"Dal sesso tra lieviti in orbita le risposte per problemi fertilità sulla Terra"

Pubblicato da Giuseppina De Biase 

“Dal sesso tra lieviti in orbita le risposte per problemi fertilità sulla Terra"
Cavalieri (Università di Firenze) all'evento di Convention Bureau Italia e AIAA: “La ricerca ci aiuta anche a capire problemi legati alla sicurezza alimentare e allo sviluppo di farmaci contro alcune patologie”


Capire come cambia il sesso tra i lieviti della specie S.cerevisiae in orbita nello spazio può aiutarci a risolvere problemi legati alla fertilità sulla Terra? E il loro comportamento in condizioni estreme, in generale, ci consente di sviluppare farmaci per diverse patologie, oltre ad aprire nuove prospettive in termini di abbattimenti degli sprechi alimentari”?

A porre queste domande è Duccio Cavalieri, professore ordinario di microbiologia all'Università di Firenze, tra i protagonisti dell'incontro "A Dialogue on Space and Non-Space" promosso a Torino dal progetto Italian Knowledge Leaders di Convention Bureau Italia e dalla rappresentanza Emea dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics, la più grande società tecnica aerospaziale al mondo con oltre 33.000 membri in 91 Paesi, con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention.

Cavalieri ed il suo team hanno studiato a lungo il comportamento di lieviti e microrganismi nello spazio, in parallelo a quello che accade a cellule umane, concludendo che le risposte che possono derivarne - per gli astronauti e sulla Terra - sono molteplici. 

“Un esperimento interessante - spiega - lo abbiamo condotto sull'ultimo volo dello Shuttle, ormai 15 anni fa: abbiamo studiato il sesso tra i lieviti, per capire se la loro capacità di incrociarsi e generare progenie fosse la stessa nello spazio e a terra. Abbiamo anche verificato se alcune incroci tra specie diverse, sterili sulla Terra potessero invece rivelarsi fertili in orbita". 

Questi studi, specifica Cavalieri, servono principalmente per capire l’evoluzione dei microorganismi nello spazio, ma hanno anche potenziali implicazioni per comprendere meglio la riproduzione umana nello spazio. "Dai primi esperimenti la capacità riproduttiva dei lieviti risultava ridotta, ma abbiamo individuato una proteina e un gene che potrebbero avere un ruolo nel migliorare la fertilità", racconta il professore. Le ricerche iniziate con i lieviti hanno aperto la strada a studi sui cambiamenti del microbioma intestinale degli astronauti, legato anche ai microrganismi presenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, che non è un ambiente sterile.

"Sulla Stazione vivono bacilli tecnofili, che prediligono il rame delle saldature e possono mandare in tilt le apparecchiature, e altre forme, come spore, capaci di resistere a condizioni di cambiamento estreme", sottolinea Cavalieri, che con il suo gruppo di ricerca sta ora lavorando su una nuova frontiera: gli alimenti fermentati a base di microrganismi come possibile futuro dell'alimentazione nello spazio, prodotti sfruttando la fotosintesi.

Anche sul fronte alimentare la ricerca spaziale offre indicazioni preziose per il pianeta. 

"Capire come i microorganismi possano essere utilizzati per produrre alimenti necessari a mantenere in vita una colonia di esseri umani in orbita è cruciale, anche nell'ottica di un'economia circolare: nello spazio non sono ammessi sprechi. Questo approccio all'ecologia dei sistemi può essere applicato anche sulla Terra, per contribuire alla soluzione di molti problemi associati alla nutrizione umana", conclude Cavalieri.

 







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