| Una postazione DAE esterna può rendere il defibrillatore rapidamente disponibile anche quando la farmacia è chiusa. Immagine creata a scopo illustrativo. |
Una teca ben visibile sulla parete esterna di una farmacia, contenente un defibrillatore utilizzabile in caso di arresto cardiaco, può rappresentare la differenza tra la vita e la morte. Non si tratta di un’idea futuristica: sistemi di questo genere esistono già in Piemonte e un esempio risulta censito anche in provincia di Alessandria.
Pier Carlo Lava - Alessandria Post - italianewspost.com
Il principio è semplice: collocare il defibrillatore automatico o semiautomatico esterno, indicato con la sigla DAE, in una teca accessibile dalla strada, affinché possa essere recuperato rapidamente anche quando la farmacia è chiusa. Le farmacie sono luoghi particolarmente adatti perché sono diffuse in modo capillare, facilmente riconoscibili e considerate dai cittadini veri e propri presìdi sanitari di prossimità.
Un esempio documentato a Spigno Monferrato
Consultando il Portale DAE della Regione Piemonte, realizzato in collaborazione con il sistema dell’emergenza sanitaria 118, compare un dispositivo indicato come pubblico collocato a fianco dell’ingresso della Farmacia Sant’Ambrogio, in corso Roma 33, a Spigno Monferrato, in provincia di Alessandria. Il registro regionale permette di localizzare i defibrillatori presenti sul territorio e di conoscere, quando inseriti dai rispettivi gestori, posizione e condizioni di accessibilità. La presenza effettiva e l’operatività del dispositivo devono comunque essere verificate attraverso il portale, poiché i dati vengono comunicati e aggiornati dai responsabili delle singole apparecchiature. Consulta il Portale DAE del Piemonte
Altri esempi piemontesi sono stati realizzati a Torino, nel quartiere Crocetta, dove un progetto di cardioprotezione ha previsto postazioni pubbliche presso alcune farmacie, e a Bra, dove il “Progetto Vita Bra” ha dotato di un defibrillatore la Farmacia San Rocco di via Principi di Piemonte. Il progetto torinese è stato promosso dall’associazione dei commercianti Crocetta Shopping con Piemonte Cuore, con l’obiettivo dichiarato di rendere alcuni apparecchi disponibili anche dalla strada. Approfondimento sulle farmacie cardioprotette in Piemonte
È necessario, tuttavia, distinguere tra un DAE custodito all’interno della farmacia e utilizzabile soltanto durante l’orario di apertura e un dispositivo installato all’esterno, effettivamente accessibile al pubblico. La normativa nazionale favorisce la diffusione dei defibrillatori, ma non obbliga indistintamente tutte le farmacie italiane a installarne uno all’esterno e a garantirne l’accesso durante le ventiquattro ore.
Bisogna davvero rompere il vetro?
Non tutte le teche funzionano allo stesso modo. Alcune hanno uno sportello che si apre direttamente facendo scattare un allarme; altre contengono una chiave recuperabile rompendo un piccolo elemento frangibile; altre ancora possono essere sbloccate attraverso un codice o seguendo le indicazioni della centrale di emergenza. Non bisogna quindi rompere indiscriminatamente l’intero pannello trasparente, ma leggere e seguire le istruzioni riportate sul contenitore.
Le postazioni più moderne possono essere allarmate, riscaldate o ventilate, illuminate e controllate a distanza. Il monitoraggio è essenziale perché il defibrillatore deve avere batterie efficienti, elettrodi non scaduti e condizioni di temperatura compatibili con il corretto funzionamento. Una teca esterna non adeguatamente controllata rischierebbe, infatti, di trasformare una buona iniziativa in una falsa sicurezza.
Chiunque può utilizzare il defibrillatore
La domanda più frequente riguarda la possibilità, per un cittadino senza preparazione sanitaria, di utilizzare il DAE. La risposta è sì: in base alla legge 4 agosto 2021, n. 116, quando non è disponibile una persona formata e si sospetta un arresto cardiaco, l’utilizzo del defibrillatore automatico o semiautomatico è consentito anche a chi non abbia frequentato uno specifico corso. A chi interviene per prestare soccorso si applica inoltre la disciplina dello stato di necessità. Legge n. 116 del 2021 – Gazzetta Ufficiale
Il DAE è progettato proprio per guidare il soccorritore attraverso istruzioni vocali e visive. Dopo l’applicazione degli elettrodi sul torace, l’apparecchio analizza autonomamente il ritmo cardiaco e autorizza o somministra la scarica soltanto quando riconosce un’aritmia defibrillabile. Non è quindi il passante a decidere se la scarica sia necessaria. Il dispositivo, tuttavia, deve essere usato su una persona incosciente che non respira normalmente e non per un generico malore o semplicemente perché qualcuno avverte un dolore al petto.
La prima azione rimane chiamare immediatamente il 112, mettere il telefono in vivavoce e seguire le indicazioni dell’operatore. Se sono presenti più persone, una può iniziare le manovre di rianimazione mentre un’altra recupera il DAE. Il defibrillatore non sostituisce il massaggio cardiaco né l’arrivo dei soccorsi professionali, ma completa la cosiddetta catena della sopravvivenza. Informazioni del Ministero della Salute
Pochi minuti possono cambiare tutto
Le indicazioni nazionali ricordano che gran parte degli arresti cardiocircolatori avviene fuori dall’ospedale e che, dopo pochi minuti senza ossigeno, possono comparire danni cerebrali irreversibili. In un arresto cardiaco testimoniato, una defibrillazione eseguita molto rapidamente può aumentare sensibilmente le probabilità di sopravvivenza. Per questo non basta possedere un DAE: deve essere ben segnalato, facilmente raggiungibile e realmente pronto all’uso. Indicazioni nazionali pubblicate in Gazzetta Ufficiale
Una proposta concreta per Alessandria
L’esempio di Spigno Monferrato e le esperienze di Torino e Bra potrebbero diventare un modello da sviluppare anche nella città di Alessandria. Comune, ASL AL, Ordine dei farmacisti, Federfarma, associazioni di volontariato, commercianti e fondazioni potrebbero elaborare un progetto condiviso per collocare DAE esterni presso alcune farmacie situate nei punti maggiormente frequentati.
Centro, Quartiere Cristo, Pista, Orti, Europista, Villaggio Europa e le frazioni potrebbero essere valutati sulla base di criteri concreti: numero di residenti, distanza dalle postazioni di emergenza, afflusso di persone e presenza di luoghi di aggregazione. L’installazione dovrebbe essere accompagnata dalla registrazione sul Portale DAE regionale, da una segnaletica immediatamente riconoscibile, dal controllo periodico degli apparecchi e da corsi gratuiti di rianimazione cardiopolmonare rivolti ai cittadini.
Non servirebbe necessariamente installare un dispositivo davanti a ogni farmacia. Sarebbe più efficace costruire una rete ragionata e sempre operativa, evitando concentrazioni in poche vie e zone completamente scoperte. Anche la formazione rimane fondamentale: la legge permette al cittadino non formato di intervenire, ma un corso BLSD può ridurre esitazioni e paura quando ogni secondo conta.
Una farmacia con un defibrillatore accessibile dalla strada non è soltanto un esercizio commerciale dotato di un apparecchio sanitario. È un punto salvavita riconoscibile dalla comunità. Portare questo modello in modo più diffuso ad Alessandria potrebbe essere un progetto concreto, sostenibile e capace, un giorno, di salvare davvero una vita.
La ricerca ha verificato la normativa italiana sull’utilizzo dei defibrillatori, il Portale DAE della Regione Piemonte e alcuni progetti documentati presso farmacie di Spigno Monferrato, Torino e Bra.
GEO
Alessandria, provincia di Alessandria, Spigno Monferrato, Torino, Bra, Piemonte, Nord-Ovest Italia. L’articolo approfondisce la presenza dei defibrillatori DAE presso le farmacie piemontesi e propone una rete di apparecchi accessibili anche nella città di Alessandria.
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Immagine creata con intelligenza artificiale a solo scopo illustrativo..
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