Da Accademia di Belle Arti di Carrara | "Codice Umano", l'essere umano nell'era dell'IA: la performance della compagnia La Fura Dels Baus
“CODICE UMANO”: L’ESSERE UMANO NELL’ERA DELL’IA
LA
PERFORMANCE DELLA COMPAGNIA LA FURA DELS BAUS
Il
prossimo 29 giugno la rinomata compagnia teatrale catalana La Fura dels Baus,
presenterà un’esperienza teatrale immersiva che indaga il rapporto tra corpo,
tecnologia e creatività. L’iniziativa si terrà a Santo Stefano di Magra (SP)
come evento conclusivo di “COM.unità dell’arte diffusa”,
progetto di cui l’Accademia di Belle Arti di Carrara è capofila
Milano,
25 giugno 2026 – Cosa accade all’essere umano quando i
processi creativi e il pensiero vengono progressivamente affidati alle macchine?
Se
l’intelligenza artificiale è in grado di generare immagini, opere e soluzioni
innovative, quale spazio rimane all’esperienza, al gesto e alla sensibilità
propriamente umani? Sono queste le domande da cui prende
avvio “Codice Umano”, la performance della compagnia teatrale catalana La
Fura dels Baus, in programma lunedì 29 giugno 2026 alle ore 21:00,
presso lo spazio ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano Magra, in
provincia di La Spezia, che chiude il progetto “COM.unità dell’arte diffusa”,
progetto di cui l’Accademia di Belle Arti di Carrara è capofila.
Questa
location, uno dei più importanti opifici europei del Novecento, divenuto nel
tempo anche luogo di sperimentazione e produzione artistica, farà da
scenografia a un’esperienza performativa tra le più riconoscibili nel panorama
internazionale. Da oltre quarant’anni, infatti, La Fura dels Baus ridefinisce i
confini del teatro contemporaneo attraverso spettacoli immersivi e visionari,
in cui performance, musica, tecnologia e coinvolgimento del pubblico si fondono
dando vita a esperienze dal forte impatto emotivo e concettuale.
L’iniziativa,
curata dai professori Italo Grassi e Flavio Lazzeri, con l’organizzazione e il
coordinamento di Fabiola Manfredi, è realizzata con il coinvolgimento attivo
degli studenti e delle studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, protagonisti
della produzione nelle diverse componenti sceniche: scenografia, performance,
recitazione, musica e video.
La
performance rappresenta inoltre l’evento conclusivo di “COM.UNITÀ
DELL’ARTE DIFFUSA” (sintetizzato
con C.O.M., acronimo di City Open Museum), il progetto di arte diffusa
(transmediale, multimodale, interattiva), guidato proprio dall’Accademia di
Belle Arti di Carrara, che
nei mesi scorsi ha messo in dialogo territori, istituzioni accademiche e
culturali italiani, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico
italiano e trasformare città, borghi e piazze in un unico spazio creativo
comune.
Il corpo, la macchina e la trasformazione dell’essere
umano nell’era dell’IA
Nel
corso dell’ultimo secolo, il concetto stesso di creazione artistica ha subito
una profonda trasformazione. Con l’introduzione del ready-made, l’atto
creativo si è gradualmente spostato dalla manualità alla dimensione concettuale,
dal gesto manuale all’idea. Oggi l’intelligenza artificiale segna una nuova
soglia in questo percorso: non solo il gesto, ma persino il pensiero creativo
stesso può sembrare delegato alle macchine.
Da questa riflessione nasce “Codice Umano”, un’esperienza teatrale immersiva che indaga il rapporto tra corpo, tecnologia e creatività, esplorando un momento storico in cui l’essere umano rischia di allontanarsi dal contatto diretto con la materia e con il processo del fare.
Per
millenni, il confronto con le difficoltà, i limiti e le resistenze è stato una
forza fondamentale nello sviluppo umano. Nel creare oggetti, immagini e forme,
gli esseri umani non si limitavano a produrre risultati, ma plasmavano se
stessi. Il gesto creativo era anche un processo di trasformazione interiore.
Oggi,
con la crescente delega di azioni e decisioni alle tecnologie intelligenti,
emerge una domanda fondamentale: cosa accade all’essere umano quando i processi
di creazione e di pensiero non vengono più vissuti direttamente?
Lo
spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio visivo attraverso le diverse
fasi del rapporto tra esseri umani e tecnologia: dall’origine fisica del gesto
creativo alla nascita della macchina come strumento, fino alla graduale delega
— e alla possibile sostituzione — del pensiero umano da parte dei sistemi
intelligenti.
Sul
palcoscenico, il corpo umano diventa il luogo in cui si svolge questa
trasformazione. All’inizio, il gesto è fisico, imperfetto e laborioso: un corpo
che costruisce, modella e inventa. A poco a poco, macchine, dispositivi e
sistemi digitali entrano nello spazio, amplificando le capacità umane. Quella
che inizialmente appare come un’alleanza si trasforma lentamente in dipendenza.
La
tecnologia non si impone con la forza, ma seduce attraverso l’efficienza, la
velocità e la precisione. Gli esseri umani iniziano così a delegare prima il
gesto, poi la decisione e, infine, la stessa immaginazione. Il corpo umano si
trasforma gradualmente in un’interfaccia, un operatore all’interno di un
sistema creativo che diventa sempre più autonomo.
Nel
momento culminante della performance, l’intelligenza artificiale non appare più
semplicemente come uno strumento, ma come un ambiente: una presenza pervasiva
che organizza lo spazio, il suono, le immagini e il movimento. Gli esseri umani
non sono più il centro del processo creativo, ma solo uno degli elementi che lo
compongono.
Lo
spettacolo non mira a proporre una visione puramente apocalittica o
tecnofobica. Al contrario, invita il pubblico a riflettere su una
trasformazione già in atto: la possibile perdita di quella che potremmo
definire “conoscenza incarnata”, ovvero una forma di comprensione che emerge
dall’esperienza diretta, dal gesto e dall’incontro tra il corpo e il mondo
materiale.
Nel
momento finale della performance, una domanda rimane aperta: se le macchine
sono in grado di produrre immagini, opere e soluzioni creative, cosa rimane di
esclusivamente umano? Forse qualcosa di fragile, inefficiente e imperfetto, ma
irriducibile: un gesto che non può essere programmato, un atto creativo che non
nasce dall’ottimizzazione ma dall’esperienza vissuta.
In
questo senso, «Codice Umano» non è solo una riflessione sulla tecnologia, ma
sull’essenza stessa dell’essere umano: la capacità di trasformarsi
attraverso l’atto creativo.
Codice Umano
C/O ex Ceramica Vaccari, Santo Stefano Magra (SP)
Lunedì 29 giugno 2026 -
ore 21.00
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti,
previa prenotazione al seguente link:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-fura-dels-baus-codice-umano-1992340950415?aff=oddtdtcreator
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Cos’è
C.O.M.unità dell’arte diffusa
C.O.M. è
un museo a cielo aperto, un luogo mentale che varca i confini della tradizionale
distribuzione topografica e geografica dell’arte tra le città, le piazze, i
parchi. Dall’Accademia di Belle Arti di Carrara si slancia un progetto che
intende costruire uno spirito di comunione tra le comunità delle arti secondo
un sistema a cerchi (centri) concentrici, in cui i progetti dei Conservatori,
delle Accademie e delle Università che hanno accolto l’invito si inanellano
l’un l’altro generando a loro volta altre comunità che condividono le
esperienze scaturite da ogni singolo, come una costellazione temporanea fatta
di differenze, in cui ogni territorio, contesto culturale locale, o sensibilità
alla ricerca, mantiene la propria identità. Il risultato è la generazione di
luoghi mentali che reinterpretano la vocazione dell’arte a vivere al di fuori
di confini rigidi, all’interno di una totalità, secondo quella spinta
wagneriana che oggi si esprime come una grande comunità (con)temporanea.
Finanziato nell’ambito
del PNRR, C.O.M. coinvolge 18 istituzioni accademiche che contribuiscono
all’iniziativa con competenze multidisciplinari, spaziando dal design e le arti
applicate alla tecnologia, dal teatro alla danza, dal cinema alla musica fino
alle arti performative. Il progetto mette
al centro la ricerca artistica contemporanea, valorizzando il lavoro di
artisti, studiosi e studenti italiani e internazionali impegnati a
interpretare il territorio, la memoria, la storia, le tematiche sociali e i
fatti estetici. Allo stesso tempo amplia l’offerta didattica del sistema
AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), creando nuove
dimensioni formative trasversali tra le arti e le scienze, moduli e percorsi di
ricerca dedicati all’interazione tra digitale, arte contemporanea e
tecnologica.
Per maggiori informazioni:
https://www.cityopenmuseum.com/
https://www.cityopenmuseum.com/la-fura-dels-baus/
Ufficio Stampa Progetto C.O.M. – Accademia di Belle Arti
di Carrara:
DAG
Communication | cityopenmuseum@dagcom.com
Barbara
Orrico | borrico@dagcom.com
| +39 347 5419012
Giulia
Leo | gleo@dagcom.com
| +39 328 8590661
Elena Piccinini (RE)

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