato emerge dall’ultimo aggiornamento del sistema nazionale di sorveglianza delle arbovirosi, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’elemento più importante è proprio questo: nei dati disponibili non risultano casi autoctoni di Dengue nel 2026. Significa che le persone contagiate hanno contratto l’infezione fuori dall’Italia e non attraverso la puntura di una zanzara infetta sul territorio nazionale.

Il 71% dei casi per i quali è stato individuato il luogo dell’esposizione è collegato alle Maldive, destinazione nella quale nei mesi scorsi è stata segnalata una forte circolazione del virus. L’aggiornamento dell’ISS riporta inoltre 13 casi confermati di Chikungunya, il 77% dei quali associato a soggiorni alle Seychelles, e tre casi di virus Zika. Anche questi risultano tutti importati e senza decessi.

Dai 155 casi di maggio ai 169 di giugno

Alla fine di maggio i casi confermati di Dengue in Italia erano 155. Nel mese di giugno se ne sono quindi aggiunti 14, portando il totale a 169.

L’aumento deve essere osservato con attenzione, ma non autorizza interpretazioni allarmistiche. I dati indicano infatti una situazione legata principalmente ai viaggi internazionali e non, almeno per ora, alla presenza di focolai di trasmissione locale.

La sorveglianza rimane comunque indispensabile perché in Italia è ampiamente diffusa l’Aedes albopictus, comunemente conosciuta come zanzara tigre, una specie potenzialmente capace di trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika.

Una persona che rientra dall’estero con il virus presente nel sangue potrebbe essere punta da una zanzara tigre. Dopo avere acquisito il virus, l’insetto potrebbe trasmetterlo ad altre persone attraverso punture successive. È proprio per interrompere rapidamente questa possibile catena che i casi sospetti e confermati vengono sottoposti a sorveglianza epidemiologica.

Nel periodo di maggiore attività delle zanzare, indicativamente tra giugno e ottobre, il sistema di controllo viene rafforzato per permettere l’identificazione tempestiva dei casi e l’adozione di eventuali interventi di disinfestazione.

Che cos’è la Dengue e come si trasmette

La Dengue è una malattia virale causata da quattro virus molto simili tra loro. La trasmissione avviene principalmente attraverso la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Aedes.

Non è normalmente una malattia che si trasmette direttamente da una persona all’altra con i comuni contatti quotidiani. Il meccanismo principale richiede il passaggio attraverso la zanzara vettore.

Quando una zanzara punge una persona infetta durante il periodo in cui il virus circola nel sangue, può acquisire il virus e, dopo alcuni giorni, trasmetterlo a un’altra persona.

La Dengue è diffusa soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. L’intensificazione dei viaggi internazionali, l’aumento delle temperature e la diffusione delle zanzare del genere Aedes hanno però accresciuto l’attenzione sanitaria anche in Europa.

Nel 2025 l’ISS aveva registrato complessivamente 223 casi di Dengue in Italia: 219 associati a viaggi all’estero e quattro autoctoni. Il confronto mostra perché la sorveglianza debba rimanere attiva, anche quando i dati dell’anno in corso non evidenziano trasmissioni locali.

I sintomi da non sottovalutare dopo un viaggio

Molte infezioni possono essere asintomatiche o manifestarsi in forma lieve. Quando la malattia si presenta, i sintomi compaiono generalmente dopo alcuni giorni dalla puntura della zanzara infetta.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i disturbi più frequenti comprendono febbre anche elevata, forte mal di testa, dolore attorno e dietro agli occhi, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito e irritazioni cutanee. Nei bambini i sintomi tipici possono essere meno evidenti.

Chi rientra da una zona nella quale circola la Dengue e sviluppa febbre o altri sintomi compatibili deve contattare il proprio medico, specificando il Paese visitato e le date del soggiorno. La diagnosi non può essere effettuata sulla base dei soli sintomi, perché il quadro può essere simile a quello di altre infezioni.

Nella maggioranza dei casi la malattia si risolve, ma esistono forme severe che richiedono assistenza medica tempestiva. Per questo motivo è sconsigliato affidarsi all’autodiagnosi o assumere farmaci senza avere consultato un professionista sanitario.

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda particolare prudenza con alcuni farmaci antinfiammatori, come ibuprofene e acido acetilsalicilico, perché possono aumentare il rischio di sanguinamento. Ogni terapia deve essere indicata dal medico, considerando le condizioni della singola persona.

Come proteggersi durante un viaggio

La principale misura preventiva consiste nell’evitare le punture di zanzara. L’ISS consiglia l’utilizzo di repellenti, indumenti che coprano braccia e gambe, zanzariere e ambienti adeguatamente protetti.

Le zanzare Aedes possono essere attive soprattutto durante il giorno, con maggiore intensità nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. Le precauzioni non devono quindi essere limitate alle ore notturne.

Prima di partire per una destinazione tropicale o subtropicale è opportuno informarsi sulla situazione epidemiologica locale e rivolgersi, con adeguato anticipo, al medico o a un centro specializzato in medicina dei viaggi.

La disponibilità e l’eventuale indicazione della vaccinazione contro la Dengue devono essere valutate individualmente da un professionista sanitario. Non esiste una raccomandazione uguale per tutti i viaggiatori: la decisione dipende dalla destinazione, dalla durata e dal tipo di soggiorno, dall’età, dalle condizioni di salute e dalla precedente esposizione al virus.

Anche chi ha già contratto la Dengue deve mantenere le precauzioni, perché esistono quattro sierotipi del virus e una precedente infezione non garantisce una protezione completa contro gli altri.

Cosa fare al rientro in Italia

Chi torna da un’area a rischio dovrebbe continuare a proteggersi dalle punture di zanzara per un certo periodo, soprattutto se presenta febbre o altri sintomi. Questa precauzione riduce la possibilità che una zanzara presente in Italia acquisisca il virus da una persona infetta e lo trasmetta successivamente.

In caso di sintomi è necessario contattare il medico e riferire il viaggio effettuato. Saranno i sanitari a stabilire se siano necessari accertamenti e a fornire le indicazioni terapeutiche più appropriate.

Il messaggio dei dati pubblicati dall’ISS è quindi duplice: non risultano focolai autoctoni di Dengue in Italia nel 2026, ma la presenza di 169 casi importati conferma l’importanza della prevenzione, dell’informazione ai viaggiatori e della sorveglianza sanitaria.

Non bisogna creare allarme, ma neppure sottovalutare una malattia che continua a circolare intensamente in numerose destinazioni internazionali.

Fonti e approfondimenti

I dati epidemiologici aggiornati sono consultabili nella sezione dedicata alla sorveglianza nazionale delle arbovirosi dell’Istituto Superiore di Sanità.

Le informazioni su trasmissione, sintomi e prevenzione sono disponibili nella scheda Dengue di EpiCentro-ISS.

Il Ministero della Salute mette inoltre a disposizione una sezione dedicata alla Dengue e alle raccomandazioni per i viaggiatori.

GEO

Italia; sorveglianza sanitaria nazionale; Istituto Superiore di Sanità; Ministero della Salute; viaggi internazionali; Maldive; Seychelles; aree tropicali e subtropicali. Dati aggiornati al 30 giugno 2026 sui casi importati di Dengue, Chikungunya e Zika registrati in Italia.

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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo.

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